lunedì 2 maggio 2016

Cosa sta succedendo nelle scuole d'infanzia?

 














Cronaca Nazionale Siamo di fronte a tanti mutamenti, qualcuno dice che saranno epocali i mutamenti che riguardano le nostre scuole d'infanzia. Per ora non sono cambiamenti dettati da esigenze pedagogiche o culturali. I cambiamenti attuali sono nascosti da tante parole, o titoli poco aderenti alla realtà... i cambiamenti quelli veri e attuali sono dettati dal risparmio economico e dal disimpegno politico. Le materne o le scuole d'infanzia, chiamatele un po' come vi pare, se la passano male. ci sono poi tanti problemi che rimangono all'orizzonte che si avvicinano veloci. Lasciamo stare per un momento concorsi, contratti e insegnanti, sui quali torneremo, e cerchiamo di capire cosa succede dentro le scuole  nel modo più semplice possibile.

Mancano posti. A Bologna ci sono liste d'attesa. Nonostante l'impegno, sempre sottolineato, da parte del sindaco Merola che ha incrementato l'offerta delle scuole d'infanzia, anche chiudendo dei nidi, i posti per i piccoli tra i 3 e i 6 anni non bastano ancora. Sono 253 i bambini in cerca di un posto, su un totale di 2845 iscrizioni e 184 posti liberi. 
A Enna si rischia la chiusura Nel Meridione la situazione scuole è tutta un'altra faccenda. Non ci sono soldi e personale per gestire le mense. Risultato? Con ogni probabilità le scuole passeranno ad un orario complessivo di 25 ore invece di 40, con una riduzione dei posti di lavoro per 12 maestre. 
A Venezia invece non ci sono maestre Manca il personale per sostituiti quello malato e così, succedono cose pazze....Tipo cosa? Scuole aperte con 30-40 bambini affidati alla cura (e non all'educazione) di 3 o insegnanti. I motivi? Sono legati ai problemi di limiti assunzionali e di sostituzione a cui sono vincolati i comuni, che sono moltissimi e NON sono mai stati chiariti o risolti, pur essendo essendo cambiati più governi. I governi di destra, come a sinistra non hanno trovato tempo ed energie per mettere chiarezza su questo versante. Si preferisce tenere aperti servizi mediocri a scapito del benessere dei bambini? a ognuno la sua risposta. Anche a Livorno mancano maestre. Il comune versa soldi in più. L'ha deciso la vicesindaco Stella Sorgente dopo lunghe trattative con i sindacati. L'amministrazione locale ha stanziato per le sostituzioni brevi (inferiori ai 30 giorni) con un budget di 40 mila euro (prima era di 27 mila) per una sperimentazione di 6 mesi . Con questa economia supplementare, a Livorno si cerca con un granello di sabbia di tappare una voragine grande come un montagna, che non può essere risolto localmente.  
E il Governo? Accidente che guazzabuglio! I problemi, spero sia chiaro dopo questo breve e vario elenco, sono tanti e di diversa natura...Al centro ci sono i comuni e lo Stato. I primi semplicemente non ce la fanno e lo Stato semplicemente non investe e non legifera, non prende una decisione. La notizia, quindi cosa sta succedendo tra nidi e scuole, semplicemente non prende un contorno definito, ma si ferma ai giornali locali con esempi piccoli a Livorno, a Firenze, a BolognaMa qualcuno con una visione globale c'è: Marina Castelli presidente dell' AND sezione Latina (associazione nazionale docenti) tuona contro la riforma 0-6. La riforma per chi non lo sapesse prevede un cambiamento consistente e una continuità tra nidi e scuole d'infanzia. Il ragionamento della Castelli non fa una grinza: se le scuole d'infanzia passeranno dalla gestione statale a quella comunale (come si scrive per l'appunto nella legge delega 107 comma 181 lettera e) sarà più facile: Primo inserire rette per gli utenti e Secondo esteranalizzare la gestione a privati. Le esternalizzazioni delle scuole d'infanzia sono già in state avviate ad esempio a Firenze. E lo Stato annuncia la nuova legge fiammante e radicale e intanto  temporeggia, e NON fa. 
Un dato su chi riflettere: nel 2015 praticamente non ci sono state assunzioni per le scuole d'infanzia. La Senatrici Francesca Puglisi, prima firmataria della legge 0-6, asserisce che: non ci sono state assunzioni perché la scuola d'infanzia, non e scuola dell'obbligo. E la Castelli replica che se così fosse, non ci sarebbero dovute essere assunzioni, nemmeno le insegnanti per le scuole superiori...
Risultato: un grande, grandissimo caos. E i bambini che sono sempre meno sono trascurati, da questo governo, come dai precedenti. E la questione è ampia e non si tratta solo di posti scuola. Meno posti per i piccoli significa meno scolarizzazione, meno integrazione, meno possibilità per noi donne di continuare a lavorare dopo la maternità e di lavorare nella scuole... Ma c'è anche un altro fatto trascurato: un'offerta di questo tipo, dove la qualità è trascurata  ha conseguenze pedagogiche che oggi non riusciamo a prevedere ma non saranno indifferenti. Perché se nidi e scuole di qualità, fanno bene, non sappiamo che effetti possano fare servizi educativi di qualità scadente. Il governo del Partito democratico sta traghettando questi servizi verso il basso, verso un parcheggio. Finché continueremo ad essere soli in questa denuncia noi di BolognaNidi? Se credete che la nostra voce sia utile vi chiediamo, non soldi, ma di iscrivervi e partecipare. Potete farlo cliccando qui e un Mi piace alla nostra pagina fb non ci fa certo male! Uniti possiamo fare la differenza. Potete anche scriverteci a bolognanidi@gmail.com        
   


   




 
   




Nessun commento:

Posta un commento