giovedì 1 ottobre 2015

L'Aquila: chuisi due nidi su tre

lisasolonynko












Chiudono due nidi su tre. E' l'epilogo (o forse no) di un vicenda che pare ai confini della realtà. Il tutto si svolge sul un piano legale...o quasi. Si tratta di una notizia difficile e tortuosa anche da raccontare, il cui risultato, tenete a mente, è la  chiusura dei nidi.
Cosa è successo? O meglio cosa sta succedendo?

Per tutta l'estate educatori e famiglie sono tenuti in sospeso...i nidi chiudono...anzi, no, i nidi ritardano l'apertura...

Poi arriva settembre e i nidi non aprono. Il comune si dichiara impossibilitato ad assumere gli educatori necessari per tenere aperti i nidi per questioni di vincoli. In luglio spunta la circolare Madia che, rafforzata dalla legge di stabilità, scavalca i vincoli e favorisce l'assunzione proprio per i nidi. Ai tecnici comunali Ida Coluzzi (personale) e Fabrizio Giannangeli (ragioneria) però la circolare non convince. Non è chiaro, dichiarano, se sia possibile assumere rinnavando i contratti oltre i 36 mesi, per un altro limite imposto questa volta dal JobsAct. (Ciò significa che all'Aquila i precari comunali sono molti e da tempo).
Per tentare di far chiarezza entra in scena l'On Stefania Pezzopane che chiede parere al sottosegretario del lavoro.
E mentre si attende la risposta da Roma (mai arrivata?) le proteste dei lavoratori e cittadini si intensificano. Tutto questo si svolge durante i primi giorni di settembre.
E qui apro una parentesi che però è interessante.
La settimana scorsa le educatori delle cooperative private che gestiscono i nidi in città, si affacciano sulle pagine dei quotidiani locali e pubblicano una lunga lettera in cui spiegano la loro frustrazione: "Anche noi vorremmo un contratto a tempo indeterminato .... ma... lamentano "non ci è stata data la possibilità fino ad ora di poter accedere a concorsi" che in buona sostanza, denunciano le educatrici, privilengiano i lavoratori pubblici e penalizzano loro. Una lotta come spesso accade, che vede lavoratori contro lavoratori, divisi da contratti che li classificano in serie A o B.
Chiusa parentesi.
La nostra vicenda ieri è giunta ad un epilogo e non sono mancati nuovi colpi di scena. In una riunione fiume si sono decise le sorti dei 56 lavoratori precari del comune, educatori compresi, che saranno assunti. Nonostante il parere negativo dei tecnici di ragioneria e personale, il parere di Domenico De Nadis dirigente dell'avvocatura si è pronunciato in modo favorevole.
I precari fuori in protesta da palazzo comunale, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Nel mentre sempre ieri, sono scattati gli avvisi di garanzia per il dirigente Patrizia Del Principe e il segretario generale Carlo Pirozzolo del centro servizio anziani Ex Onpi, per aver predeterminato l'esito di un bando. La cosa non renderà più semplice e spedita la vita politica e amministrativa in comune. Nel mentre sarebbe interessante capire, come se la cavano i bambini e i genitori fuori dagli asili.    
Anche noi vorremmo avere un lavoro a tempo indeterminato negli asili, ma con un concorso serio che tenga conto dei titoli e degli anni di esperienza! Siamo stanche che ancora oggi esistano lavoratori di serie A e di serie B" - See more at: http://www.asipress.it/notizia_dettaglio.asp?id=25980#sthash.96Bh8TVz.dpuf
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