venerdì 13 gennaio 2017

Il nido chiude: genitori e lavoratori apprendono dal giornale

BONidi










Angela è una madre di Sanremo scrive una lettera aperta alla cittadinanza per racconta una storia talmente surreale che merita essere conosciuta e divulgata anche fuori città: "Questa mattina aprendo il giornale La Stampa ho appreso della chiusura del nido. Ho chiesto delucidazioni al servizio e tutto il personale è caduto dalle nuvole. Ora mi chiedo anzitutto se è normale dare informazioni alla stampa prima di comunicare con gli operatori e i fruitori del servizio". Una domanda più che legittima e che non dovrebbe riguardare solo i bambini di quel
nido ma il mondo dell'infanzia in generale. Luca un padre che si firma deluso,  in un'altra lettera continua "Voglio esprimere la mia solidarietà e vicinanza a tutto lo splendido personale del Nido che ha dovuto apprendere la notizia di una imminente perdita di lavoro da un giornale, atteggiamento inqualificabile da parte dell'amministrazione". La vicenda  riguarda il nido Villa Peppina  e da cui arriva un'altra lettera, firmata dall'educatrice, che si firma, Tata Katy "Dietro un lavoro che svanisce ci sono famiglie che rischiano di trovarsi a dover affrontare momenti durissimi. Quello che fa arrabbiare è che queste decisioni vengono prese a tavolino non per motivi lavorativi ma puramente economici e con un alzata di mano si decide la sorte di persone che su quel lavoro contavano e magari hanno azzardato spese importanti e con due righe sul giornale scoprono che la loro vita e quella dei loro familiari subirà un cambiamento". A Sanremo si contano cinque nidi comunali (due a gestione diretta e tre a gestione indiretta). Il nido in questione era stato ristrutturato circa due anni fa con un impiego economico da parte di comune e regione. La cooperativa che lo gestiva è la cooperativa sociale Il cammino Jobel. Il 23 ottobre del 2014 la dottoressa Patrizia Lanzoni, coordinatrice pedagogica del Comune di Sanremo dichiarava  sulle pagine della stampa locale, durante la giornata in cui si sanciva l'accreditamento del nido "Esprimo il mio ringraziamento all'Amministrazione Comunale che, nonostante le difficoltà del momento, investe sulla qualità dei servizi educativi a garanzia dei diritti dei bambini e delle loro famiglie. Ringrazio anche tutti coloro che quotidianamente lavorano con me per migliorare costantemente la nostra offerta di servizi nella consapevolezza dell'importanza che questi hanno per la crescita dei bambini.” Mentre l'Assessore Pireri si dichiarava particolarmente soddisfatta della qualità dei nidi di Sanremo.
Alcune considerazioni
La storia fa riflettere su molte questioni. Primo: che importanza attribuisce l'amministrazione ad un servizio come il nido? Secondo: quale valore si da ai lavoratori? Terso: quale importanza si attribuisce ai cittadini a cui viene sottratto un servizio tanto delicato? Infine se c'è del vero, nelle parole del padre deluso che scrive nella sua lettera "...Un servizio di qualità che ospita un neonato per 9 ore fornendogli pure i pannolini non può far pagare 93€, tanto vale offrirlo gratuitamente!" Io credo, che invece si, il nido, come del resto la scuola, dovrebbero essere gratis, di qualità e per tutti. Altrimenti c'è da chiedersi: dove vanno a finire le tasse che paghiamo?
 

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