venerdì 27 maggio 2011

Educatrice da quarant'anni













Vorrei  dire un paio di cose a proposito di PGE,(piccolo gruppo educativo) nonché delle educatrici famigliari…o condominiali….visto che il trend è questo. la mia esperienza ormai ultratrentennale come educatrice a Bologna mi suggerisce un prerequisito molto importante quando si parla di un luogo educativo…il gruppo. Il gruppo è unità d’incontro,sede di discussioni e di decisioni fatte a più voci, come in un coro, e la validità di questo metodo è garanzia di visioni più complete e confrontate fra persone che gestiscono un importante materiale umano. negli anni 70, quando io ho cominciato a lavorare c’era una parola molto di moda … COLLETTIVO … che fece vacillare le basi della struttura che fino ad allora si era presa cura dell’infanzia: l’ONMI. L’ Opera Nazionale Maternità Infanzia,era eredità del periodo fascista ed aveva mantenuto una struttura piramidale:il vertice occupato dalla dirigente che sovrintendeva a tutto…(dalla pulizia dei bambini ai rapporti con i genitori agli approvvigionamenti),poi le puericultrici che si occupavano dei bambini, poi la cuoca e le bidelle per le pulizie. Ogni decisione era discussa , vagliata , approvata o respinta dalla dirigente.
L’introduzione di questo nuovo concetto…il collettivo…ha sconvolto quell’equilibrio ed introdotto un pensiero nuovo, più che mai valido. Il gruppo di lavoro allargato è sede di confronto e di controllo reciproco, fonte di ricchezza per le educatrici e per i genitori, occasione di maggiori attenzioni e stimoli.  Le educatrici che si trovino  a gestire in un appartamento un piccolo gruppo di bambini possono essere una scelta economica, ma  a mio parere non possono offrire lo stesso tipo di qualità …un unico strumento..per quanto ben suonato…non può sostituire un’orchestra.   

zoe

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