giovedì 12 febbraio 2015

Mensa-scuola in appalto? Parola a Marco Piazza


BolognaNidi



    















Marco Piazza è consigliere comunale del M5S. Da sempre si occupa della mensa scolastica e dell'azienda che fornisce i pasti in città, SeriBo. L'azienda da qualche giorno è al centro delle notizie locali per diversi motivi, ne abbiamo scritto a profusione. Sotto la lente d'ingrandimento dei media, SeriBo ha fatto affiorare tante e svariate mancanze: economiche, regolamentari, qualitative e di controllo. Tra breve l'azienda chiuderà i battenti e il servizio verrà affidata ad un soggetto privato tramite gara d'appalto, una storia già vista. Oggi abbiamo incontrato Piazza per capire il suo punto di vista sulla questione. 

 
Rondella nella crocchetta: nonostante i NAS abbiano scongiurato un guasto meccanico del centro pasti, la rondella nel piatto c'era...e quindi? Va bene così? Non si procede a nuove verifiche? Secondo lei è una coincidenza che la rondella provenga dal centro pasti Villa Erbosa, centro dichiarato già dal 2007, da ristrutturare con urgenza? In molti ipotizzano un sabotatore, lei cosa pensa il proposito?
Riguardo all'ipotesi di un sabotatore è una pista possibile ma non ho elementi per potermi pronunciare, ne' che mi facciano sospettare. Credo sia meglio vista anche la grande confusione, attenerci ai fatti. I fatti come lei giustamente sottolinea, sono che c'è una rondella in un pasto preparato al centro di Villa Erbosa che da tempo gli stessi Comune e Seribo, ammettono non sia più adeguato ai tempi e necessita di interventi urgenti. Tutto poteva indurci a pensare che cucine obsolete potessero perdere i pezzi...i NAS hanno smentito questa ipotesi. E per concludere con i fatti: l'Amministrazione oltre a non essere riuscita a fare i dovuti controlli preliminari impedendo alla rondella di arrivare fino al piatto, ora non riesce nemmeno a dire da dove veniva. La situazione è inquietante. 
 
Utili per il solo anno scorso di 1,5 mln, sono bloccati. Cosa significa?
Gli utili sono ad oggi accantonati in una riserva. Non sono stati divisi tra i soci come i precedenti utili (circa 6 milioni in 10 anni). Se fossero stati divisi il socio privato ne avrebbe incassato il 90%, al Comune sarebbero andati circa 150.000 euro (il 10%).
Averli messi in una riserva, significa che se davvero SERIBO verrà liquidata, come dichiara l’amministrazione, verranno divisi in base alle quote societarie (e non in base al patto parasociale che regola gli utili 90% al privato, 10% al Comune). Il socio privato incasserà il 49% invece del 90%. Quindi il socio privato, in realtà, ha rinunciato per ora solo al 40% degli utili. Oltre alle riserve, in caso di liquidazione, saranno tanti i conti da fare, anche per i macchinari che i privati hanno fornito e non ancora completamente ammortati (circa 1,5 milioni).

E se i carabinieri dovessero verificare un disservizio pubblico, dato il mancato servizio di venerdì, potrebbe andare incontro ad una sanzione?
Mi auguro che ci siano! Per una volta sono d'accordo con la richiesta del sindaco: le dimissioni del Direttore Generale, sono dovute. Aggiungo anche che era ora, che Merola alzasse la testa e facesse sentire la sua voce di socio maggioritario e di controllore. Decisamente in ritardo. E’ stato subito rimpallato dal socio privato che invece conferma la fiducia ad Arduini.Fino ad ora i rimpalli dal socio privato, la Giunta li ha presi solo in privato, senza che nessuno se ne accorgesse: impossibilità di rinnovare, valore della società… tutte cose che hanno tenuto in vita SERIBO negli ultimi 2 anni facendo produrre altri utili.

