Marche nidi e Pnrr: un solo progetto concluso su 85



Cronaca Bambina A fronte di 85 progetti finanziati nell’ambito della Missione 4, solo uno  risulta completato. Si tratta della ristrutturazione dell’asilo nel Comune di Osimo, in provincia di Ancona. È quanto emerge dai dati Regis del Ministero dell’Economia e delle Finanze, aggiornati al 14 ottobre 2025 ed elaborati da Cgil che con un comunicato lancia la notizia.

 

A meno di sei mesi dalla scadenza prevista per il completamento degli interventi (giugno 2026, al netto di eventuali proroghe) gran parte dei cantieri marchigiani risultano in forte ritardo o ancora ferma alle fasi preliminari di progettazione. E questo a quattro anni dall'avvio del Pnrr. 

Marche in coda alla classifica nazionale

Le Marche si collocano agli ultimi posti a livello nazionale sia per la percentuale di progetti conclusi sia per l’avanzamento complessivo delle opere. Solo l’1,2% dei progetti finanziati è stato portato a termine, un valore nettamente inferiore alla media nazionale del 7,7%.

Per quanto riguarda le risorse economiche, i pagamenti effettuati ammontano al 40,2% del finanziamento complessivo, pari a 148,9 milioni di euro. Un dato leggermente superiore alla media italiana (38,8%), ma comunque distante dalle performance delle regioni più virtuose come Valle d’Aosta (58,1%) e Trentino-Alto Adige (52,4%).

L’analisi evidenzia inoltre uno squilibrio territoriale: i comuni più piccoli, che partono già svantaggiati, hanno incontrato ancora più ostacoli sia nell’accesso ai bandi sia nella gestione delle procedure, accentuando le disuguaglianze tra territori.

Cantieri in ritardo

A ottobre del 2025 68 progetti su 85 presentano ritardi nella conclusione dei lavori. In altri 14 casi i cantieri risultano ancora in corso, mentre la fase di esecuzione è stata completata solo per tre progetti (3,5%), di cui due ancora in attesa di collaudo finale.

Questi numeri rendono incerta la possibilità di rispettare la scadenza prevista dal Pnrr, mettendo a rischio una parte consistente degli investimenti destinati ai servizi educativi per la prima infanzia.

Servizi insufficienti e costi in aumento

Il rallentamento dei progetti Pnrr si inserisce in un contesto già critico per l’offerta di servizi. La copertura dei posti rispetto alla popolazione residente tra 0 e 2 anni si ferma però al 32%, ben al di sotto degli standard europei e con forti differenze tra le diverse aree del territorio regionale. Parallelamente cresce il peso economico sulle famiglie: la spesa media annua per i servizi educativi nelle Marche è pari a 1.799 euro, con un aumento del 30,5% rispetto al 2022, un valore superiore sia alla media del Centro Italia sia a quella nazionale. Nello stesso periodo, la spesa a carico dei Comuni registra invece una diminuzione del 2,7%.

L’allarme della Cgil Marche

«Dai dati emergono grandissimi divari territoriali, determinati dalla sovrapposizione tra le difficoltà di accesso ai fondi e la contemporanea assenza di servizi», spiegano Eleonora Fontana e Loredana Longhin, della segreteria Cgil Marche. 

«In questo scenario di ritardi – aggiungono – è difficile credere che si possano terminare tutti i lavori e collaudare le strutture entro giugno».

La posta in gioco, sottolinea la Cgil, riguarda obiettivi cruciali per il futuro delle Marche: dall’aumento della natalità e dell’occupazione femminile alla lotta contro le diseguaglianze e la povertà educativa, fino alla costruzione di un sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni realmente accessibile a tutte e tutti.

Fonte: elaborazione Cgil su dati Regis (Mef) e Istat