sabato 2 febbraio 2013

Nidi e Scuole a Torino: l'assessore risponde















Mariagrazia Pellerino è assessore alla scuola e ai servizi educativi a Torino. L'abbiamo incontrata per parlare di nidi e scuole dell'infanzia, per capire come la
città si sta muovendo in una situazione drammatica avendo sforato il patto di stabilità. Lo sforamento ha avuto pesanti conseguenze, creando limiti aggiuntivi al già pesante patto di stabilità. Così non si consentono assunzioni in corso d'anno, per le sostituzioni o il rinnovo dei molti contratti al personale precario. Personale precario anche da dieci anni. La soluzione? L'esternalizzazione di 9 nidi in tempi brevissimi.
Partiamo da lontano. Cos'è la qualità educativa secondo Mariagrazia Pellerino? 
Non si può avere una ricetta unica, la qualità la fa soprattutto il personale educatore e gli insegnanti che si misurano con realtà diverse. In quei contesti sanno adattarsi per tirar fuori il meglio.
Quali i requisisti generali per garantire la qualità? 
Certamente il rapporto numerico che non deve superare certe soglie, i nidi sopratutto hanno bisogno di un rapporto contenuto.
E la continuità educativa? La ritiene uno dei criteri indispensabili?
Su questo punto anche tra gli esperti ci sono pareri discordanti. Sono un politico non un pedagogista, faccio fatica ad addentrarmi in queste questioni.
Certamente la scienza dell'educazione non è una scienza esatta, ma non crede  che un educatore di riferimento, sopratutto per i piccolissimi, nei momenti di cura, quelli più intimi e delicati, possa fare la differenza?
Ogni nido ha un suo progetto pedagogico o quasi. E' difficile stabilire se la continuità faccia davvero la differenza. Dal mio punto di vista non si può credere che i nidi debbano rispondere all'affettività che viene a mancare nel momento in cui i bambini si distaccano dal genitore. Parlo di nidi, le scuole dell'infanzia sono altra materia. Per i più piccoli, diciamo per quelli sotto l'anno, non si può pensare di risolvere il problema della conciliazione lavoro-famiglia, con un servizio che va dalle 7,30 alle 17,30. Ci vorrebbero meno ore al nido e meno ore al lavoro per i genitori. La qualità della vita deve essere fatta anche di conciliazione e congedi parentali come ci è stato richiesto dalla corte Europea.
Veniamo allo specifico di Torino, il comune sfora il patto di stabilità, non può assumere e quindi...
E quindi abbiamo lavorato in modo veloce verso una soluzione. E la soluzione è stata quella di mettere in concessione 9 nidi e stabilizzare 240 precari che non avrebbero potuto essere assunti. La conseguenza sarebbe stata la chiusura di 9 servizi. I nidi oggi sono gestiti da due cooperative: Orsa e la Progest di Parma. Si sono applicati i contratti Federcultura, tra i migliori e più vicini rispetto a quelli comunali, perché la qualità del lavoratore è essenziale per garantire la qualità educativa.
Quali le differenze in termini di stipendio e diritti?
In diritti ci hanno guadagnato, visto che prima erano licenziati a giungo e riassunti a settembre. Per lo stipendio sono quasi alla pari.
Secondo uno studio del comitato genitori beni comuni 0-6, ci sono differenze in busta paga non indifferenti, anche di 250 euro al mese ...
Non convalido questi dati, le converrebbe servirsi di fonti ufficiali.
Sarà mia premura verificare. Tornando invece alla qualità educativa risulta, sempre secondo uno studio molto articolato del comitato 0-6, che il personale delle cooperative faccia meno ore di presenza frontale, fino al 30%...
Anche questo non mi risulta. Secondo il bando di concessione il rapporto numerico è il medesimo al di là della gestione. Vorrei sottolineare anche che Torino ad oggi è l'unica città in Italia che ha in gestione diretta il 98% dei nidi. E' una percentuale oggi  insostenibile per via dei vincoli sopraddetti. Con questa soluzione abbiamo trovato la strada per tenere aperti 9 nidi, che altrimenti sarebbero stati chiusi. Fin da subito abbiamo creato un tavolo di monitoraggio per verificare l'andamento. A questo tavolo siedono rappresentanti delle cooperative, rappresentanti della parte amministrativa e dell'assessorato e i 9 presidenti eletti dai genitori. E nella riunione appena svolta, tutti i soggetti coinvolti sono  stati soddisfatti.
A questo tavolo erano presenti anche dei rappresentanti del coogen (coordinamento di genitori). Secondo una loro relazione alcuni genitori erano soddisfatti, mentre altri hanno sottolineato difficoltà soprattutto rispetto alla gestione dei 4 nidi della cooperativa proges, per mancato rapporto numerico, per difficoltà di comunicazione, per la non condivisione dei progetti pedagogici e per le poche e generiche risposte dei gestori su domande precise.
Anche questo non mi risulta. C'è stato un nido in cui sono emerse delle difficoltà ma niente di più.
Passando ad altro argomento: la qualità della pappa fa la qualità del servizio?
Si. Ho lavorato molto sul capitolato per migliorare la qualità dei cibi. I nidi e le scuole dell'infanzia hanno tutti una mensa interna. Con il nuovo capitolato abbiamo dato ampio spazio a piccole aziende locali per garantire forniture a Km 0,  prodotti di stagione, un'alta percentuale di biologico, cibi ogp, a lotta integrata...
Abbiamo anche eliminato l'uso dei piatti usa e getta, che producevano un impatto ambientale davvero troppo consistente per essere ignorato, introducendo il piatto a rendere che viene sterilizzato quotidianamente.
Che futuro per i servizi?
Nel futuro vedo una sempre maggiore integrazione tra pubblico e privato. Detto questo il pubblico deve continuare ad avere una percentuale alta della gestione diretta, altrimenti non riesce ad avere un vero controllo. Ci dovrebbe essere una maggiore differenziazione dei servizi. E non solo nidi aperti 10 ore, centri genitori o ludoteche. Oggi il lavoro è organizzato in modo flessibile, che ci piaccia o meno, e allora dovremo trovare strategie per una maggiore flessibilità di orari, apertura e frequenza, potendo offrire anche costi diversi
E per quello che riguarda le scuole d'infanzia?
Credo che il futuro per le scuole sia la statizzazione, se così fosse si creerebbero maggiori risorse per i nidi. Abbiamo stipulato un accordo con lo Stato che prevede il cambio di gestione da comunale  a statale di 6 scuole in tre anni .
        

