giovedì 15 marzo 2012

A Modena: rispondono gli avvocati










In regione stanno succedendo molte cose. Il tema nido e scuola dell'infanzia è caldo e dibattuto e anche nella vicina Modena c'è grande fermento. Cosa sta succedendo? A fronte di problemi di ordine economico/normativo e vincoli
vari, il comune ha ipotizzato di esternalizzazione la gestione di alcune scuole dell'infanzia. A dire no si sono radunati tanti genitori e cittadini. Giù le mani dagli asili è nato spontaneamente. In pochi giorni di vita ha raccolto 6000 firme. C'è molto dibattito attorno al tema, in tutta Italia ci si mobilita per serrare le file principalmente su due questioni: non abbassare la qualità e non contrarre l'offerta. La privatizzazione, esternalizzazione, convenzione, chiamatela come vi pare, è partita negli anni '80 e ora sta galoppando verso traguardi fino a qualche tempo fa inimmaginabili. E spesso il privato non ha i medesimi criteri di qualità. Il più delle volte si ragiona su meno ore di formazione, ma il privato è molto vasto e farne un ritratto unico è davvero difficile e non sarebbe corretto. La domanda che però vale per tutti è: come mai un privato dovrebbe costare di meno di un servizio a gestione pubblica? In tanti sono tentati di rispondere che il pubblico non deve fare i conti. Mai come in questi tempi la risposta è errata, è' da svariato tempo che al pubblico si sforbicia e tutto si conta ogni spesa. Siamo arrivati oggi a dover dare contributi oltre che con la retta, anche per fazzoletti, carta igienica, penne, matite, das...in alcuni casi si deve rispondere anche con i pannolini. I conti al pubblico sono controllati più che mai e il risparmio tra un privato che deve anche guadagnare, e un pubblico che deve andare al massimo in pareggio, si fa sul contratto di lavoro. Le educatrici/insegnanti del privato (ripeto difficile da definire) si fa sullo stipendio. Se il comune deve appaltare per norme impossibili da contestare, patto di stabilità ecc ecc se scegli l'appalto come risposta, deve prendersi la responsabilità che lo fa sulla pelle dei lavoratori, lavoratoti molto spesso donne, lavoratori specializzati (con titoli di studio) e che fanno il loro mestiere con amore. A Modena i genitori si sono uniti, stanno dando battaglia ma stanno facendo anche proposte. Un gruppo di avvocati/genitori ha studiato la situazione e ha dato un parere su come poter affrontare il problema. Seguiremo l'evoluzione.   

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