venerdì 6 maggio 2016

Asili nido: i soldi arrivano ma non si spendono











Cronaca-cittadina A denunciare è la situazione è la consigliera di Forza Italia Mary Caracciolo. A noi rimane l'inquietante domanda: apriranno i nidi a settembre? Una domanda che pare lontana da possibili risposte e che si profila molto incerta a Reggio Calabria. Quel che è certo invece è che la giunta Falcomatà del Partito Democratico, stia gestendo la situazione in modo sciatto e inadeguato. "Trattano i bambini come pacchi" ci racconta la battagliera consigliera forzista. Stranamente in questo contesto i soldi ci sono e non sono pochi, arrivano dall'UE. I fondi Pac avrebbero dovuto servire ad incrementare i servizi educativi nel mezzogiorno e quando se n'è dato annuncio eravamo tutti lieti...finalmente si pensa anche al sud...ma dopo anni, non facciamo che raccogliere denunce e sprechi. (Qui la denuncia della Uil)

A Reggio di nidi ce n'erano, erano tre e sono stati chiusi dall'oggi al domani con un colpo di spugna. Ad oggi dopo grandi sforzi, uno ha riaperto i battenti, mentre gli altri due, dopo aver subito un abbandono di anni e un degrado strutturale (qui intervista a Eleonora Scrivo di Actionait) hanno necessità di ammodernamenti. "I soldi per ristrutturarli sono arrivati nell'agosto del 2015. I lavori però non si sono ancora avviati- ci racconta la Caracciolo- E se i nidi non saranno pronti per fine agosto, perderemo lo stanziamento." E questi non sono gli unici soldi persi "I fondi sono stati stanziati in due diversi momenti- specifica ancora la consigliera- il secondo finanziamento aveva una disponibilità per oltre 2 mln e mezzo. La giunta però ne ha fatto richiesti circa la metà".
Insomma Reggio ha perso poco meno di 1 mln di Euro, soldi pubblici che avrebbe potevano essere speso in molti modi, ad esempio chiedendo posti in convenzione in strutture private o arredi nuovi per i nidi abbandonati che se riapriranno dovranno farlo con mobili vecchi e oramai inadeguati. 
Posti nido. Dobbiamo poi aprire un'altra parentesi piuttosto insolita. Durante il commissariamento il comune "Aveva acquistato, sempre tramite i fondi Pac, dei posti in convenzione in strutture private. Si trattava di oltre 100 posti. Era un tamponamento d'emergenza così anche se la città non aveva nidi pubblici, i bambini hanno potuto frequentare, con rette calmierate, posti nido. Bene. Questi posti non saranno più disponibili a breve, perché non si è fatta richiesta di ulteriore finanziamento e capisce anche lei che in una città che offre una copertura per solo 2,2% si tratta di uno speco inammissibile." Insomma non nemmeno chiaro che fine faranno i bambini che oggi li frequentano. I tempi stringono e per i piccoli abitanti del capoluogo e per le loro famiglie non ci sono prospettive rosee. Le domande sul tavolo sono molte e quello che proprio sfugge, anche in questa situazione surreale, è come mai lo Stato non riesca a coordinarsi politicamente con le Amministrazioni locali nemmeno quando il partito è lo stesso: il Partito Democratico.

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