martedì 7 novembre 2017

Bambini in bicicletta: quale sicurezza sulle piste ciclabili?



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Cronaca bambina. In questi giorni a Bologna si è parlato, scritto e discusso molto sul traffico cittadino e sull'increscioso aumento di incidenti in bicicletta. Nei primi dieci mesi del 2017 sono cinque i ciclisti deceduti. Molti più di quelli dell'anno precedente, che erano due, e anche del 2015. In realtà secondo l'osservatorio regionale della sicurezza in strada, che ci fornisce tutti i dati, gli incidenti sono dovuti in gran parte all'abuso di alcol. Mentre l'aumento degli incidenti in bicicletta potrebbe essere dovuto, anche, all'aumento dell'uso della bicicletta in generale (si registra un +25%) . L'osservatorio invita i ciclisti a rispettare le regole seguendo le indicazioni della cartellonistica e usare le piste ciclabili dove ci sono. Personalmente quest'ultimo consiglio non lo seguirò ne' per me, ne' per le mie bambine.
 
"Per il senso civico"
Per senso civico il sindaco reagisce a questi numeri, piuttosto inquietanti, con un giro di multe. Multe a tutti. E ora anche ai ciclisti sopratutto a quelli che percorrono le strade contromano e a chi pedala sotto i portici...
In un solo giorno i poliziotti municipali, in borghese, hanno "raccattato" 50 multe per i divieti più disparati: ma sopratutto per la pedalata contro mano.
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Salviamo i ciclisti  
Le multe aumentano e Simona Larghetti presidente dell'associazione Salviamo i ciclisti-Bolgona dichiara sulle pagine del resto del Calino che non esistono abbastanza piste ciclabili, ne' infrastrutture adeguate. Infine l'ex assessore alla Mobilità Andrea Colombo in consiglio comunale, si scatena, contro il poco rispetto del codice stradale e contro l'insinuazione che la colpa sia delle vittime.
Le piste ciclabili a Bologna
La polemica andrà avanti ancora per un po' con ogni probabilità dato che le multe non sono simpatiche a nessuno se non alle casse del comune. Se poi gli incidenti caleranno davvero lo potremmo verificare solo tra un po' di tempo. Quel che rimane sono invece le piste ciclabili in città che negli ultimi anni sono molto aumentate.
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Le piste ciclabili e la sicurezza dei bambini
Non so se sindaco, ex assessore, o la presidente di salviamo le bici abbiano provato a percorre le piste ciclabili e se l'abbiano fatto con dei bambini. Io si, lo faccio spesso e c'è poco da multare, o da discutere, il fatto è che per i bambini oggi è quasi impossibile girare in città in bici. I pericoli sono troppi. E non solo in strada ma anche in certe piste ciclabili. Nel tempo ho collezionato fotografie di alcune  piste. Non le ho fotografate tutte o con ogni probabilità non ho fotografato le  pegiori. Ma quel che posso dire è che sono pericolose. Alcune piste consentono di pedalare nei sensi unici costeggiando file di macchine parcheggiate (via Galliera) Peccato che l'autista che scende dalla vettura potrebbe aprire la portiera all'improvviso e stoppare il ciclista investendolo. E un bambino che pedala lungo questa ciclabile non si veda perché è troppo basso rispetto alla visuale dall'autista.

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Piste sui marciapiedi
Ce ne sono altre, e sono tante, che sono disegnate direttamente sui marciapiedi. Una pennellata di vernice sull'asfalto e la pista è servita. Tra pedoni, cani, carrozzine e macchine che entrano in cortili interni, anche la biciclette possono girare. Ci sono dei punti in cui le piste ciclabili e i "sentieri" pedonali, sono talmente intrecciati, che mia figlia si è bloccata, dopo aver quasi investito la carrozzina di un bebè, e mi ha chiesto "Ma mamma dove devo andare?" (via Massarenti)

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La pista che finisce nel nulla
Ci sono altre piste ciclabili, sempre ricavate sul marciapiede, che finiscono nel nulla. In via Arcoveggio sulla pista cala all'improvviso un muro. La strada si restringe, per il muro che regge un ponte e il ciclista si trova senza strada, senza discesa e stretto tra macchine che corrono. Figuratevi un bambino, magari alle prime esperienze ciclistiche, come potrebbe reagire di fronte ad un muro che gli taglia la strada. 
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La strada è più sicura
Sono convinta che tanti bolognesi potrebbero continuare l'elenco con tanti altri esempi. Io continuerò a girare fuori dalle piste, preferisco una multa ad un probabile incidente magari superficiale, magari no. Del resto sono cresciuta vicino alla Svizzera dove le regole si rispettano e le bici giravano con la targa. Le multe erano dipartite tra automobilisti e ciclisti, in modo indifferente e senza polemica, ma le piste ciclabili non erano una pennellata sull'asfalto. Erano percorsi sicuri illuminati e ben separati dalle auto. Non abbiamo spazio per questo? Troviamo una soluzione alternativa per tutti senza dimenticare i bambini che pur non votando sono pur sempre cittadini a tutti gli effetti.
     
 
  

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