lunedì 18 febbraio 2013

Ecologia o economia?

mconnors











Può sembrare un argomento ozioso o frivolo, ma non lo è affatto. L'abbandono dei piatti di plastica usa e getta per l'utilizzo di piatti portati da casa è un procedura che
coinvolge molte questioni e bisogna entrarcisi per gradi. Partiamo da una premessa: c'è un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale, in cui si auspica l'utilizzo dei piatti comprati e lavati dai genitori per ogni bimbo. Nell'Odg ci sono due punti importanti: il progetto deve partire dal consenso dei genitori e il recupero economico si prevede possa essere reinvestito in materia prima per incrementare l'uso di cibi biologici. Quest'idea è stata di recente proposta dalla commissione scuola nel quartiere Porto. Il progetto però non è entrato in vigore e ha trovato ostacoli. Sottolineiamo che non si è menzionato, in quartiere alcun recupero economico. Risultato su 5 scuole dell'infanzia interrogate, tre si sono espresse con parere negativo.

I perché dei pro 

Chi è a favore di questo sistema mette in primo piano la questione ecologica. Fare montagne di plastica ogni giorno è irresponsabile e un progetto semplice che costa poca fatica a tutti dovrebbe partire al più presto. Molti genitori, che hanno già rodato il sistema in altri quartieri, lo trovano soddisfacente anche in termini educativi. I bambini si responsabilizzano e non si aggiunge troppo lavoro nella vita familiare. 

I perché dei contro  

I contrari pur ammettendo che l'ecologia è un punto fondamentale, hanno chiesto di poter aver maggiori informazioni e un reale progetto che dettagliasse i costi del risparmio e i tempi di attuazione, un progetto entro il quale potersi esprimere anche con proposte alternativi o integrativi.

Qualcosa da sapere
Ad oggi non c'è un documento dell'Asl che convalidi il rispetto dell'igiene di un procedimento di questo tipo. C'è un parere positivo, espresso in termini informali, da parte comune e sono stati indicati dei punti su come procedere.
I costi di un kit di stoviglie: 2 di piatti, le posate il bicchiere, si aggira  presumibilmente tra i 0,15 o 0,18 euro (dati pervenuti dal comune di Modena e Torino). Oltre a questo il risparmio, che su tanti pasti non è indifferente,  si deve aggiungere un risparmio, dovuta all'eliminazione dello smaltimento dei rifiuti. Di questo però non conosciamo la cifra, non essendo stata fornita, certamente l'introduzione dei piatti portati e lavati dai genitori, crea un risparmio economico non trascurabile.

Un contratto in scadenza 
Seribo l'azienda che fornisce i pasti nelle scuole, ha un fatturato in attivo. In 4 anni ha risparmiato 1,7 milioni di euro in materia prima (dati forniti dall'osservatorio delle mensa). Il contratto stipulato con il comune scade a settembre con la possibilità di rinnovo per altri 10 anni + 10. Le clausole contrattuali non sono state rispettate infatti si prevedeva una ristrutturazione dei tre centri pasti. Ad oggi, una sola cucina è stata rimodernata. Le scuole seguono metodologie per uso di stoviglie differenti: c'è chi usa stoviglie portate da casa (con soddisfazione) chi ha lavastoviglie interne alla scuola (sempre con soddisfazione) e chi è rimasto all'uso piatti usa e getta.

Un confronto con la regione
Abbiamo paragonato alcuni fattori, che pensiamo possano determinare la qualità della refezione, tra Bologna e con alcune province in regione. I riferimenti sono con città presa a campione: Parma, Modena, Imola, Reggio Emilia e Ferrara, Ravenna.  La percentuale dell'uso di materie prima bio, a Km 0, di prodotti dop e lotta integrata è superiore rispetto a quella Bolognese (tra bio e lotta integrata) si aggira attorno al 20%. Ferrara è in testa, c'è un uso di prodotti "verdi" sempre oltre il 50% con punte fino al 90% . In quasi tutte le città si paga ciò che si consuma, con un costo medio del pasto attorno ai 5,50 euro. A Bologna si paga una tariffazione forfettaria di un centinaio di euro al mese, retta aumentato notevolmente (circa 30%) negli ultimi tempi. A Parma, la sola città in cui si paga mensilmente il costo della mensa la retta della pappa si somma alla tassa di frequentazione della scuola e in complesso è di 130 euro al mese (retta massima). Nelle altre città si usano lavastoviglie o piatti ecologici, con un costo forse leggermente superiore a larga soddisfazione di tutti. in nessuna città si è introdotto il piatto da casa. La pagella per Seribo in un'ottica regionale è davvero insufficiente.     

1 commento:

  1. A Imola la tariffa piena è di 135 euro mensili, forfettari.
    Sconti a partire dalla 2^a settimana di assenza.
    Non si usano piatti usa e getta.

    Fabio Carmonini

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