mercoledì 26 ottobre 2016

Rimini: 5 scuole e un nido al privato














Cronaca cittadina Genitori che scendono in piazza, nonni che scrivono lettere, politici che denunciano....Rimini è una città divisa e perplessa, nel mentre l'amministrazione locale  procede a spron battuto. La strada che percorre il sindaco Andrea Gnassi è la solita, quella di cui scriviamo circa tutti i giorni da qualche anno a questa parte: si privatizzano i servizi educativi, o più precisamente, si esternalizzano in una gestione indiretta. Questa volta sul piatto ci sono 1 nido e 5 scuole d'infanzia. Ma l'esternalizzazione è già partita da qualche tempo, con l'affido delle pulizie e del sostegno ai disabili. Un'esternalizzazione passata quasi sotto l'indifferenza generale. La situazione attuali ha due principali risvolti: uno è politico-economico, l'altro si consuma sul  piano educativo. Entrambi questi temi dovrebbe essere al centro di un forte dibattito ma non lo sono. Il bando intanto è stato pubblicato e dalla sua lettura possiamo ricavare alcune riflessioni. 

Appalto: una questione economica 
Teniamo a mente le cifre. Esternalizzare significa affidare ad soggetto privato lavoro per svariati mln di Euro. Un lavoro continuativo di tre anni con la possibilità di rinnovarlo per altri tre anni. Per il nido la cifra è di circa 1,3 mln per le scuole è poco meno di 3 mln. L'appalto per assistenza, sorveglianza e pulizia per le scuole e i nidi è stato aggiudicato per circa 3 mln di euro. Il bando per il sostegno alle disabilità è stato affidato per il 2013-15 per poco più di 1,8 mln di Euro

Una questione politica 
Il consigliere Luigi Camporesi denuncia "La politica si dimostra debole e aggiogata ai poteri delle grandi cooperative, che non solo a Rimini, ma in tutta la  regione, hanno molto, troppo potere. Questa amministrazione in più occasioni ha dichiarato falsità. Ha mentito quando sosteneva che esternalizzava perché era impossibilitata ad assumere personale. E' una falsità! Il decreto Madia consente d'assumere il personale necessario al funzionamento dei servizi educativi. In più occasioni hanno sostenuto non c'è un risparmio economico con la gestione indiretta. E quindi? Perché esternalizzare? Ad ognuno i suoi pensieri. Ma dobbiamo anche considerare che Rimini ha diverse società partecipate che secondo la Corte dei conti dovrebbero chiudere, perché sono inefficienti, invece continuano a lavorare e abbiamo gli affidato anche i servizi di pulizia."  
 

Una questione gestionale
Oggi Rimini ha nidi e scuole divise in tre segmenti. A una cooperativa sono affidate le pulizie, ad un'altra è affidato fino al 2015 il sostegno per le disabilità e  dall'anno prossimo si aggiungerà un altro soggetto privato che si affiancherà a maestre/educatrici comunali. Nidi e scuole per qualche tempo lavoreranno a doppio regime per garantire la continuità educativa ai bambini già inseriti e che termineranno il percorso educativo con le stesse figure di riferimento. Ciò significa anche che nella struttura per la medesima mansione, si avranno personali con contratti diversi e verosimilmente stipendi diversi. Contratti diversi significa anche una gestione del tempo diverso. "Il monte ore del personale pubblico- ci racconta un'educatrice, che per ovvi motivi manteniamo anonima- è di 156 ore. In questo tempo organizziamo il lavoro non frontale, facciamo formazione, organizziamo i collettivi...è un tempo prezioso per garantire la qualità del servizio. Difficilmente i contratti privati garantiscono lo stesso monte ore. Lo dio per esperienza diretta, perché ho lavorato tanti anni in una cooperativa e come spesso succede, appena ho potuto sono passata al comune perché sono più tutelata. Questo non significa che i privati lavorano peggio, tra i privati ci sono differenze enormi e ci sono quelli che lavorano molto bene. Ma la qualità spesso è affidata alla volontà del personale che per passione lavora al meglio."

Una questione nazionale
Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi è del Partito Democratico. Lo stesso partito che al governo sta facendo scelte per salvaguardiare i servizi educativi, o così annuncia. In tutta la sua lentezza ha comunque approvato il decreto Madia (di cui parlava il consigliere Camporesi) e "entro brevissimo" approverà il comma 180 della 107 (detta Buona scuola) che elargirà finanze statali permanenti sempre per gestire i servizi educativi. In caso poi l'iter legislativo dovesse subire altri intoppi (è ferma da oltre un anno) dobbiamo affidarci alle dichiarazioni di un altro esponente PD, l'Onorevole Francesca Puglisi, che ha dichiarato che verranno stanziati dalla legge di stabilità oltre 200 mln di euro a sostegno dei servizi. Ora la domanda che ci rimane è se sia il sindaco Gnassi ad essere poco informato delle politiche nazionali, del suo stesso partito, o se invece sia più informato di noi, e si tutela esternazzando per eliminare una voce dal bilancio comunale.

 
  

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