sabato 26 aprile 2014

A Bologna si sciopera con il panino

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Si tratta di uno sciopero di genitori. Si svolgerà il 5 maggio presso tutte le scuole di Bologna. Per contrapporsi alle politiche dell'azienda Seribo che fornisce i pasti nelle scuole cittadine. Chi organizza? Perché si fa? E sopratutto come si svolge? Qui trovate tutte le risposte. A raccontare uno degli organizzatori Sebastiano Moruzzi.

Da chi è stato organizzato lo sciopero?
Dall'osservatorio della mensa scolastico che è composto da genitori di bambini che frequentano scuole dell'infanzia, elementari e medie e dalla rete della commissione mensa che è interna ad ogni scuola.
Come si può aderire? 
Il 5 di maggio invitiamo tutti genitori ad organizzare un pasto alternativo portato da casa. Prima si deve disdire il pasto alla mensa. Per gli alunni delle scuole primarie, dovranno essere il genitori a disdire, mentre per le scuole dell'infanzia comunali, sarà il personale a fare la revoca tramite il badge.
I bambini potranno consumare il pranzo alternativo a scuola?
Per le scuole dell'infanzia comunali, no. Ci sono state forti tensioni sull'argomento. I bambini dovranno consumare il pasto fuori dalla scuola. Consigliamo ai genitori di organizzare un picnic in spazi vicini, per vivere l'evento, come un momento di condivisione in modo ludico. Per le altre scuole in linea di principio, non ci sono problemi, previa autorizzazione del dirigente.
E i dirigenti hanno dato appoggio?
Ci sono diverse modalità. Si deve chiedere scuola per scuola. Consigliamo di rivolgersi ai rappresentanti della commissione mensa attiva in ogni scuola.
Perché questo sciopero?       
Principalmente dal fatto che in sede di trattativa, non abbiamo alcuna rassicurazione sul tipo di servizio che verrà garantito con il nuovo bando.
Quale bando?
Il bando che affidava i pasti delle scuole di Bologna, oggi a Seribo, è scaduto. E' stato prorogato per un anno, e anche questo sta scadendo. Da novembre l'osservatorio è in trattativa con il comune per visionare le procedure e lavorare sul nuovo capitolato.
Cosa avete stabilito durante la trattativa?
Siamo riusciti a garantire una maggiore percentuale di materie bio: cereali, ortaggi e frutta, per una copertura tra il 45 e 82%, non per carne e latticini. Molto poco sappiamo invece della gestione finanziaria. Per varie strade siamo arrivati a conoscere l'analisi di bilancio degli anni passati da cui si evince che la società Seribo (azienda partecipata dal comune) ha avuti utili per 6 MLN di euro. Una somma ragguardevole che non è mai stata investita ne' in qualità ne' in altro. Nemmeno alla realizzazione di un nuovo centro pasti.
Cosa si prevede per il nuovo bando a proposito dei centri pasti?
Si prevede la realizzazione di un nuovo centro da realizzare entro il 2017 e la ristrutturazione del centro Casteldebole. I tempi sono lunghi.
Quali altre richieste avete avanzato?
Che il nuovo contratto tenga presente una tetto massimo rispetto agli utili, oltre il quale l'azienda debba reinvestire in qualità.  Ma che vengano valutate anche le tariffe a consumo che sono state applicate da settembre.
In che modo? 
Le tariffe a consumo sono state modulate su un possibile consumo annuo. A fine anno, chiediamo vengano verificate gli effettivi consumi, come succede per le spese condominiali per intenderci. Siamo certi che i genitori avranno da intascare qualcosa.

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