Da anni segue l'attività di Seribo. Nonostante la dimostrata cattiva gestione della società partecipata, non si è dimostrato favorevole all'esternalizzazione del servizio, come mai? Quale tipo di gestione immagina possa essere migliorativa rispetto al servizio?
Credo che la soluzione migliore sia l'internalizzazione del servizio come è stato fino al 2003, quando un pasto costava 4 euro (contro gli oltre 6,5 di oggi).L’internalizzazione offre una migliore gestione, un più attento controllo. La mia esperienza mostra che quando si appalta un servizio, l’azienda vincitrice risparmia sui lavoratori le cui condizioni peggiorano sempre portando a frustrazione e demotivazione.
Purtroppo oggi le leggi rendono questa strada non immediatamente praticabile.
Eppure mi chiedo: invece di passare tre anni a litigare con il socio privato, non sarebbe stato più opportuno aprire un serio dialogo politico tra Ente e Stato (considerando che la maggioranza a Roma è la stessa di Bologna)? In tre anni di lavoro forse sarebbe stato possibile svincolarsi dai divieti che portano tutti i servizi verso la privatizzazione. In molti casi i risparmi si sono rivelati effimeri e solo apparenti (esempio: Gli educatori affidati a cooperative che lavorano in condizioni davvero a limite della dignità. Altro esempio: la sosta e i parcometri affidata a TPER che poi fallisce portandosi dietro 1 milione di euro che il Comune non vedrà più).
Esternalizzare significa avere meno leve di quelle che abbiamo oggi, non essendo più presenti dentro al Consiglio di Amministrazione. Diventa quindi più difficile controllare ed è improbabile che le cose possano migliorare (come sostiene la Giunta) se rinunciamo a strumenti di controllo. E’ come dire “spegno la luce così ci vedo meglio”
E’ quindi la debolezza politica il primo problema, non tanto l’assetto scelto per la gestione del servizio. 
 
Si prevede una gara di bando da qui a tre settimane in tempi molto stretti. Che tipo di clausole metterebbe per migliorare il servizio e garantire maggiore partecipazione degli utenti?
Un rigido disciplinare di servizio con previsione di penali e sanzioni. Maggiore partecipazione dei cittadini (oggi esiste sulla carta, ma molto spesso è difficile), un più ampio sistema di controlli.
Inoltre il bando (se davvero lo faranno) dovrà essere ampiamente pubblicizzato per aumentare la concorrenza tra i privati. Il bando poi, come ho ricordato all'assessore durante l'ultimo incontro aperto ai genitori, dovrebbe garantire più attenzione alla qualità e mettere in secondo piano il massimo ribasso. Oggi i punteggi dei bandi cd “offerta economicamente più vantaggiosa” attribuiscono il 70% alla qualità dell’offerta di servizio e il 30% al ribasso economico.
Dopo anni di questa pratica, i fatti ci dimostrano che questo metodo è un massimo ribasso “in incognito” perché le gare vengono assegnate solo sulla base del prezzo. Sarebbe bene attribuire un punteggio pari al 90% sulla qualità.

A proposito di partecipazione, l'amministrazione ha redatto un nuovo regolamento per garantire maggiore partecipazione e estensione a livello cittadino. Come mai ad oggi è richiesta nuovamente una maggiore partecipazione? Qualcosa non ha funzionato? Cosa?
La partecipazione esiste ed è normata. Eppure tra la voce dei genitori e la politica si pongono tanti ostacoli. In molte scuole si fa fatica ad istituire le commissioni mensa.
L’accesso ai dati e bilanci peri genitori è molto complesso e spesso negato
I cittadini e le commissioni con cui ho frequentemente lavorato ,si sono dimostrati molto seri e molto competenti. Hanno messo spesso a disposizione competenze professioni, idee e stimoli di grande stimolo, dall'altra parte hanno ricevuto poco ascolto e poche risposte e questo è davvero uno spreco di risorse.

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