giovedì 19 maggio 2011

DE GIOVANNI? UN NIDO SUPERATO

“Superamento di sede”: così il Quartiere San Vitale chiama la chiusura programmata del nido d’infanzia E. De Giovanni. Già dal prossimo settembre la sezione piccoli, che attualmente accoglie 16 bambini, non sarà più funzionante.
Verrà garantita l’apertura delle sezioni medi e grandi per l’anno educativo 2011-2012, poi non è dato sapere. Siamo nel cuore di Bologna, tra porta San Donato e porta San Vitale e già da settembre 2011 una quindicina di famiglie dovranno decidere se iscrivere il proprio bimbo in un costoso nido privato o se rinunciare per un anno ad uno stipendio, costringendo uno dei genitori a rimanere a casa con il bebè.
“Superamento di sede”: con due parole vengono liquidati 30 anni di serio e impegnato lavoro di squadra per “educare”, tirare fuori il meglio dai nostri figli.
A settembre ben 4 educatori e 2 collaboratori perderanno il posto, a seguire tutti gli altri. Alla futura sezione medi (ora piccoli) non verrà di fatto garantita la continuità educativa perché delle 4 educatrici attuali ne resterà soltanto una.“Per anni ci hanno portato come il fiore all’occhiello di Bologna, venivano delegazioni estere a studiare il modello Bologna ed ora semplicemente costiamo troppo”, ci dice sconsolata una delle dade “storiche” del De Giovanni.
La ragione ufficiale della chiusura del nido sta nel fatto che la sede (al piano terra di un condominio in viale Filopanti) è di proprietà dell’INPDAP, e proprio quest’anno scade il contratto di affitto. Certo, i locali non sono privi di difetti, ma solo 3 anni fa sono stati condotti lavori di ristrutturazione ai pavimenti. Allo stato attuale inoltre non esiste un piano per il riposizionamento del nido in un’altra sede: la scure dei tagli si è abbattuta ancora una volta sui servizi essenziali.
La notizia della chiusura è cominciata a trapelare nel corso di quest’anno ed è diventata ufficiale con il bando di iscrizione ai nidi per l’anno 2011-2012. Genitori e lavoratori chiedono, finora inascoltati, di essere coinvolti sulle decisioni future che riguarderanno il nido; ai diretti interessati -i nostri bimbi- non resta che riporre la loro totale fiducia nel mondo dei grandi, con l’amara sensazione che, ancora una volta, verrà tradita.

3 commenti:

  1. Ho seguito la situazione del de giovanni non solo per una generale attenzione a tutti i nidi di bologna minacciati dai tagli e dalle chiusure, ma anche per un affetto personale, visto che la mia prima bambina, violetta, ha frequentato proprio quell'asilo. Mi sono trovata benissimo, e lei, nonostante la tenera età quando lo ha lasciato, ne conserva ancora il ricordo.
    Putroppo non ho notizie aggiornate sul futuro, ma non appena si insedierà il nuovo governo della città cercherò di capire e conoscere i canali migliori per ottenere adeguate informazioni.
    un caro saluto e tanta solidarietà
    roberta rinaldi

    RispondiElimina
  2. Daniela, mamma e nonna19 maggio 2011 19:27

    Reggio Emilia, Modena, Bologna 30 anni fa hanno creato il meglio degli asili nido. Venivano visitatori dall'estero ad ammirare i risultati. Le mamme che oggi si lamentano hanno frequentato quei nidi, e vorrebbero che i loro piccoli potessero ripetere le stesse esperienze positive. E' un segnale di scarsa lungimiranza sacrificare questo settore. Perché non fermarsi a riflettere?

    RispondiElimina
  3. Vorrei far arrivare al nostro sindaco questo messaggio.
    La campagna elettorale e' finita e spero che le ultime posizioni dichiarazioni fatte all'ultimo minuto siano effettivamente un cambio di linea e non solo parole al vento .
    Dimostrerebbe intelligenza e guadagnerebbe tanta stima e rispetto.
    RINO

    Noi come genitori, non molleremo, e prestissimo passeremo alla cassa....

    RispondiElimina