mercoledì 11 aprile 2018

Speciale elezione rsu Bologna: parola a Cristina Fini per CISL




Interista a Pubblichiamo la penultima intervista del nostro, breve ed intenso, tuor tra i rappresentanti sindacali del personale nidi e scuole d'infanzia. Oggi incontriamo Cristina Fini per CISL e a seguire Tiziana Baldanza dei Cobas. La Fini è stata educatrice di nido comunale per anni e oggi lavora presso l'Istituzione. Ha quindi un altro punto di osservazione del sistema e fa osservazioni molti concrete. 
     

Qual è la priorità per nidi e scuole d’infanzia?

Entrambi i sistemi, nidi e scuole d’infanzia, vanno curati con massima attenzione. Non possiamo sceglierne uno più di un altro. Detto questo, la materna ha bisogno urgente di trovare armonizzazione tra i due contratti oggi in essere. Sarà un’operazione a mio avviso molto lunga che in parte è stata affrontata nei tavoli tecnici indetti dall’amministrazione pubblica e appena conclusi.

Che temi sono emersi nei tavoli di confronto?
Per la scuola si sarebbe dovuto affrontare il tema del lavoro a luglio, ma sono affiorati tantissimi tematiche di diversa natura. Orari, carichi di lavoro, la mancanza costante delle supplenti... Anche al nido vanno curati con attenzione i carichi di lavoro che vanno rivisti con attenzione, ma sarebbero tante le cose da valutare

Ad esempio?
Le dimensioni dei servizi. A Bologna abbiamo molti nidi di 60, 70 bambini. Lavorare in strutture con queste capacità di accoglienza è molto più faticoso che lavorare in nidi piccoli. E i nidi con 25, 30 bambini si contano in città, sono pochi.
Perché è tanto più faticoso lavorare in un nido grande?
Perché significa curare più bambini, ma anche relazionarsi con molti più genitori.

Quali altri temi sono emersi ai tavoli?
Tante criticità. Molte dovute anche alla fretta con cui ha operato l’amministrazione pubblica che in poco tempo ha “messo in piedi” la IES (istituzione educazione scuola) e ha anche introdotto il nuovo contratto per le insegnati. Il 90% delle insegnanti assunte, lavorava già a scuola a tempo determinato con il contratto scuola. E’ stata assunta magari dopo anni di precariato con altro contratto diverso e con orari più gravosi. Sono stati due grandi “rivoluzioni” operate nel giro di pochi mesi. E’ stato faticoso per i lavoratori e l’organizzazione e continua ad esserlo. Oltre a ciò l’amministrazione, non ha saputo comunicare i motivi di questi cambiamenti. E non sapere comunicare restituisce tanti problemi.

La IES funziona bene?
Ha bisogno di tempo. Sono tante le cose da rivedere del sistema. Alcune potrebbero essere anche semplici da realizzare. Ad esempio stampare e far girare un opuscolo che spieghi chiaramente e in breve diritti e doveri dei lavoratori. Non c'è si usa il passaparola...

L’istituzione avrebbe dovuto portare centralità organizzativa. Ci riesce?

Per ora non direi. Le tre aree territoriali, in cui è divisa la IES, ragionano ancora ognun per sé, interpretando in modo differente le medesime questioni. Questo genera conflitto.

Come valutate la modifica apportata dalla giunta, in questi giorni, che va a scontare le rette dei privati del sistema pubblico?

Vedremo con le iscrizioni, ora è presto per giudicare. Le iscrizioni sono aperte e gli open day anche.











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