venerdì 26 febbraio 2016

Nice Terzi: tre giorni a Milano per parlare di nidi.


eveline













Nice Terzi è presidente del Gruppo Nazionale Nidi che è la più grande e articolata associazione del paese che si occupa di nidi e servizi educativi 0-6. Il gruppo è nato negli anni '70 sotto la guida del pedagogista Loris Malaguzzi che a Reggio Emilia ha lasciato una bella eredità. L'associazione quest'anno è organizza il ventesimo convegno che quest'anno si colloca a Milano. Abbiamo incontrato la Terzi per farci raccontare l'evento, aggiornarci sul percorso della legge 0-6 e spiegare il suo personale punto di vista sul complesso mondo dell'infanzia.

Ci spiega il titolo del vostro convegno: curricolo e responsabilità?
Sono parole su chi abbiamo riflettuto molto sopratutto sul termine responsabilità. Parlare di curricolo ci è parso un atto dovuto, visto che in questi mesi siamo in attesa dei decreti attuativi della legge 107 che riconosce i diritti di tutti i bambini all’educazione fin dalla nascita e istituisce il sistema integrato 0-6 anni. Questo tema ci consente di entrare nel cuore dei contenuti pedagogici, delle modalità di rapportarsi al mondo e di apprendere che i bambini hanno durante i primi cinque anni di vita e di come possiamo noi adulti sostenere il loro percorso di crescita e di sviluppo con una visione olistica delle esperienze dei bambini La parola responsabilità sposta l’attenzione sulla consapevolezza delle intenzioni e dei metodi con cui educatrici ed insegnanti adulti siamo chiamati a agire senza rigidità senza percorsi precostituiti ma valorizzando le iniziative e gli interessi che i bambini mostrano
Il convegno dura tre giorni e si muove in diversi punti della città. Dovendo scegliere una giornata quale ci indica?
Le giornate sono tra loro complementari. La seconda giornata si articola in numerose commissioni tutte animate da esperienze che vengono dai servizi e scuole di tutta l’Italia. Una affronterà un tema importantissimo: la governance .
Cosa intende per governance?
La governance è la capacità di gestire i servizi e garantire la loro qualità complessiva. Si tratta di un carico di responsabilità che devono assolvere gli Enti locali . A questo scopo abbiamo invitato assessori e i responsabili dei servizi da tutt'Italia. Cercheremo di accendere una riflessione e un confronto su queste problematiche. Purtroppo sempre più spesso il pubblico cede i servizi educativi ai privati in un’ottica anche in contrasto con la direzione prefigurata dalla legge 107. Personalmente condivido il sistema integrato pubblico-privato dei servizi ma ritengo importante mantenere gli equilibri attuali tra la gestione diretta e indiretta.
Passiamo a tutt'altro argomento: telecamere nei nidi è favorevole?
E' un argomento complesso. Le telecamere sono uno strumento di valutazione dopo che i reati sono avvenuti. Per prevenire abbiamo altri strumenti e sono strumenti che richiedono risorse, lavoro e responsabilità.
Ad esempio quali strumenti?
Ad esempio il coordinatore pedagogico che oltre a gestire e governare ha l'importante responsabilità di svolgere una sorta di supervisione pedagogica degli insegnanti ed educatrici dunque essere a contatto delle fatiche di una professione non semplice e ad “alta densità emotiva” . Purtroppo in questo momento spesso i coordinatori sono molto oberati da molti compiti .
Altro?
Il gruppo di lavoro è un luogo dove è necessario riuscire ad affrontare con responsabilità problemi che riguardano il lavoro con i bambini e credo che debba avere la maturità di evitare di far finta di nulla,ma di soffermarsi con coraggio a prendere in mano i problemi anche se difficili e dolorosi Qualche volta può anche essere una forma di aiuto a chi è in difficoltà.
Legge 0-6. Siamo a buon punto? Siete soddisfatti?
Siamo in attesa. Noi del gruppo nazionale nidi eravamo molto soddisfatti del ddl 1260. Nel passaggio alla legge 107 ci siamo persi qualche pezzo per strada. Ma nel complesso siamo soddisfatti.
Le maestre d'infanzia però protestano. Temono una squalifica professionale...
Le maestre spesso si lamentano del fatto che la scuola d'infanzia guarda troppo alla scuola primaria. La legge riesce a dare maggiore dignità alla scuola 3-6 per le sue caratteristiche intrinseche, riconoscendo le esigenze del bimbo di quell'età specifica, senza accelerare verso una formazione che avverrà poi e inoltre garantisce formazione , compresenze, coordinamento pedagogico territoriale anche alla scuola statale
Se dovesse fare una classifica delle priorità dell'infanzia oggi in Italia: cosa metterebbe al primo posto?
Forse dovremmo capire che l'infanzia non è qualcosa di indipendente e diverso da tutto il resto. Ci sono una serie di condizioni su cui intervenire. Forse al primo posto metterei il lavoro... che è diventato troppo precario, troppo veloce, troppo fagocitante e non ci consente più di dedicarci ai bambini nelle modalità più adatte a loro e a noi. Ci sono poi da fare interventi precisi sulle povertà. I servizi devono poter essere una risorsa per tutti. E mentre siamo molto impegnati a capire come mantenerli non ci chiediamo più perché sono importanti. Potrebbe sembrare una domanda banale ma non lo è affatto. Rispondere ci aiuterebbe a concentrarci rispetto a tanti temi di grande attualità.



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