lunedì 7 novembre 2016

Caro nidi e crisi: le soluzioni politiche














Si prevedono sgravi delle rette per i nidi e un sostegno generale ai genitori. Ci sono più manovre in essere nelle legge di bilancio 2017. All'orizzonte si profila un assegno di 800 euro per tutte le neo mamme, senza distinzione di redditto. Si riconferma il Buonus bebè, già in essere dall'anno scorso che stanzia 600 Euro mensili, per le madri in congedo ed è estendibile per sei mesi. per pagare un servizio educativo o una babysitter. Da quest'anno si aggiunge anche il Bonus Nido: 1000 euro l'anno per sostenere le spese del nido ed è ripetibile per tre anni. Dovremmo aspettare l'approvazione e i decreti attuativi per capire bene come si potrà far richiesta dei bonus e chi ne avrà diritto. Quel che è certo è che la nuova legge prevede una strategie di sostegno alle famiglie. Di fronte ad un innalzamento, a volte molto consistente, di inadempienti e morosità per il pagamento delle rette, il Governo e gli Enti locali rispondono.

Il Trentino avvicina il problema del "caro rette" con un contributo diretto. Il problema, qui come altrove sono i costi. Chi soffre di più sono le famiglie a reddito medio, quelle che non sono abbastanza ricche per poter scegliere tra i servizi sul mercato e non abbastanza povere per aver diritto alle agevolazioni o a rette a costi zero. La soluzione spiega il Presidente regionale Ugo Rossi  «E' quello di cercare di calmierare le tariffe massime che oggi, specie nelle valli, sono molto alte. La misura vuole dare fiducia alle famiglie, gran parte delle quali con questo intervento vedranno ridursi le tariffe che pagavano o che avrebbero dovuto pagare di un terzo».
La Lombardia ha avviato, ormai da qualche mese, una misura denominata Nidi, rette zero, che prevede l'azzeramento della quota della retta a carico della famiglia negli asili pubblici o in quelli privati convenzionati, per chi ha un Isee inferiore a 20.000 euro. "Il governo fa l’esenzione solo a chi ha un isee fino a 3000 euro. E’ uno sforzo significativo- spiega l'Assessore regionale Giulio Gallera- ma riteniamo sia un importante sostegno per aiutare i cittadini e chi vuole conciliare lavoro e famiglie”.

Al di là delle considerazioni sulle singole strategie di oggi, su cui si potrebbe dire molto, è certo che il problema del caro retta è ormai preso in considerazione anche da chi ci amministra. Le rette al nido sono sempre state alte è vero, ma è anche vero che dal 2007 ad oggi hanno subito un'impennata incredibile in un periodo di crisi economica e del lavoro molto importante. L'esternalizzazione dei servizi e l'aumento delle rette è stata la principale manovra attuata dell'allora Ministro Rosi Bindi. Oggi a distanza di quasi dieci anni prendiamo coscienza che la strategia ha fallito. Ha portato ad una crisi del sistema educativo che sarà ben difficile arginare con uno spreco di risorse pubbliche non indifferenti.

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