           

3 commenti:

  1. Le persone stabilizzate sono 120 circa e non 240..i numeri non sono mai stati un suo forte assessora. Alcune con contratti part time anche di 12 ore al mese e tutte senza la garanzia di prendere lo stipendio a luglio e agosto..nidi chiusi, tu non lavori e io non ti pagò..ecco il contratto a tempo indeterminato!!!..a lei non risultano tante cose...smentisca tutto fornendo i dati ufficiali dell'assessorato..la giornalista si è' rivolta a lei.a quale altra fonte più' attendibile dovrebbe andare?..il problema e' che siete solo buone a parlare...

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  2. Ecco alcuni video che dimostrano l'entusiasmo della città' in seguito alle decisioni prese dall'amministrazione di Torino:
    http://m.youtube.com/watch?v=yerzyi3uqdM
    http://m.youtube.com/watch?v=kwOVOFsv0Y8
    http://m.youtube.com/watch?v=REweqvxr--0
    È' bene ricordare a fronte di tante parole che oggi si sprecano...buona visione a tuttxx

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  3. come portavoce del coogen ci tengo a precisare che non è affatto vero che nessuno dei rappresentanti dei nidi esternalizzati si è lamentato. Noi eravamo presenti al primo incontro del tavolo di monitoraggio sull'esternalizzazione e abbiamo un report dettagliato di quanto accaduto nel secondo incontro almeno per quanto riguarda i nidi gestiti da Consorzio Torino (di cui fa parte proges che ha vinto l'appalto insieme ad altre realtà). Peraltro le criticità emerse riguardano tutte la mancanza di personale sufficiente a garantire la qualità del servizio e in alcuni casi anche la sicurezza. Non credo sia corretto politicamente e moralmente negare che siano state fatte delle critiche molto puntuali dai genitori alla gestione delle cooperative. Come non credo si possa liquidare in due parole il discorso delle materne comunali con un semplice passaggio allo Stato. E la ricchezza della tradizione torinese di gestione delle scuole materne? Non sarebbe forse più corretto chiedere che lo Stato intervenga economicamente per sostenere la notevole spesa che il Comune affronta per le scuole materne ma mantenerne il controllo e la gestione? Sarebbe interessante inoltre capire cosa si intende per maggiore flessibilità di orari, apertura, frequenza. I bimbi non sono pacchi postali? non si può creare o organizzare un servizio in base agli orari di lavoro dei genitori perchè non devono farne le spese le necessità di bambini piccoli che hanno al contrario bisogno orari che si ripetono quotidianamente per mangiare, dormire, stare con gli altri. Non si può applicare ai bambini uno schema di vita già schizofenico anche per gli adulti.

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