giovedì 14 aprile 2011

Intervista: Virginio Merola risponde

1.Posto il fatto che ritengo il servizio privato convenzionato e a concessione un buon servizio, credo anche che non abbia la stessa qualità del servizio comunale principalmente per due ragioni: perché il pasto è gestito, quasi sempre, da una
mensa esterna (che per quanto valida, non può garantire gli stessi standard qualitativi di una mensa interna), e ancora più importante, il contratto di lavoro dipendente pubblico e quello di un dipendente di cooperativa non sono pari. I secondi di media percepiscono un salario inferiore di 1/4 circa (dati dei sindacati), e hanno meno vacanze e meno diritti in generale. Questo porta ad una maggiore turnazione dei lavoratori e di conseguenza crea un forte disagio ai bambini. Come intende qualificare e salvaguardare i diritti del lavoratore e dei bambini? 

Se Pdl e Lega, come già previsto negli atti ufficiali del Governo, continueranno a tagliare pesantemente le risorse degli enti locali, ci troveremo in una situazione ancora più drammatica di quella che abbiamo affrontato quest'anno. L'integrazione pubblico-privato è allo stato l'unico modo per consentirci di mantenere l'attuale sistema dei servizi pubblici. Con particolare riferimento ai nidi, in città esistono punte di eccellenza anche nel privato. Il mio impegno è quello di vigilare sul rispetto dei livelli di qualità. Tutti i servizi offerti dai privati convenzionati o concessionari devono avere i medesimi standard dei servizi offerti dal pubblico. Per quanto riguarda le mense in particolare ritengo vada mantenuto il rigido sistema di verifiche attualmente in essere e che esso debba essere incrementato con il crescere dei posti in convenzione o in concessione. Detto questo ritengo che sui controlli di qualità della refezione la politica debba fare un passo indietro ed affidarsi al giudizio dei nutrizionisti e degli esperti del settore. Per quanto riguarda i livelli e l'inquadramento contrattuale del personale nel nostro ordinamento si deve fare necessariamente riferimento ai contratti collettivi nazionali. Voglio aiutare i sindacati a costruire un contratto unico per i dipendenti che lavorano nei servizi educativi, che siano comunali o privati. Diamoci un percorso di cinque anni per questo, io ci sto, e nel frattempo assorbiamo più precari possibile.

2. Con l'aumento del rapporto numerico da 1/6 dei medi e grandi e 1/4 dei lattanti attuale, si passa ad un rapporto di 1/7 e di 1/5 si crea così un esubero di molti dipendenti (circa uno o due dipendenti per nido). Con la chiusura per ristrutturazione si aggiunge altro personale in esubero (molto). Come intende ricollocare questi lavoratori? Con che tempi e in che modi?
Visto che attualmente si sta facendo molto confusione sui numeri e si parla di sostituire i dipendenti  in esubero a quelli in pensione non trova giusto fornire dei numeri precisi in proposito? A me non rispondono, magari se lo chiedesse lei...


Ad oggi non sono in grado di rispondere con precisione ad una domanda sul numero degli esuberi perché non possiedo dati attendibili, in quanto sono in possesso dell'Amministrazione. Solo e quando (come io spero) sarò eletto potrò rispondere con cognizione di causa. Oggi posso solo affermare un principio generale: il Comune di Bologna non può permettersi il lusso di disperdere il patrimonio di sapere delle lavoratrici e lavoratori dei suoi nidi, perché rappresentato un enorme giacimento di professionalità e di umanità e perché in questi anni abbiamo investito importanti risorse economiche affinché raggiungessero quel livello di formazione.


3. La privatizzazione oggi è pensata senza tutelare la concorrenzialità. Spiego, questo problema l'ho portato anche davanti al su-commissario Ricciardi. Ad oggi i privati convenzionati e a concessione, sul solo territorio di Bologna, sono pari ad un numero di 21 di questi 21 tra Karabak (consorzio di cooperative Dolce, Cadiai, Manutencoop, Cipea e Camst) e le sole Dolce e Cadiai, 10 sono gestite da loro. Una percentuale, ne converrà sbilanciata. I prossimi nidi in apertura (fino ad ora il trend è stato questo, e più esattamente dal 2005 in poi) sono andate a Karabak. Arrivo alla domanda, cosa intende fare una volta sindaco per cercare di tutelare una giusta concorrenzialità tra i privati?

Tutti gli affidamenti devono avvenire con le procedure di evidenza pubblica previste dalla legge e nel rispetto della piena trasparenza. Solo così si tutela la concorrenza. Bisogna inoltre incentivare e promuovere la creazione di nuova imprenditorialità, soprattutto giovanile e femminile. In materia di affidamenti pubblici, però ci tengo a sottolineare che la politica deve restare fuori dalla concreta gestione delle gare. Per quanto riguarda l’attuale composizione dell’offerta la gestione diretta rappresenta l’81%, le concessioni rappresentano l’11% e le convenzioni l’8%.


