lunedì 10 ottobre 2011

Un dibattito partecipativo













Si è svolto sabato il primo convegno pubblico organizzato dal comitato. E' stata una mattina ricca d'emozione e d'informazione. Un'informazione d'alto livello, un'informazione che attualmente pare languire in città.

I relatori che si sono alternati al microfono sono stati molto chiari sulla situazione: i nidi d'infanzia hanno bisogno di cure, di cure e attenzione. Adriana Lodi, parlamentare e principale promotrice della legge 1044 ha aperto il dibattito raccontando, con la solita passione trascinante, la nascita dei nidi in città. Prime in Italia le strutture bolognesi sono sorte nel giro di poco tempo, con poche risorse economiche, ma con una grandissima volontà e partecipazione politica e cittadina. Mentre si consumavano queste preziose energie, lo Stato fin da subito si è rivelato un padre distratto per non dire assente. Un padre che ha riservato ben poche energie in tanti anni "Il numero magico da tenere presente - spiega Cristiano Gori del sole 24 ore- è 0,15%, lo Stato versa lo 0,15 % del pil nazionale al sostentamento del servizio". Il resto della spesa grava in maggior parte, sulle spalle degli enti e in primi sui comuni. E se lo stato ha istituito un piano straordinario 2007-09 per incrementare il servizio, oggi che questo fondo è esaurito e non ne è stato creato uno nuovo, la situazione sembra incredibile, ma è ulteriormente peggiorata. Lorenzo Campioni presidente del gruppo nazionale dei nidi, ha proseguito il dibattito con parole forti "Possiamo parlare di uno stato ladro, uno stato che ha un debito altissimo nei confronti dei servizi d'infanzia". Ha lanciato un invito sia a genitori che ai cittadini ovvero quello di pretendere democrazia, una democrazia che a volte è venuta a mancare. Ha portato l'esempio della regione Lazio, regione dove in un momento di difficoltà, i servizi sono stati ridotti in spazio, e nel rapporto bimbo educatore, senza discussione, senza partecipazione. Un modo facile di risolvere la situazione sulla pelle del piccolo utente. Peccato, visto che anche gli studi della comunità europea hanno dimostrato quali effetti benefici e a lungo termine possa garantire il servizio. Maria Cristina Volta responsabile dell'unità operativa infanzia e servizi socio-educativi della provincia, ha presentato dati sul territorio. Ha posto l'accento sulla difficoltà che l'ente sta attraversando attualmente. Ma Gori, ci consola ricordando che "le peggiori difficoltà le vivremo nel prossimo triennio". L'intervento del professor Paolo Silvestri dell'Università di Modena si è incentrato  sui costi di gestione del servizio bolognese, uno studio originale svolto per l'occasione. I costi sono superiori di circa il 30% rispetto alla media dei capoluoghi di regione. Come mai un costo tanto alto? Le differenze principalmente si fanno su un diverso rapporto numerico personale-bambino, una maggiore diffusione delle cucine interne, e un più lungo orario d'apertura per le giornate.
Visti i dati a cui "Bisogna al più presto porre attenzione" come dice allarmata la Lodi, il dialogo è passato al prezioso contributo di Letizia Bianchi già docente universitaria di Bologna ed esperta di politiche famigliari "Lo Stato ha un debito con i bambini mai risolto e ne ha un altro ancora  più grande con le donne. Donne che sono una grande risorsa economica trascurata e sprecata." Questo tavolo nato dalla volontà dei genitori ha avuto la partecipazione di tutti i relatori, dunque un grazie a tutti e uno particolare va a Cristiano Gori senza il quale con ogni probabilità non si sarebbe arrivati a concretizzare l'evento. Dalla conferenza noi genitori non siamo usciti solo con dati e informazioni, già di per se importantissimi, ma con proposte.  Prima creare momenti di formazione visitando sistemi di realtà vicine, per valutare un servizio analogo. Una proposta semplice e facilmente attuabile. Secondo. Lorenzo Campioni e il gruppo nazionale di studi ci ha informati che stanno organizzando per il due dicembre una festa per i 40 anni della 1044 "Un buon momento per portare attenzione e proporre partecipazione per una discussione creativa" aggiunge la Lodi. Dopo questo confronto a noi genitori spetta un nuovo impegno, quello di scrivere una carta dei valori, una carta che possa mettere ordine e fissare nuovi obiettivi.

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