martedì 1 novembre 2011

(DIRE) Bologna, 15 dic. - Prima chiedono di avere i nidi aperti  fino alle 18 e poi ritirano i figli in anticipo. Questo "crea una certa instabilita' nella programmazione del servizio". A dirlo,  pur senza dare dei numeri, e' il direttore del settore Istruzione  del Comune di Bologna, Miriam Pompilia Pepe, che stamane in commissione Scuola, fa il punto sul monitoraggio dei nidi attivato dall'amministrazione. Il problema, dunque, e' che "rispetto alle richieste fatte dalle famiglie, le reali presenze dei bambini sono piu' basse", dice Pepe, e quindi si crea il problema di mobilitare il personale per pochi bambini. Visto che i genitori che ritirano i figli prima hanno diritto ad uno sconto non maggiore al 10%, il consigliere di Sel Mirco  Pieralisi chiede se c'e' la possibilita' di creare un "bonus per permettere di pagare a consumo". Sulla stessa linea i consiglieri di minoranza Valentina Castaldini (Pdl) e Stefano Aldrovandi (Bologna 2016) che chiedono di "legare la domanda al consumo effettivo" o di "prevedere riduzioni per chi ha i bambini malati
a casa".    Ma l'assessore alla Scuola, Marilena Pillati, cambia il punto di vista: "Bisogna capire bene, cosa che vorrei facessimo tutti assieme, cosa vogliamo dai nidi", perche' la questione e' "se siano un luogo di educazione oppure una soluzione per la conciliazione dei tempi delle famiglie". Insomma, la questione e' se debbano essere dei "baby parking, servizi assolutamente validi, ma con una funzione diversa". Per l'assessore il punto e' uno solo: "Per me vengono prima i bambini e poi il resto".Riguardo poi alla riduzione del rapporto educatori-bimbi, che e' passato da uno a quattro a uno a cinque per i lattanti e da uno a sei a uno a sette per i piu' grandicelli, Pepe ammette che "qualche criticita' c'e'". Ed e' per questa ragione che il settore sta pensando di fare formazione ai collaboratori perche' aiutino ancor di piu' gli educatori. Dall'associazione "Dentro ai nidi", arriva invece la sollecitazione a fare attenzione ai pasti quando ci sono gli scioperi. "In due mesi e mezzo, per quattro volte il centro pasti Fossolo ha fatto avere dei solo dei panini-
spiega Annarita Ciaruffoli- e una volta il cibo e' arrivato alle 14.30". Altro tema che riguarda i nidi, e che emerge pero' nella commissione sul programma triennale dei lavori pubblici, e' il rinvio dal 2011 al 2012 dei lavori per tre nidi. Uno e' da creare (il Marsili per circa due milioni di euro), uno da riqualificare (il Coccheri per 1,2 milioni) e uno da demolire e ricostruire (il
Salvator Allende, per 1,8 milioni). Un 'ritardo' che scatena le ire del consigliere Pdl Michele Facci: "Perche' questi lavori sono rimandati, visto che il bisogno di posti e' crescente? Faro' un'interpellanza alla Giunta", mette in chiaro. La risposta di Pillati arriva a distanza: "Oggi non abbiamo i soldi per quei lavori a causa del patto di stabilita'. E' per questo che li riprogrammiamo l'anno prossimo, senza per questo chiudere nessuna struttura", replica. E' per la stessa ragione che i sette nidi che in tempo di commissariamento erano destinati a chiudere, per ora, restano fermi, "non e' nel piano chiuderli".
A chi dice che "facciamo il bilancio senza un progetto, rispondo che abbiamo subito quattro manovre, alcune delle quali pongono dei vincoli, altre tagli alle risorse. Io e altri assessori di vari Comuni abbiamo sollecitato Governo e sottosegretari, attendiamo risposte", conclude Pillati.

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