mercoledì 3 aprile 2019

I nidi bolognesi raccontati da un papà in “congedo”



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Parola a... Lui è Luca, lei è Silvia e il loro bebè, avrà 6 mesi a breve, si chiama Vittorio. Luca, Silvia e Vittorio sono una famiglia comune. Una famiglia bolognese come tante che tra sacrifici, dubbi e tanta fatica hanno scelto di iscrivere il loro bebè al nido. Per raccontare questa esperienza “comune” e al contempo sempre straordinaria, incontro Luca. Con lui parliamo oltre che di nidi anche di congedo alla paternità, un tema troppo spesso raccontato da lontano. L’intervista è intensa e ha più risvolti delicati e sorprendenti.

Congedo di paternità: perché?
Ho chiesto il congedo nel momento in cui Silvia, la mia compagna, ha dovuto rientrare al lavoro.

Che è stato?
Dopo cinque mesi, avendo un contratto precario, non aveva diritto ad altri permessi. E’ stata una necessità ma è stato anche un nostro desiderio condiviso.

Non avevate la possibilità di farvi aiutare dai nonni?
Si, avremmo potuto volendo, ma il figlio è nostro e coinvolgere i nonni significa comunque coinvolgere altre persone nella famiglia e non era quello che volevamo.

Com’è andato questo periodo e quanto è durato?
E’ durato un mese ma credo che chiederò altro tempo più avanti. E’ stata un’esperienza davvero straordinaria, un conto è fare il papà che torna a casa la sera, un conto è fare il genitore 24 ore al giorno...

Un periodo trascorso come?
Stare con lui tutto il giorno è stata un’esperienza molto bella, molto faticosa e anche frustrante…

Frustrante perché?
Perché avrei voluto fare tante cose. Mi ero programmato di dedicare tempo alla lettura almeno quando lui dormiva e invece altro che lettura, è stato molto impegnativo. Scoprire che se lui è malato sei costretto a casa e poi scoprire fortissime pulsioni che non credevo mi appartenessero.

Quali pulsioni?
Mi sono scoperto geloso, geloso della baby sitter! Una persona preparatissima e di massima fiducia razionalmente continuavo a pensare fosse che era ridicolo, eppure quando lo vedovo con lui…

Altre sensazioni o sentimenti che sono emersi?
Ma mi sono scoperto anche poco paziente. Ho scoperto che la dimensione così lenta dello scorrere del tempo mi spazientiva. Faccio un lavoro molto stressante e con tempi davvero serrati. Trovarmi in casa senza cose urgenti da affrontare non è stato affatto facile. Ho fatto fatica a rimanere lontano dallo smartphone. Questo mi ha fatto davvero arrabbiare molto. E anche colto inutili rigidità.

Che rigidità?
Ad esempio un giorno sono andato a casa di amici che avevano un bimbo circa della sua stessa età di Vittorio. Quando Vittorio ha visto la palestrina è diventato matto dalla gioia E io che non l’avevo mai voluta perché mi sembrava un gioco ormai superato... mi sono sentito inadeguato.

Avete scelto di mandare Vittorio al nido. Hai girato per i nidi bolognesi: cosa hai trovato?
Sono rimasto piacevolmente stupito. Ho trovato tanto affetto per il lavoro e per i nidi sia da parte degli educatori che dal personale che lavora in cucina.

Cosa ti aspettavi invece?
Non so di preciso. Non mi aspettavo nulla di speciale, anzi forse ero un po’ prevenuto e invece ho trovato tutto funzionale e ben organizzato.

Hai partecipato anche agli incontri dei quartieri?
Si. Agli incontri come agli openday ho riscontrato moltissima ansia da parte dei genitori. Tre quarti delle domande erano su come si calcola il punteggio, su come si accede al nido. E forse anche per questo motivo che tanti nidi privati con la retta calmierata sono già stati tutti riempiti.

In che senso?
Nel senso che alcuni privati che volevo visitare hanno già liste d’attesa.

Quindi il sistema delle rette calmierate non lo trovi funzionale?
Il contrario lo trovo efficace ma forse si sarebbe potuto fare in altro modo per le iscrizioni, non so nemmeno io bene come. Ma il fatto è che alcuni nidi privati hanno fatto gli openday o aperto le iscrizioni il giorno prima delle iscrizioni comunali, forse si potrebbe rivedere.

Ha avuto comunque contatti con privati?
Ho contatto con un nido sui social che mi ha inviato direttamente il modello per iscrivere il bambino. Non mi ha fatto una bella impressione, anzi...Comunque andrò a vederne alcuni.

In generale cose ti aspetti dal nido?
Ho visitati tre nidi comunali e l’impressione che ho avuto è stata molto positiva. Credo che in generale a Bologna ci sia una qualità diffusa, ho trovato lo stesso entusiasmo, gli stessi giochi, oggetti, arredi.

Molto di quel personale che hai incontrato è lo stesso che ha creato questo servizio...
A dire il vero ho incontrato personale piuttosto giovane che dubito che abbia avviato i nidi ma non ho respirato meno entusiasmo.










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