domenica 11 maggio 2014

Servizi sociali: intervento introduttivo



Corso di aggiornamento per l'ordine dei giornalisti

Introduzione di Laura Branca

Cosa sono i servizi sociali?





 
 
 
 
I servizi sociali sono difficili da contornare ogni soggetto che se ne occupa li concepisce in modi  diversi, magari simili, ma pur sempre diversi. Alcuni contorni però possiamo darle: nel 2006 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE nel documento: “Attuazione del programma comunitario di Lisbona:i servizi sociali d'interesse generale nell'Unione europea” {SEC(2006) 516} da questa definizione rispetto ai servizi sociali:

Servizi forniti in maniera personalizzata, al fine di rispondere alle
esigenze di utenti vulnerabili che si basano sul principio di
solidarietà e di parità d'accesso.”
Verrà poi specificato l'anno dopo, nel 2007, in un nuovo documento, la distinzione tra i servizi economici e i servizi non economici (distinzione importante si veda l'intervento della  Professoressa Nicodemo)



Cosa sono i servizi sociali per lo Stato?

Nel Titolo V della costituzione si definiscono i ruoli e le competenze tra Stato, regione, Enti, siamo nel 2000. Sempre lo Stato definisce e contorna i servizi sociali nel testo di legge 328/00 (detto welfare federale).

http://www.tredueotto.it/pf/normativa-regionale/emilia_romagna

Si stabiliscono i livelli d'intervento tra Enti pubblici (regioni, città metropolitane e comuni o associazioni) e soggetti privati chiamati a fornire servizi alla persona che vessa in marginalità sociali, di povertà relativa o assoluta, anziani, con problemi di dipendenza, stranieri con problemi di inserimento sociale.

Lo Stato cosa fa?

Da linee di indirizzo generale. Eroga finanziamenti che distribuire in modi differenti alle regioni.

Da quali ministeri dipendono i servizi sociali?

Dal Ministero del lavoro e politiche sociali che mantiene legami e si coordinamento con il Ministero della sanità e Ministero delle pari opportunità.

Questi ministeri e i servizi che sono sotto il loro controllo, dovrebbero coordinarsi e confrontarsi per restituire servizi efficienti e utili, ma anche per confrontare i dati e le esigenze degli utenti che sono in continuo mutamento.

Molti sono i fattori che vanno ad incidere rispetto alle esigenze , ad esempio: la crisi economica, i flussi migratori, l'invecchiamento della popolazione...



La regione cosa fa?

La regione legiferane e redige il Piano Socio-Sanitario che è una sorta di documento programmatico in cui si danno le coordinate per ciò che concerne la distribuzione e la qualità dei servizi. Ma nel piano si indicano anche le necessità e le esigenze degli utenti, a innovare, ampliare o contrarre i servizi.

La situazione della regione E-R?

La regione ER sotto la delega dei servizi sociali elenca questi temi di interesse:

Anziani, Infanzia, Carcere, Contro la discriminazione, Adozioni, Contro la violenza di genere, povertà, immigrazione, famiglie, prostituzione, servizio civile, disabili, terzo settore.

C'è una parte del portale della regione dedicata al sociale al cui interno si possono trovare le normative di riferimento e i servizi offerti.




Cosa fanno i comuni?

I comuni sono chiamati ad erogare il servizio. Possono farlo in modo diretto o indiretto. Hanno anche la facoltà di erogare i servizi tramite appalto, o tramite forme gestionali più o meno partecipate dal pubblico. Nel caso di un servizi indiretto sono chiamati ad accreditare e certificare il soggetto privato che risponde. Il comune valuta le condizioni di povertà, autorizza, accredita e vigila.



Come si gestiscono i servizi sociali?
I servizi tra pubblico e privato

I servizi sociali possono essere pubblici, quindi gestiti da Enti pubblici (come comuni, consorzi di comuni) oppure possono essere a gestione indiretta tramite forme partecipate : Asp, Aziende partecipate, fondazioni, istituzioni o tramite soggetti privati: quali cooperative, associazioni...

La scelta della gestione varia molto da comune a comune.

Presente in tutti i territori troviamo le Asp, nate dal riordino delle Ipab.


Tante trasformazioni

Oggi la regione ha un'ampia gamma di servizi per il sociale: da centri di accoglienza per minori, a consorzi per edilizia popolare... Sebbene si risponda a molte esigenze, si individuano nel piano regionale, molti punti critici e situazioni esterne che creano problemi per fornire buone risposte all'utenza.


Piano sociale -sanitario 2013-14 E-R

Individua i punti critici tra i primi le difficoltà di dissesti economici.

Per dissesti economici qui intendiamo due tendenze che incrociate destabilizzano il quadro generale in modo pesate.

Da una parte calano le risorse per il sociale da parte dello Stato (si veda l'intervento conclusivo dell'Onorevole De Maria) al contempo aumentano le richieste di servizi da parte dell'utenza che a causa della crisi economica e della perdita del lavoro, chiedono sempre più servizi

Il piano ipotizza possibili risposte. Per contenere le spese di gestione (già molto contenute negli anni precedenti sempre per calo delle risorse da parte dello Stato) si tenta di salvaguardare e se possibile migliorare la qualità delle risposte.

Con forme gestionali alternative al servizio pubblico, accorpamenti di servizi dove possibile e modificare le forma statuaria se più conveniente economicamente (si veda l'intervento del Professor Padovani)




In numeri
 

ASP

Dalle 226 ipab (istituto pubblico di assistenza e beneficienza) (con delibera regionale del 2004) si sono trasformate in 121 ASP (azienda di servizi alla persona) con processi di fusione e accorpamento, le altre hanno cessato l'attività.




Sportelli sociali sono oltre 250 i punti di prima accoglienza per integrazione sociale




Società partecipate

Le società sono qui elencate. Amministrano vari servizi: dal trasporto tper, all'infanzia con Reggio Children