4. Chi ha deciso che i nidi in chiusura (5, 6 o 8 le informazioni variano da giorno in giorno) dovessero chiudere per restauro? Quale giunta? E se è stato deciso prima, come mi è stato riferito, in via ufficiosa da addetti ai lavori. Come mai si organizza solo oggi questa chiusura in modo tanto doloroso e frettoloso? E ancora, perché se erano già state decise le sorti di queste strutture, nessuna ha partecipato ai fondi che la regione ha sancito quasi due milioni, per la ristrutturazione e o l'apertura di nuove strutture di nidi?

In sintesi i nidi che chiuderanno nel prossimo anno educativo sono solo due: Nido Vestri (San Donato) e Nido Roselle (Savena). A tutti i bambini frequentanti viene garantita la continuità educativa in altre strutture gestite con lo stesso personale comunale.


5. La retta per iscrivere i bimbi al nido è aumentata in modo vertiginose, seppure in 10 anni fino ad oggi non avevano subito aumenti in molte realtà italiane il servizio ha un costo inferiore, a volte notevolmente inferiore, dunque chiedo: trova giusti questi aumenti, aumenti per di più in corso d'anno? Una volta sindaco ha delle alternative?

Se sarò sindaco abolirò la tassa comunale sulle scuole materne e rivedrò gli aumenti per renderli più equi in base all’Isee, alzando la soglia di esenzione. Credo inoltre sia necessario più che mai combattere l'evasione e l'elusione fiscale. L'evasione fiscale è un furto ai danni della collettività. In questo caso, in particolare, è rubare ai bambini. Bisogna poi combattere una brutta pratica diffusa anche a Bologna. Ci sono molte famiglie monogenitoriali false, bisogna affrontare il fenomeno a muso duro. Giustizia sociale ed equità passano per questa strada

16 commenti:

  1. Come la solito sono risposte NON chiare e che tendono a poretare la responsabilità su altri!

    Io non lo votero'
    Lucia

    RispondiElimina
  2. Ai controlli non crede più nessuno!! Sono fatti solo sulla carta. Basta consegnare delle belle relazioni scritte...

    Chuinque di noi preferisce un piatto di pasta appena fatto piuttosto che un piatto di plastica incelofanato con dsentro pasta cotta ore prima!

    Lucia

    RispondiElimina
  3. Invece di "alzare la soglia di esenzione" sarebbe meglio pagare tutti in base al reddito!
    Quindi pagare anche poco, ma pagare! perchè è molto educativo a mio avviso

    Lucia

    RispondiElimina
  4. Il candidato Merola è piuttosto elusivo! Di quali controlli parla? E cosa farà per quel mostro a più teste (mostro che di fatto strozzerà le imprese più piccole) che è diventato Karabak? Dalle sue risposte si direbbe: niente!
    Complimenti all'intervistatrice che, con le sue domande chiare e precise, ha fatto venir fuori questa realtà!

    RispondiElimina
  5. Io ho avuto 3 figli,nell'arco di 7 anni, ad un nido CADIAI, cioè in convenzione, e ne posso solo parlare bene.. benissimo. Tanto è che ho ripetuto la scelta. Pesrsoanle molto qualificato, pasti ottimi (CAMST), servizio eccellente. Se tutti i nidi fossero così, sarebbe un eccezionale successo.
    Non conosco invece il discorso legato al contratto

    RispondiElimina
  6. Gentile anonimo/a posso chiederle come fa a conoscere la qualità dei pasti all'interno di un nido cadiai? Ha forse mangiato al nido? E come conosce la qualificazione del personale all'interno del nido? Ha forse chiesto il certificato di laurea agli educatori?

    RispondiElimina
  7. Dai dati dei sindacati giunti a noi dipendenti comunali dei nidi in seguito alle contrattazioni con l'amministrazione risulta che: dall'anno prossimo lavoreranno nei nidi 100 precari in meno di quest'anno, e nessuno precario verrà assorbito in organico a tempo indeterminato. Se questo "il più possibile" di Merola direi che non è sufficiente.

    RispondiElimina
  8. Io credo che le risposte di Merola siano chiare, magari non condivisibili ma chiare. Per me sono soddisfacenti. Soprattutto mi piacerebbe davvero vedere una lotta seria all'evasione e all'elusione. Da amministrativista poi ritengo che sugli affidamenti ai privati non solo non poteva ma non doveva dare una risposta diversa. L'ingerenza nella gestione degli appalti da parte di un sindaco costituisce reato. Su un punto però sono d'accordo con Lucia: alzare la soglia di esenzione può non essere una soluzione, ma capisco che anche 50 euro al mese per una famiglia con un reddito basso possono fare la differenza.
    All'anonimo che mi precede direi che Merola non è ancora sindaco, quindi evidentemente non è questo il suo "più possibile".
    Giuseppe

