martedì 16 dicembre 2014

Ferrara 0-6: parola al sindaco

greyerbaby














Ferrara ha un sistema educativo davvero complesso e diverso da tante altre realtà. I servizi 0-6 sono gestiti da un'istituzione che raduna sotto di sé nidi, scuole ma anche centri genitori, un buon sistema di documentazione altro ancora. In città ci sono servizi prevalentemente pubblici e di buon qualità. Le cucine sono interne e fino a poco fa, la mensa garantiva materia prima quasi esclusivamente biologica. Ferrara ha un sistema che guarda e compete con i migliori modelli Europei. Alla base del sistema c'è tanto impegno che si declina in tante forme: politico, gestionale, lavorativo e cittadino. Oggi si è scelto di esternalizzare due scuole, altre due hanno preceduto nel 2010. I motivi? I soliti: i conti non tornano e le economie non bastano. Di rencente abbiamo incontrato la mamma di questo sistema, l'ex dirigente Loredana Bondi per capire. Oggi per addentrarci nelle motivazioni politiche abbiamo incontrato il sindaco TizianoTagliani .


Tra le vari particolarità del vostro sistema mi ha colpito il regolamento dei servizi 0-6. Un regolamento entrato in vigore nel '11 che è stato scritto da più soggetti, durante un percorso partecipato. Alla partecipazione dei genitori e cittadini si attribuisce grande valore. Allora come mai una scelta tanto delicato e importante, come questa di esternalizzare due scuole, è stata annunciata ad una parte dei genitori, in tempi tanto stretti, senza una consultazione ma a cosa già fatte? 
La premessa alla domanda che mi pone non è aderente al vero. Ci sono varie cose non esatte.  
Ci racconti. 
In primo luogo l'esternalizzazione era stata ipotizzata da diversi anni, non è una novità dell'ultima ora. Nel 2010 abbiamo esternalizzato altre due scuole. In quell'occasione abbiamo stipulato prima un accordo con i sindacati e poi abbiamo incontrato i genitori. E' stata una scelta difficile e le trattative sono state lunghe e faticose. Oggi abbiamo scelto di incontrare prima i rappresentanti dei genitori. I rappresentanti a loro volta hanno incontrato e riferito a tutti genitori. A quel punto i genitori mi hanno chiesto un incontro. La richiesta è arrivato al mio tavolo il 4 dicembre, dopo 40 minuti ho risposto. Li incontrerò il 16 dicembre (oggi).  
Tempi rapidi e nessun problema di trasparenza? Tempi rapidi in una situazione non certo facile. Consideri che oltre che sindaco, copro la carica di presidente alla provincia. Attualmente sto gestendo oltre 200 esuberi. E' una situazione difficile che presenta problemi importanti. Fino ad oggi abbiamo tutelato i servizi educativi, abbiamo tagliato la spesa corrente del 15% tagliando sulle spese politiche, sugli assessorati.... 
E dopo i costi politici si risparmia sul personale delle scuole? Il personale a gestione diretta ha spese aggiuntive che non riguardano direttamente lo stipendio del lavoratore. I loro contratti prevedono spese accessorie come le malattie, per intenderci: dopo il terzo giorno di malattia le spese ricadono sulle spalle dell'Ente così come la maternità e altro ancora...Il privato ha un'altra fiscalità e risponde con minor spese. Esternalizzare non significa però rinunciare alla qualità, non riduce gli orari della formazione, dell'aggiornamento o sulle ore dedicate all'integrazione. Queste ore che fanno parte integrante della qualità, rimangono. Abbiamo tanti problemi, uno tra i quali è la morosità crescente dei genitori, che già normalmente pagano una quota davvero minima rispetto al costo dei dei servizi.  
In cifre?  
Il costo dell'istituzione è di circa 22 Mln annui, i contributi che versano le famiglie con le rette sono di 4 Mln. 17 mln sono recuperati in fiscalità. Potremmo pensare anche di aumentiamo le rette, ma si renderà conto di cosa significa: cifre troppo alte e una progressiva uscita dalla scuola pubblica di famiglie a redditi medio o alto. Queste categorie riuscirebbero a trovare soluzioni alternative. Mentre al pubblico rimarrebbero solo le fasce deboli. Così arriveremmo ad una scuola non più universalistica, ma una scuola che assomiglierebbe ad un servizio sociale, colma di problemi di difficile soluzione e con pochissime risorse.  
