sabato 14 novembre 2015

Chiusi due nidi nuovi

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Cosa succede nei nidi di Trani? Cose strane che però all'amministrazione pubblica non sembrano tanto strane viste le risposte che ci danno a domande informali e generiche  che rivolgiamo al telefono.
"Mi scusi a Trani ci sono nidi comunali?"
"No- mi risponde la centralinista- hanno chiuso quest'anno: Però ora ce n'è uno  privato bilingue"


La storia è complicata e va spiegata con ordine.
Nel settembre del 2012 la città di Trani apriva due nidi. Si aprono nuovi, nuovi, trovando collocazione all'interno di scuole già esistenti. Si sono ristrutturati gli spazi, si sono predisposte tutte le misure di sicurezza necessarie, si sono arredati, si attrezzati offrendo posto a 77 bimbi. L'apertura dei nidi è stata avviata dal consorzio Cesfet che opera a Lecce nel campo dell'educazione e della formazione. I nidi avevano ispirazione al modello Montessoriano con personale altamente qualificato come commentava nel 2012 sui quotidiani locali (TraniViva) l'allora assessore Rosa Uva. Le due nuove strutture offriva lavoro a personale tra educatori e collaboratori  arginando il sempre annovo problema orami nazionale ma storicamente meridionale della disoccupazione. 
La strutture sono affidate alla cooperativa locale Promoteo. le cose sembrano funzionare bene i genitori si dichiarano soddisfatti.
Le economie per aprire questi due nidi sono pervenute nella maggior parte dalla Regione Puglia (che a sua volta prendeva sovvenzioni dell'Unione Europea) e in parte ridotta dallo stesso comune, per un importo totale di oltre 800mila euro.
A settembre 2015 però i nidi non aprono. pare che la regione non abbia fatto richiesta per avere nuovi finanziamenti (che ci sono!) e il comune da solo non è riuscito a mantenere la spesa di gestione.
Insomma oggi i due nidi NUOVI, che sono sempre NUOVI, rimangono chiusi. Apre però, come mi raccontavano al centralino di Trani, un nido gestito dalla stessa cooperativa Promoteo, con due sezioni nidi e una di scuola d'infanzia, sempre su modello Montessori ed è anche bilingue. Ma cosa sarà delle due nuove strutture pagate con economie pubbliche? 
 
    

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