mercoledì 6 novembre 2013

E per merenda? un biscotto, forse...

maxstraeten












Un biscotto e un po' di the: questa la merenda servita ieri alla scuola d'infanzia Presi. Il biscotto poi non era nemmeno per tutti e i piccoli scolari hanno
dovuto dividersi anche quello. Ci sono già stati episodi simili, durante i primi giorni dell'anno. La faccenda si era conclusa con l'annuncio di un risarcimento ai genitori, ancora da quantificare. Insomma gli errori capitano ma quando si ripetono vien spontaneo chiedersi se siano casualità. "Quando sono andata a prendere i bambini- racconta Chiara Roli mamma e presidente della commissione mensa- ho letto un cartello con scritto oggi 1 biscotto per merenda. Avevamo avuto qualche disguido all'inizio dell'anno, quando ai bambini erano stati serviti cinque o sei maccheroni per primo, ma era stato un errore ammesso dalla stessa Seribo. Poi le cose sono sempre andate bene. Quello che indispettisce è che la comunicazione era destinata esclusivamente al personale. Solo casualmente ho letto il foglio". La Roli ha poi scritto a Seribo "Per avere almeno delle scuse, una motivazione, una spiegazione...non ho ricevuto risposta...alla fine noi genitori paghiamo una retta per il servizio" Quello che però è ancora più strano che è che la cucina di riferimento, in questo caso il centro di Casteldebole, spedisce sempre insieme alla pappa un foglio dove si specificano le quantità dei pasti. Quindi la domanda che rimane aperta è: c'è stato un disguido?
In generale
Il contratto tra comune e Seribo è in scadenza. Durante il tempo di servizio, l'azienda ha collezionato aspetti controversi. Uno scarso uso di cibi biologici, solo il 18% la media più bassa in regione, contestato anche dall'osservatorio delle mensa. Ricordiamo che da settembre c'è stata una rimodulazione delle rette secondo il consumo effettivo. Un rimodulazione che nel complesso, e in media, ha aumentato le rette. Altro tema difficilmente spiegabile sono i piatti. Oggi sono in uso diverse modalità: alcune strutture hanno lavastoviglie interne e servono i cibi in piatti riutilizzabili, in altre scuole sono i genitori a portare i piatti da casa, per finire ci sono scuole che servono in piatti in plastica. Una babele di pratiche che oltre a tutto il resto, non pare possa essere educativa ai piccoli fruitori. Infine rimane in sospeso l'urgenza avvertita sia da Seribo che dal comune di rimodernare tutte le cucine per garantire gli standar qualitativi. L'urgenza è stata registrata dal 2007, ad oggi è stata rimodernata solo una cucina, sulle tre presenti sul territorio. Insomma il biscotto e il cartello senza scuse, è solo un aspetto che si va ad insinuare in una situazione quantomeno poco trasparente.

Nessun commento:

Posta un commento