martedì 26 giugno 2012

L'importanza della dada













Quando entriamo al nido tante piccole cose ci raccontano il lavoro quotidiano dei collaboratori. Si tratta di dettagli: una tappezzeria nuova applicata al bordo della
parete, il profumo che ci avvisa del pranzo in preparazione o dei fiori freschi riposti in una bottiglia di plastica ritagliata. I collaboratori, che molto spesso sono collaboratrici, svolgono un lavoro che assomiglia a quello delle mamme. Di tutto si accorgono a tutto provvedono e spesso lo fanno in  silenzio, quasi di nascosto. Ma non cadiamo in romanticismi e raccontiamo. Alla mansione di collaboratore non venivano richieste qualifiche speciali. Da qualche anno è stato attivato in regione un corso, prima di 600 ore, oggi ridotto a 400. "I corsi sono svolti davvero in modo professionale -racconta Tiziana collaboratrice da oltre vent'anni- preparano il personale in modo qualificato su più temi: l'igiene, l'educazione alimentare, la psicologia e altro ancora." I collaboratori si occupano della manutenzione ordinaria dello stabile, quindi cambiano lampadine, segnalano riparazioni, provvede alla fornitura della dispensa ma si occupa anche del giardino, delle pulizie, del bucato e ancora della cucina e del controllo delle derrate alimenti... Alla parte gestionale e casalinga, si affiancano alle educatrici come figure di riferimento per i piccoli. Sono loro, quelle che a Bologna si chiamano con affetto dade, ad intervenire  in caso il bambino non stai bene. E' difficile determinare i ruoli. Il lavoro è di squadra e si intreccia in continuazione in un insieme che si chiama: il collettivo. I bambini dal canto loro si relazionano alle collaboratrici con affetto e le associano molto spesso alla pappa: "cosa c'è oggi da mangiare?" chiedono i piccoli come ad un mamma per l'appunto. Le educatrici sono sostenute dal lavoro dei collaboratori in alcuni momenti della giornata, ad esempio durane il risveglio uno dei momenti più intimi. "Alcuni ci mettono un po' a svegliarsi del tutto e allora li puoi coccolare e tra la sonnolenza e la dolcezza, è un tempo davvero speciale". E' allora un lavoro importante riconosciuto a livello educativo, e non è solo l'opinione dello scrivente, ma riconosciuto da molti pedagogisti. E al dì là dei nomi di riferimento di illustri studiosi, credo che qualunque genitore sia testimone di questa qualità educativa e emotiva. Il nido è un luogo speciale dove il tempo trascorse a misura di bambino e l'affetto è distribuito in modo diffuso ed è triste che queste figure per i 13 nidi in una gestione Asp perderanno sede. Si tratta una perdita qualitativa e se certamente non è facile la situazione e l'amministrazione si trova a gestire i servizi in una situazione  complessissima per i bambini perdere il  riferimento delle dade sarà una mancanza.

Nessun commento:

Posta un commento