venerdì 30 gennaio 2015

Mense, ferraglia, centri pasto e linee guida



" Fortunatamente non è accaduto nulla al bambino che ha ritrovato l'oggetto, ma episodi di questa natura ancorché unici non devono accadere nelle mense del Comune di Bologna". Questo uno dei passaggi con cui l'assessore alla Scuola Marilena Pillati ha commentato il ritrovamento ritrovamento di una rondella in una crocchetta di verdure servita ad un bimbo di una scuola dell'infanzia. "La responsabilità di quanto avvenuto deve essere accertata" ha affermato l'assessore spiegando che Seribo sta concludendo l'ispezione avviata e che in base all'esito e all'accertamento delle responsabilità dovrà valutare tutte le possibilità per tutelare gli utenti e la società.
Intanto Seribo ha fatto sapere che  dopo le verifiche svolte ritiene "altamente improbabile che la contaminazione con il corpo estraneo sia avvenuta durante la preparazione e il confezionamento del pasto". In una nota viene spiegato che in nessuno dei macchinari utilizzati è stata "   rilevata la mancanza di componenti o altre parti meccaniche". Inoltre, sottolinea l'azienda  la rondella ritrovata non corrisponde, per dimensioni, a quelle presenti all'interno delle attrezzature. "Avendo quindi escluso la presenza della rondella all'interno del Centro Pasti - sostiene ancora Seribo -, si è provveduto a verificare le materie prime utilizzate nella produzione della pietanza. A seguito dei controlli, confermiamo che le imprese fornitrici di tali materie prime sono tutte dotate, per le fasi di produzione e confezionamento degli elementi di sistemi di rilevazione di corpi estranei (come ad esempio metal detector, valvole di blocco e filtri) tali da interrompere il processo di produzione nel caso venissero rilevati negli alimenti corpi estranei". "Seribo - conclude il comunicato - esprime rammarico per quanto accaduto e impiegherà il massimo impegno al fine di individuare le cause di quanto accaduto"

 La notizia della rondella trovata dal piccolo Andrea ha fatto il giro delle redazioni in un momento delicato per il futuro delle mense scolastiche bolognesi: dopo l'annuncio di voler liquidare la partecipata e affidare ad un privato il servizio di refezione scolastica la Giunta è impegnata in una serie di confronti in vista della preparazione della gara. Un tema su cui si sta concentrando anche l'attenzione dei genitori più impegnati sul fronte mensa.
" I nostri obiettivi sono chiari e puntano a garantire sicurezza massima e qualità per i bambini e le famiglie utenti del servizio" ha spiegato ancora la Pillati. Sicurezza e qualità sono anche le parole chiave delle "Linee di indirizzo per lo sviluppo del servizio di refezione scolastica", un documento condiviso ieri dalla Commissione mensa cittadina al termine di un percorso avviato oltre un anno fa. Il documento che "guiderà il capitolato di gara per la refezione scolastica" si può consultare sul sito del comune e saranno oggetto di una consultazione pubblica.

Le linee guida - Il documento parte dal presupposto che l'alimentazione in età scolare rappresenti la base delle abitudini alimentari future, abitudini che possono contribuire ad una vita sana.  La refezione scolastica deve quindi assolvere anche ad un compito di educazione alimentare prestando grande attenzione alla sicurezza degli alimenti proposti. Sicurezza che deve coniugarsi con la sostenibilità ambientale. A tal fine viene indicata la necessità di privilegiare prodotti biologici e provenienti da una "filiera corta locale". Il documento contiene una lista dettagliata degli alimenti che devono necessariamente provenire da agricoltura biologica o in alternativa essere dotati di riconoscimento DOP o IGP.  Tra i primi figurano  tra gli altri: la carne, la pasta, i prodotti ortofrutticoli e l'olio, mentre tra i secondi ci sono il prosciutto di Parma o Modena, la mortadella di Bologna e l'asparago verde di Altedo. Il pane dovrà essere fresco di giornata ben lievitato e ben cotto.
Prodotti di provenienza extra UE come il cacao dovranno essere equo -solidali e preferibilmente biologici.
Dovranno essere promosse azioni di educazione alimentare e tra queste potrà rientrare anche la sostituzione del latte, offerto alla mattina, con frutta fresca. Operazione questa che potrebbe partire in via sperimentale già durante l'anno scolastico in corso.
I cibi dovranno necessariamente essere cotti in giornata e il condimento dei primi e delle verdure dovrà essere effettuato nei refettori. Il trasporto dovrà avvenire in modo che intercorra il minor tempo possibile tra la preparazione e la consegna dei pasti nelle scuole.
La gradibilità dei pasti dovrà essere monitorata e entro dicembre dovrà essere messo a punto un sistema di rilevazione.
Dovrà essere garantito l'uso di stoviglie lavabili o almeno ecocompatibili e dovrà essere estesa la raccolta differenziata. Gli sprechi dovranno essere ridotti attraverso il recupero dei cibi non facilmente deteriorabili e di quelli eventualmente non manipolati. Al fine di minimizzare gli sprechi dovrà anche essere messo a punto un nuovo sistema di rilevazione delle presenze basato sul registro elettronico.
Il soggetto gestore dovrà redigere una "Carta della qualità dei servizi" che dovrà essere aggiornata annualmente e sarà tenuto a promuovere incontri periodici con le commissioni mensa. Il gestore dovrà sottostare ai controlli stabiliti dall'amministrazione attraverso un apposito disciplinare.

I nuovi centri pasto -  Quelli elencati sopra sono solo alcuni punti estrapolati da una prima lettura del documento. Va da se che diverse tra le linee guida potranno diventare realmente operative solo quando verrà superato il problema dei centri pasto obsoleti. Non a caso il tema viene affrontato anche nelle Linee guida. Nel documento alla voce "investimenti" viene ribadita la necessità di completare il nuovo centro pasti del Lazzareto e di procedere alla ristrutturazione di quello di Casteldebole. Quest'ultimo dovrà essere operativo nella sua nuova veste a partire dall'anno scolastico 2017-2018.
Sul tema dei centri pasto è tornata quest'oggi anche la vicesindaco Silvia Giannini. " Posso dire - ha affermato rispondendo ad un quesito in merito alla privatizzazione posto dal consigliere 5 stelle Marco Piazza -   che  la  parte di attivo che sarà incassata dal Comune in base alla  sua  quota  nella  liquidazione  della  società  sarà reinvestita nel servizio  di  refezione  scolastica,  soprattutto  per  quanto  riguarda la realizzazione  dei  nuovi  Centri  pasto."   "I Centri pasto sono del Comune e
quindi  ciò  che  il  Comune  riceverà  dalla  liquidazione di Seribo - ha aggiunto la vicesindaco - verrà reinvestito   per   i   nuovi   Centri   pasto,  che  hanno  già  una  loro calendarizzazione  come tempi".

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