mercoledì 29 marzo 2017

Perché tanta ostilità verso i Nidi Convenzionati?










Cronaca cittadina. Ai primi di Aprile si aprirà il bando d'iscrizione per i nidi romani e le polemiche attorno alla vicenda sono tante. Il giunta della Raggi vuole modificare il sistema delle iscrizioni. La precedenza spetta ai nidi comunali che superano 5 a uno i nidi in convenzione. Se le opzioni di possibile scelta saranno sei, le prime 5 scelte dovranno essere nidi comunali e come ultima opzione si potrà scegliere un nido convenzionato. La notizia arriva da un comunicato dei sindacati USB che scrive: “L'obbligatorietà di scelta dei nidi comunali, a parità di costi per l'amministrazione garantirebbe un'offerta educativa di maggior livello rispetto al privato e darebbe la possibilità di stabilizzare quelle centinaia di precarie che da anni garantisco l'esistenza stessa dei nidi capitolini”. E continua “...Sembra che qualcuno - tra i politici- ci stia ripensando e voglia continuare ad alimentare i soggetti privati che in nome del 'dio' profitto mettono da parte i diritti delle operatrici dei nidi convenzionati che si trovano a lavorare con scarsi diritti e stipendi da fame” Già da un po' l’Associazione dei nidi convenzionati Onda Gialla ha lanciato una petizione per fermare i criteri del bando che potete leggere e firmare qui

Comunicato contro comunicato 
Al comunicato dell’Usb ha risposto, con un altro comunicato, l'associazione generale cooperative italiane AGCIUSB non sa accettare che soggetti privati che investono proprie risorse nel servizio degli asili nido per la collettività, riducono le liste d'attesa, facciano nascere 250 imprese al femminile, che generano 2000 posti femminili. Ma già che ci siamo, tocchiamo il punto dolente della questione: il servizio dei Nidi Convenzionati, che vede coinvolti circa 7000 utenti, a parità di qualità offre alle famiglie una maggiore flessibilità di orario, non sospende il servizio per assemblee sindacali, non chiude a luglio e costa circa la metà di quello comunale. Ecco lo scandalo da coprire, ecco l'obbiettivo da cogliere, colpire uno dei migliori progetti integrati pubblico-privato di politiche per l'infanzia in Italia e mantenere intatta la casta sindacale, nell’indifferenza dei costi”.
I nidi di Roma
Roma fino al 2000 era praticamente sprovvista di nidi. Il sindaco Veltroni mise mano al sistema infanzia con un progetto grandioso per certi aspetti. Non mi dilungo nella storia, la cosa che qui ci interessa è che in pochi anni, Roma ha avviato un sistema di servizi educativi integrativo in quantità e di qualità. Un sistema che tiene insieme nidi pubblici e in convenzione. Allora c'era lavoro per tutti, i nidi aprivano ed erano pieni di bambini. Da allora sono successe tante cose: le liste si sono accorciate e il sistema ha subito più attacchi. Alemanno ad esempio, ha incentivato la costruzione di nuovi nidi a prezzi stracciati, meno di 500 euro tutto compreso, più volte denunciati dalle stesse cooperative “cattive” che citano i sindacati di Base. Roma ad oggi ha nidi diffusi e il sistema misto che forse ha molte pecche, è comunque riuscito a contenere un fenomeno sempre possibile, dove i nidi non ci sono, quello di servizi in nero dove la qualità è un optional. 
I nidi e la politica
Ora dopo anni di investimenti, organizzazione e di gestione di un sistema misto che ha funzionato con soddisfazione di tanti genitori, che si scelga di favorire solo i nidi comunali, a discapito di quelli convenzionati, non mi pare semplicemente una follia. Una strategia che può essere definita in molti modi ma non è politica. Così facendo si crea disagio ai bambini, alla famiglie, che magari per scegliere nidi pubblici, dovono scartare il convenzionato sotto casa. Così si crea crisi, non tante alle grandi "coop cattive" ma in primis a tanti lavoratori  che non so, quanto sarebbero felici di lasciare un lavoro certo e continuativo per andare nelle liste delle supplenze. (che accoglierebbero quante di loro?) 
Chi favorisce questa scelta? 
Alla lunga non credo che favorirà nemmeno il pubblico, perché spesso i genitori hanno la priorità, la poca accortezza, o la semplice trascuratezza, di scegliere  la comodità. E se un genitore deve scegliere tra un nido comunale lontano, magari ad un'ora di traffico, e un baby parking (non autorizzato) sotto casa, nella maggior parte dei casi, sceglierà il posto sotto casa...Se mantenere i nidi pubblici a gestione diretta è importante e fondamentale per la salute dell'intero sistema, se i contratti di lavoro gridano spesso vendetta, è importante distinguere, avere buon senso e lavorare nella giusta direzione. E questa non è la giusta direzione, anzi, questa NON è una direzione. Una scelta che butta via  un sistema costruito in anni di lavoro, che butta via soldi pubblici investiti, butta via tante energie è sbagliato. I sindacati, USB compreso, hanno di fronte a un enorme lavoro da affrontare: quello davvero di mettere ordine nei contratti, e difendere i diritti dei lavoratori, così non sta facendo. I politici del resto hanno il dovere di fare scelte che accolgano le tante esigenze dei cittadini, così non lo stanno facendo. Questo è solo un modo di creare un bel polverone, di fare propaganda se preferite, per nascondere i veri problemi che sono tanti, che da troppi anni non sono affrontati davvero da nessuno, con buona pace dei diritti del lavoratore e dei bambini. 










