martedì 5 aprile 2011

I nidi secondo Simona Lembi

Nido
 
 
 
 
 
 
 
I nidi di Bologna hanno bisogno di cura. Di amore. Amore per chi ci lavora, amore per chi lì trova un servizio, amore per chi lì inizia i primi passi della propria vita nella nostra comunità. La prima cosa che ho fatto, nei sette mesi in cui ho avuto l’onore di servire il Comune di Bologna, è stato quello di fare un visita in tutti i nidi della città. È stata un’esperienza importante, che mi ha confermato una cosa di cui tutti i bolognesi sono fieri: i nostri nidi sono un modello. Un modello di giustizia sociale e di opportunità. Un esempio di crescita e di formazione. Ne sono talmente sicura che nei mesi in cui ho avuto incarichi amministrativi sotto le Due Torri ho voluto varare un pacchetto “Salvascuola” fatto di iniziative e di risorse che puntavano a sostenere le famiglie colpite dalla crisi (compresi i precari e i lavoratori autonomi) e per restituire alle famiglie bolognesi le ore di scuola scippate loro dal ministero Gelmini. I nidi, in particolare, meritano grande cura: si tratta di impostare bene la formazione e l’educazione dei nostri figli, per questo non bastano forme di badantato o buoni bebè da dare alle mamme perché si arrangino a trovare la baby sitter sul mercato e non chiedano servizi al Comune o allo Stato. I nidi hanno una funzione pedagogica ed educativa che deve essere valorizzata e messa in cima all’attività di un’amministrazione comunale di centrosinistra. Sta qui una delle differenze tra noi e la destra: per la destra il welfare e la formazione sono monetizzabili, ovvero possono essere sostituiti con un assegno, molto spesso simile ad elemosina di qualche spicciolo. Per noi no, la scuola e la formazione sono una delle attività proprie del “pubblico”. In queste settimane si fa un gran parlare di progetti di riorganizzazione e di cambiamento nella mappa delle nostre scuole per i più piccoli. Viviamo tempi nuovi, difficili, quindi un’innovazione per mantenere i nostri standard e il nostro modello di coesione sociale è più necessaria. Ma deve avvenire di concerto e ascoltando e capendo le forze sindacali, gli operatori e soprattutto i genitori, ovvero chi meglio di chiunque altro può dire come va e come deve andare la nostra scuola per i nostri bambini. Questo deve essere l’impegno di chi, come me, chiede la fiducia dei bolognesi in vista delle elezioni di maggio. E questo è un impegno che sottoscrivo con piacere. 
 
Simona Lembi

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