mercoledì 12 aprile 2017

Perché togliere 190 posti in convenzione non aiuta nessuno?


BolognaNidi
 









Cronaca cittadina. Si apre il bando per l'iscrizione nei nidi bolognesi, si potrà fare domanda dal 19 aprile al 11 maggio. Sarà possibile effettuare l'iscrizione solo online sul portale scuole on-line dove trovate tutte le info. Il sistema di convenzionamenti dei nidi cambia, come abbiamo scritto già in questi giorni, e cambia non solo per i gestori, ma anche per i genitori che potranno scegliere, oltre ai nidi pubblici, anche i nidi privati con rette agevolate e calmierate tra i 570 euro mensili e i 700 circa. Il nuovo sistema non ci convince per motivi: sociali e qualitativi, per motivi economici e relazionali. Cerchiamo di articolare un ragionamento sul nuovo che tenta, con dati statistici alla mano, di mettere in evidenza alcune criticità. 

190 convezioni in meno nei nidi privati
Come ha funzionato il sistema fino ad oggi? Oltre al sistema integrato di nidi a gestione diretta e indiretta, il comune di Bologna per ridurre le lunghe lise d'attesa "comprava" dei posti nido in strutture private. Di anno, in anno bilanciava il numero dei posti e la spesa da elargire, a seconda delle necessità e delle possibilità economiche. Questo sistema era a registro da 15 anni. Lo scorso anno c'erano 190 posti convenzionati e distribuiti in alcune strutture sparse per il territorio. Di questi 190 posti ci manterranno i posti dei bambini che già sono stati accolti nelle strutture, circa un centinaio, fino ad esaurimento.
Togli 190 posti pubblici e acquisti quasi 500 posti privati e scontati 
Il comune ha fatto investimento di 250 mila euro in più (per quest'anno) e sceglie di scontare le tariffe dei nidi privati, compartecipando alla spesa della rette. Un nido privato a Bologna oggi ha un costo compreso tra i 900 e i 1100 euro mensili. Con lo sconto introdotto le rette si aggireranno attorno ad una cifra simile a quella massima del comune: 557 euro e 600 e più per i lattanti con possibilità di maggiorazione del 30%. I genitori che vogliono accedere ai privati da quest'anno iscriveranno i bambini direttamente al nido privato, e non più alla  lista dei nidi comunali. La vicesindaco dichiara oggi ai microfoni di RadioCittàdelCapo in un'intervista articolata tutta da ascoltare che "...il tentativo è quello di ridurre se non proprio dimezzare, le liste d'attesa...".
Perché cambia il sistema?
I criteri cambiano per offrire alle famiglie con isee "medio "... anche inferiori ai 30 mila euro" (spiega sempre la vicesindaco) la possibilità di trovare un posto al nido. Oggi fuori dai nidi pubblici ci sono le famiglie: non cosi povere" per entrare al pubblico, e non abbastanza "ricche" per pagare le rette dei privati.  Ma è vero che le tante famiglie escluse dal pubblico potranno pagare rette tra 570 euro mensili fino al 30% in più? Non è forse più vero che ci saranno ancora più esclusi visto il taglio di 190 posti?
Dati statistici a confronto 
I dati statistici prodotti dal comune nel febbraio 2017 analizzano le domande e le condizioni delle famiglie. Questi sono i numeri: domande presentate 2601. Accolte 1647 (con un 63% di risposta positiva) in lista d'attesa 910 (35% esclusi) e 44 le rinunce. Rispetto all'indagine dell'anno prima diminuiscono gli ammessi, invariati quelli in lista d'attesa , aumentano le rinunce (da 26 a 44).
Stranieri che fanno domanda sono il 22% (in aumento, l'anno prima 21%) italiani in leggero calo con un 77% (l'anno prima 78%) . Il dato che rimane invariato è la distribuite territoriale: in Bolognina la domanda è del 37%.  In generale le zone più richiesta in tutto il tessuto sono le zone più popolari: Bolognina, San vitale, Mazzini, mentre i Colli sono quelli che fanno meno domanda con il 2%. l'Isee medio delle famiglie che fanno domanda è di circa 20 mila euro. L'anno scorso era di quasi 22 mila. Isee cambia molto a seconda del quartiere: sui colli la media si aggira attorno ai 39 mila euro, mentre in Bolognina è poco inferiore ai 15 mila.
Per immaginare cosa succederà facciamo una fotografia sulla zona della Bolognina, zona molto interessante e vivace. Teniamo a mente i numeri: 15 mila euro di isee, tante domande 37% delle domanda cittadina e i nidi presenti sul territorio sono: Patini a gestione diretta, Elefantino blu a gestione indiretta, mentre i nidi privati che riservano posti convenzionati sono: Le ali di Alice (in via dell’Arca,) e il nido Il maggiolino via Procaccini.
Dopo tutti questi numeri: cosa immagino accadrà in Bolognina?
Personalmente immagino che i due nidi privati in Bolognina (e i molti altri aperti in quartieri "poveri"), chiuderanno, perché lì tante famiglie che possano pagare rette di 570 euro e oltre, non ce ne sono. Immagino che le chiusure vadano ad impoverire il tessuto sociale, immagino vadano a togliere del lavoro a dipendenti donne che lavorano dentro i nidi privati (una fascia di lavoratori più debole)... Immagino un bel colpo alle aziende che hanno investito e lavorano seguendo le regole entro cui può deve operare un nido. Immagino che i nidi pubblici si riempiano di bambini poveri e stranieri, facendo diminuire il mix sociale e di conseguenza la qualità complessiva, immagino l'apertura di servizi abusivi, perché nei quartieri poveri tipo Bolognina, le mamme devono andare a lavorare, magari in nero, ma lavorare... Immagino infine che le famiglie con un isee oltre i 30 mila euro, che sono le famiglie che si pensa di accogliere, non riusciranno ad accedere nei nidi pubblici, dove ci saranno più bambini poveri (parte di quei dei 190 posti eliminati)…
E domando
Ecco dopo tutte queste immagini orrende (il mio forte non è mai stato vedere il bicchiere mezzo pieno) mi chiedo: ma perché non continuare a convenzionare posti nido come è stato fino ad oggi? Se già le famiglie che stanno "fuori" sono quelle che potrebbero pagare la retta massima? Perché non fargli pagare la retta massima e basta? Perché nessuno ha pensato a scaglionare oltre la fascia isee massima che si ferma a 33 mila Euro? Ma forse mi è sfuggito qualcosa... 
   

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