giovedì 14 gennaio 2016

Approvato il piano per l'infanzia

BoNidi






Politica Bambina. A larga maggioranza è stato approvato, alla commissione bicamerale dell'infanzia il  Piano Nazionale per la tutela dei fanciulli. Il documento è corposo, sono oltre 100 pagine e si fa un po' il punto della situazione rispetto all'infanzia. Si individuano le priorità d'intervento e in un pratico specchietto conclusivo, si mette per iscritto: chi dovrebbe fare cosa. Non sono però indicate possibili cifre d'investimento.

Chi l'ha scritto?
Il Piano è stato redatto dall'Osservatorio nazionale organo istituzionale costituito da 50 membri tra Enti pubblici, Istat, parti sociali, da otto associazioni e otto esperti. L'osservatorio ha validità biennale.  questo è stato eletto nel '14
Cosa c'è scritto? 
E' un documento che non presenta particolari novità. Il quadro in cui ci muoviamo non è dei più idilliaci, lo sappiamo bene, calano le nascite di bimbi e aumentano gli anziani. La spesa sociale nazionale è il 30% rispetto al Pil (prodotto interno lordo), nel 2014 abbiamo investito 461,8 mld. Si tratta di un investimento al di sopra della media Europea (29,5%). La spesa in Italia però è sbilanciata, perché la maggioranza va, a soggetti anziani con un 65,1%. Non è chiaro invece quanto si investa sull'infanzia. (Questa mancanza che determina più di un problema, è stata messa in luce di recente documento, di cui torneremo a parlare, redatto dal Garante dell'infanzia).
Comuni: quanti problemi!
Si sottolinea le tante difficoltà che hanno i comuni a gestire i nidi e le scuole d'infanzia. Ad un maggior investimento, avvenuto negli ultimi anni, i comuni hanno serie difficoltà, non solo economiche, a reggere i servizi e le scuole.
Quali sono le priorità dei bambini? 
Le priorità individuate sono 4: in primis c'è la necessità di recuperare le povertà. Secondo: creare una rete di servizi e scuole 0-6 di qualità, terzo individuare strategie d'integrazione scolastica, quarto e ultimo punto: dare sostegno alla genitorialità integrando nuove  azioni con quelle già esistenti.
Il Piano rilancia  l'importanza della legge delega della Buona Scuola che prevede un comparto educativo e istruttivo sullo 0-6.
Chi si deve occupare dello 0-6?
Al Ministero del Lavoro si  attribuisco molti lavori, per capire come poter applicare in modo reale la legge delega, individuare i livelli essenziali di prestazione (da quanto se ne parla? alemno dal 2007!), ma anche come trovare le risorse da parte dello Stato e degli Enti in percentuali già definite ma non reperite. Si affronta anche la questione dei titoli di studio necessari per la formazione del personale impiegato. I soggetti interessati a questo delicato tema sono oltre al Ministero del lavoro anche le Organizzazioni sindacali e il Miur.
In conclusione
Il piano è chiaro negli obbietti e gli interlocutori necessari e questo è solo positivo ed è un passo avanti interessante. Chiudo però con una nota critica:  negli anni '60 fu deliberato un Piano programmatico per i nidi d'infanzia (che ancora non esistevano). Se ne indica la necessità di realizzazione oltre 3800. Ad oggi quella cifra è stata appena superata. Ci auguriamo che questo piano programmatico sia più snello...anche perché le esigenze dei bambini sono da soddisfare oggi!        
 

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