lunedì 18 aprile 2011

Una lettera di Simona Lembi

Pubblico di seguito una lettera che mi ha inviato Simona Lembi, essendo incentrata quasi per intero sul servizio nido, credo che la parola data, possa essere estesa a tutti i cittadini e al comitato genitori. Dunque riporto:

Cara Laura

Nessuno nel Pd vuole privatizzare i nidi, nè ridurre l'offerta. La situazione è grave: i tagli del governo (oltre 300 milioni di euro per i Comuni, oltre 400 per la Regione) e il crollo delle entrate comunali (causa crisi economica che ha fatto calare la ricchezza complessiva della nostra città), hanno minato alla base il nostro sistema di welfare e di formazione. Se nel 2011 non siamo all'emergenza è frutto del fatto che la Regione Emilia-Romagna (giunta Errani, Pd) ha deciso di investire tutti i soldi che ha (cioè quelli sopravvissuti ai tagli di Tremonti) in servizi socio-educativi e nel trasporto pubblico locale. 
Una scelta, oserei dire, di sinistra. 
Questo vuol dire che si sono fatti tagli, anche pesanti, in altri campi. ma si è scelto: si è fatta una lista delle priorità. Purtroppo a Bologna il commissario Cancellieri non ha fatto lo stesso: ha sforbiciato un po' qua un po' là. senza dire quali siano i punti strategici del suo programma. D’altra parte non è un politico, ma un commissario prefettizio.
Per me, e anche per questo mi candido, i nidi sono la priorità: bisogna permettere a tutti i cittadini l'accesso ad essi sotto il controllo del pubblico. Nei 7 mesi in cui sono stata assessore le mie scelte le ho fatte: confermare l'esistente (nidi comunali) come base di partenza per estendere, nonostante il calo delle risorse, l'offerta. Oggi, infatti, poco meno di 4 bambini su 10 trovano posto nei nidi pubblici: quello che il Pd, la sinistra, vuole, è aumentare l'offerta di nidi in strutture che siano a vario titolo controllate dal pubblico. La qualità del servizio e i costi per le persone sono e devono essere gli stessi per tutti. Non voglio una città di bambini di seria A e di bambini di serie B.
Purtroppo, vedi la voce tagli, i prossimi saranno anni difficili, se  dicessi il contrario mentirei: per mantenere e dove possibile aumentare l'offerta, si dovranno fare scelte chiare e nette. Dico subito, ad esempio, che sono contraria a ogni forma di privatizzazione del sistema scolastico esistente, ma allo stesso tempo penso che si debbano coinvolgere tutte le realtà possibili in progetti mirati ad aumentare l'offerta di posti nido a parità di qualità, di costi per le famiglie e di stipendio per chi ci lavora.
Questo è il mio impegno. Ma per farlo serve una scelta politica chiara. Infatti, penso che la gran parte dei problemi di Bologna derivino dai tagli della destra e dall'assenza della politica: in questo anno e mezzo di commissariamento è mancata la comunicazione con i cittadini, mancanza dovuta molto probabilmente anche all'assenza di una guida politica, di un consiglio comunale, di assessori, di quartieri con organi elettivi in carica.
Penso che ogni cambiamento, e ne andranno forse fatti, debba essere il frutto di confronto tra amministrazione, politica e cittadini. E' questa la differenza tra un commissariamento ed elezioni democratiche.

Non demordo, Ce la metterò tutta.
Simona Lembi

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