mercoledì 26 aprile 2017

Posso fare merenda con voi? No, questo è un nido privato

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Cronaca cittadina Rita Brugnara è esperta in comunicazione e da anni si occupa di educazione e d'infanzia. L'ho incontrata per farmi raccontare una piccola vicenda, assai significativa che apre un ragionamento sulla qualità dei nidi e sull'educazione in generale.
Il fatto: una merenda al sole per pochi... 
"Era un bel pomeriggio di sole, ero passata a salutare un amico in uno spazio lavorativo che contempla al suo interno un nido. Ad un certo punto da dietro una rete, vedo un gruppetto di bambini, che seduti su un bel prato fiorito mangiavano la merenda. Non ho saputo resistere, con assoluta disinvoltura ho sorriso e da dietro la rete ho chiesto: posso fare merenda con voi? Inizialmente sono rimasti un po' spaesati, poi un bambino di circa due anni, gentilmente mi ha risposto -No, questo è un nido privato?-" La Brugnara continua precisando "Sono rimasta colpita perché erano parole consapevoli, puntuali. Dietro a questa considerazione, ne sono certa, c'erano state intuizioni, collegamenti e alla fine un ragionamento preciso. Non era una risposta ingenua".

Se guardo imparo...
Il ragionamento del bambino, particolarmente attento e sveglio, è frutto di un'educazione precisa che stiamo restituendo ai nostri bambini. Educare in fondo non significa dare l'esempio? E in un mondo dove esclusione, privilegio e spazi privati sono da difendere, sorvegliare e incentivare, il bambino non potrà che rispondere: questo spazio è mio e tu devi star fuori. Un concetto già maturato, in modo disordinato e caotico, anche tra molti giovani.
I Giovani e i beni privati 
Non so se ricordate la questione dei tornelli rotti durante una manifestazione studentesca nella biblioteca universitaria? Bene, in quei giorni, di cui non si parlava d'altro, mi capitò di ascoltare un'intervista ad una giovane studentessa a RadioCittàdelcapo che dichiarò: "La biblioteca universitaria è privata (?) e appartiene agli studenti che pagano le tasse" Il principio è il medesimo. Sia il bambino che la giovane rispondono allo steso modo: lo spazio privato è  esclusivo. Che poi l'escluso escluda il povero e il diverso, il passo è breve o scontato, non saprei scegliere, e di passi in questa direzione, tra gli adulti, ne abbiamo già compiuto tanti.  
Educare all'esclusione
Educare il bambino fin dal nido che la proprietà privata va difesa, incentiverà il bambino anche alla competizione. Chi esclude ha spesso paura di essere escluso e tenterà di superare l'altro in ogni occasione.
Bologna: la città dei servizi
Che il tutto accada a Bologna, città che ha costruito la sua immagine sull'accoglienza e la qualità dei servizi sociali, nidi inclusi, è ancor più interessante. Che sempre a Bologna parta un nuovo sistema di tariffazione dei nidi, che toglierà 190 posti per tutti, per dare 400 posti ai privati, a rette scontate (comunque alte) per qualcuno, acuirà ancora più l'esclusività a scapito dell'accoglienza. Ma gli esempi possono essere tanti e tanti in tutt'Italia.
Il nido e l'economia
E' una triste considerazione, non ideologica, come qualcuno potrebbe credere, e che va ad attaccare il sistema anche sul versante economico. Il nido è un buon luogo dove investire, come ci raccomanda UE, quando è di qualità. E un nido di qualità è capace di integrare e accogliere. Sono tanti gli studiosi, che con parole delle mie, hanno dimostrato e spiegato che ogni Euro investito oggi al nido, ne restituisce 5 domani. Perché? Perché un buon nido è capace di contenere l'abbandono scolastico, la delinquenza, l'integrazione sociale ecc ecc.... Tante spese che si potrebbero evitare con BUONI NIDI.

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