    RispondiElimina
  9. Non è affatto la stessa cosa avere la mensa interna od esterna, specialmente per quanto riguarda i pasti "speciali", per i bimbi come mio figlio che soffrono di intolleranze alimentare (e sono sempre di più) o semplicemente per chi quel giorno ha bisogno di mangiare "in bianco".
    Manuela

    RispondiElimina
  10. Appoggio invece pienamente la lotta alle false dichiarazioni di famiglie monogenitoriali; spero davvero che il prossimo sindaco sia in grado di fare qualcosa.
    Manuela

    RispondiElimina
  11. Alzare ulteriormente la soglia di esenzione non è un modo per fare la lotta all'evasione fiscale.... difficilmente una famiglia con due lavoratori dipendenti ha una dichiarazione ISEE inferiore agli attuali € 17.000,00!!!!

    RispondiElimina
  12. Ma all'atto pratico come cambierà il controllo dell'ISEE?? Perchè ridistribuire dei soldi con un dato fallato in partenza non è che risolva la situazione.
    Qualcuno conosce i dati degli scorsi anni?? Quanti controlli sono stati fatti?? Quanti elusori/evasori sono stati individuati?? Che gettito si è recuperato?? Ho paura che la risposta sia ZERO ASSOLUTO e allora di cosa parliamo??

    RispondiElimina
  13. Complimenti all'intervistatrice e alle domande. Meno complimenti a chi risponde. Alcune obiezioni:
    - i controlli costano: se il problema è il taglio dei costi, non vedo come si potrebbero incrementare i controlli.
    - non diamo sempre la colpa al Governo o agli altri: tagliare si può (cominciamo a tagliare le consulenze milionarie...), ma tagliare sulle famiglie già impoverite è un atto disgustoso che non fa che alimentare la crisi.
    - come fare fronte all'evasione fiscale e alle false famiglie monogenitoriali? Il principio è giusto,non sono chiari i mezzi
    - Sono d'accordo con chi scrive che aumentare la soglia di esenzione non aiuta. In questo momento una famiglia "normale" con 2 genitori sposati residenti nella stessa casa che portano a casa uno stipendio medio di 1000 euro a testa e con casa di proprietà paga cifre difficilmente sostenibili. Si tratta di una famiglia ricca????
    - l'anno prossimo chiuderanno solo 2 nidi,ma cosa si dice sugli altri nidi a rischio? per esempio: il De Giovanni l'anno prossimo non avrà la sezione lattanti, in previsione della chiusura per l'anno successivo. Nel solo quartiere San Vitale sono previsti per l'anno prossimo (2011-2012) 15 posti in meno per lattanti.I nidi privati difficilmente accettano bimbi sotto l'anno di età,perchè sono i più costosi e difficili da gestire (menù differenziato, maggior numero di educatori per bambino, ecc.). Alla faccia delle pari opportunità.
    -un ultimo commento: in pochi mesi si sta smantellando lo stato sociale e si sta buttando alle ortiche un'eccellenza costruita in 40 anni. E le liste di attesa per i nidi contano ancora quasi 1000 bambini. vergogna!

    RispondiElimina
  14. Merola ha ragione come i tagli da parte del governo sia la principale causa della minore possibilità di spesa da parte del comune, ci dovrà (specie se diventerà sindaco) però dimostrare su quali capitoli di spesa e per quale entità si vorrà intervenire. La Cancellieri ha fatto una scelta politica forte, ossia di concentrare buona parte di quei tagli sul welfare e sui minori in particolare.
    Concordo con chi dice che elevare la soglia di esenzione non sia una soluzione: già ISEE di 17 mila € con due stipendi sa di farsa.. I maggiori controlli sono perciò non solo condivisibili, ma necessari e dovranno richiedere uno sforzo straordinario (ad esempio dirottando personale da altre attiuvità, se si decide che la voce 'personale' non sia tra i capitoli su cui tagliare)
    Infine, estremamente daccordo con Merola sul fatto che il privato sociale possa avere un ruolo, all'interno di una programmazione e controllo comunale (non affidata alla politica ma a tecnici esterni, magari con il contributo delle eccellenze formate 'sul campo')

    RispondiElimina
  15. Merola regala favole.

    RispondiElimina
  16. Che dimostrino che gli eletti non hanno paura di perdere il loro elettorato facendo controlli! Prima di erogare dei servizi sociali a quote agevolate o in esenzione dovrebbero almeno verificare che i richiedenti non hanno subito rettifiche del loro reddito con controlli sintetici, indagini finanziarie o ricostruzione dei ricavi!!!! Ciò mi sembra un atto dovuto o in mancanza una omissione da parte del Comune, magari anche perseguibile davanti alla Corte dei Conti... perchè no!
    Perchè i controlli costano??? Allora perchè costano non si fanno e si agevola l'evasione fiscale???? I controlli costeranno anche ma la contropartita sono proprio le entrate!

    RispondiElimina