5 commenti:

  1. Faccio solo un esempio PRATICO.. .io ce la manderei pure al pubblico ma a OSTIA ANTICA non ce ne sono!!!! Perché ci costringono ad arrivare fino a Ostia quando vicino casa ne ho 5 convenzionati bellissimi?????

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    1. Perchè appunto i 5 bellissimi asili privati riescono, costando al Comune la metà di quelli pubblici, fanno ombra e testimoniano ogni giorno la incapacitá gestionale di Maf... ops ... Roma Capitale.

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    2. e' assurdo che i nidi convenzionati si sfavoriscano in questo modo dopo tanti investimenti. e certo i genitori non sono favoriti.

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  2. I tizi di USB ignorano che un posto in un asilo nido comunale costa alla Raggi più del doppio di quanto il comune paghi per un posto convenzionato in un asilo nido privato Come è possibile? Semplice: la classica mala gestione dei soldi pubblici. Altro quindi che sistema integrato dei miei stivali. Gli asili comunali a gestione diretta sono un fallimento, sia come qualitá che come costi e vanno chiusi!

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    1. Capire i costi di gestione di un nido è difficilissimo. Ad oggi purtroppo possiamo aver cifre molto approssimative dei costi per diversi motivi. Affermare che, conti alla mano, il pubblico costa il 50% in più rispetto ad un privato è un'informazione molto pericolosa. In media nazionale i nidi hanno una differenza di costo che si aggira attorno al 30%. Questo 30% è da imputare quasi totalmente al differente contrattuali dei lavoratori del privato e quelli che pubblico. Se effettivamente la differenza è del 50% può voler significare due cose: o i lavoratori del privato sono assolutamente sottopagati anche rispetto, ai contratti nazionali, o nelle voci si spesa del pubblico ci sono costi di gestione di altro tipo, spese che fa il pubblico anche in funzione dei nidi convenzionati. Le cifre in tal caso sarebbero poco paragonabili. Andiamoci cauti. Francamente educatrici del pubblico "ricche" in tanti anni di lavoro, non ne ho mai conosciute...tirar pietre in questa situazione che è già tanto difficile non è di aiuto a nessuno. E' solo una guerra tra poveri.

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