venerdì 18 febbraio 2011

Si fa presto a dire privato

un nido comunale











Un discorso un po' lungo, forse noioso, ma vi chiedo pazienza, perché c'è molta confusione, almeno mi pare, su cosa possa essere un nido a gestione privata. Chiariamo il punto di partenza. Non c'è un privato, o meglio non esiste una forma di privato ma molte. Due grandi categorie: privati convenzionati e privati diciamo privati. I privati convenzionati, come quelli comunali stanno sotto le regole della legge 1/2000, legge regionale, poi modificata nel 2004 e 2006. La legge stabilisce il rapporto numerico esteso alla regione, che ormai conosciamo bene 1/7 e 1/5 per i lattanti. I privati-privati invece pur avendo delle rigide regole da seguire e controlli igienici e altro, non stanno sono sotto il controllo del comune. Poi altra cosa ancora sono i servizi sperimentali e integrativi, come i pge Piccoli gruppi educativi dove, cinque bimbi in un  spazio debitamente qualificato sono seguiti di un educatore. O ancora l'educatore a domicilio: tre famiglie si mettono in accordo per avere a disposizione un educatore che viene in casa a prestar servizio. I micro-nidi sono invece nidi, con un numero inferiore di bimbi circa 15-20 e sono in classi miste (non divese per età. Altra cosa ancora le dade formate dal comune dopo un corso formativo che prestano un servizio di Baby sitter. Tutto questo me ne scuso è una brutale semplificazione.

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