Tramite l'istituzione avreste dovuto trovare finanziamenti da privati. Questo è avvenuto? 
No, l'istituzione può trovare contributi come un qualsiasi Ente pubblico. Chi potrebbe attrarre maggiori finanziamenti è la fondazione che è un altro soggetto giuridico.
Quindi i privati non si sono mossi?   
C'è stato interesse o compartecipazione da parte dei privati ma per progetti particolari e circoscritti. Per dare cifre quest'anno parliamo di contributi di 20 mila euro che su 20 mln di spesa... 
Una strada alternativa all'esternalizzazione?
Ci stiamo lavorando. Ci abbiamo lavorato. Abbiamo ridotto una sezione all'anno, che da gestione comunale è passata allo Stato. Anche quest'anno ci aspettiamo che lo Stato faccia il suo. Ma in città ci sono tanti problemi. Anche il privato ha ridotto il suo impegno sul territorio. Hanno cessato l'attività due scuole private come le Orsoline e il Sacro cuore, che ospitavano oltre 100 bambini.  
Quindi va male anche il privato? Va male anche per la fasce di utenza medio-alte? 
 Il privato a cui noi contribuiamo, anche se con minor spesa rispetto a Bologna, è comunque forte e attivo sul territorio, ma non sta passando un buon periodo. 
Una domanda personale. Ho visto dal suo cv che copre diverse cariche, alcune le ha già citate ma le elenchiamo per correttezza, lei è sindaco, presidente dell'istituzione infanzia, della fondazione Ferrara Arte, dell'associazione Ferrara musica, membro esecutivo  regionale dell'Anci, è componenete di Cal, presiede il consiglio locale di Atesis, è nel consiglio dell'Ente Parco del delta del Po. Tante cariche che come giustamente sottolinea non sono pagate ma non crede di occupare troppi posti e aver troppo poco tempo per svolgere tutti questi incarichi?  
Guardi con tutta franchezza non sono geloso delle cariche che ricopro, se qualcuno si offre di farlo al posto mio, sarei ben lieto di cedere il passo. E' che sono in pochi a volersi assumere responsabilità senza stipendio...detto questo, sono presidente dell'istituzione scuola perché ho voluto dare un segno di continuità e di responsabilità. Ripeto è un momento particolarmente critico per tutti anche per le scuole e i nidi e non ho voluto lasciare sola l'assessore scuola, che durante l'incarico scorso ricoprivo personalmente. 
Alcune fonti mi hanno raccontato che l'ultimo incontro è stato modificato in essere prima aperto a tutti i genitori, poi ristretto ai soli rappresentanti dei comitati. L'annuncio era importante come lei non era presente?  
Non è andata esattamente così. Comunque non ritenevo importante essere presente in un momento di solo proposta.
Proposta o decisione già presa? 
 Al momento stiamo valutando. Non possiamo più continuare così. Non si tratta di una scelta che riguarda l'oggi per l'oggi ma riguarda il nostro futuro.  
L'estenalizzazione è stata messa in bilancio? 
In bilancio preventivo. Non sappiamo ancora di quali scuole si tratterà. 
Come mai la scelta è caduta su Jovine e Pacinotti ? Sopratutto come mai le Pacinotti, un servizio all'avanguardia che mantiene una continuità educativa sullo 0-6, una scuola che ha una capienza di oltre 150 bambini. Una scuola riconosciuta da molti come di grande qualità?
Di qualità come molte altre. Perché quella? Per il motivo che giustamente sottolinea, perché si potrebbero esternalizzare tre o quattro scuole di piccole dimensioni, ma non so come la prenderebbero gli altri genitori. E' una scelta difficile che va fatta e la politica si prende le sue responsabilità.  
Cosa dirà ai genitori quando li incontrerà? 
Spero che si vorranno sedere al tavolo con la voglia di ascoltare e capire. Non c'è in ballo solo la continuità educativa, cosa importante nessuno lo nega, ma in discussione abbiamo un quadro complesso, come spero di essere riuscito a spiegare. A questo punto potremmo pensare di mantenere la continuità oggi e dismettere i servizi domani, ma questo significherebbe ridurre l'offerta e allungare le liste d'attesa. E' questo che c'è in ballo.  Dobbiamo fare i conti con il bilancio e la realtà che stiamo vivendo.    
   
           
  
 






     
     
 

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