mercoledì 5 giugno 2013

Prima le donne e i bambini

hotblack













Cosa succede quando un insegnate va in ferie? Un caos. Tra le ultime norme a proposito di contenimento di spesa, c'è quella di mandare in ferie le insegnanti
quando la scuola è chiusa: durante le vacanze di pasqua o natale...fin qui tutto fila ed anche logico. Le ferie maturate oltre questi lassi di tempo non possono superare i sei giorni durante l'anno e non ci saranno sostituzioni. Il disavanzo non si paga. Intanto la norma (articolo 54-55-56) è stata applicata, in anticipo dato che il termine d'avvio è fissato a settembre 2013, ma la cosa davvero peggiorativa riguarda la realtà dei fatti. Al primo posto, come spesso capita, il non detto. In molte scuole statali e comunali, si sono trovate soluzioni fantasiose per tappare buchi senza alcuna spiegazione. Francesca Ruocco responsabile flc cgil spiega "La situazione è generale. Non si tratta della scuola d'infanzia comunale ma di tutto il sistema a livello nazionale. Proprio oggi abbiamo inviato una lettera ai lavoratori in proposito. Vogliamo contrapporci e se sarà necessario aprire un contenzioso." Le soluzioni fantasiose sono state molteplici e se da una parte, si è "spalmata" l'insegnante di religione sull'intera giornata di vacanza della maestra, in altre scuole, ci racconta Alessandra Cenerini dell'ADI "C'è chi è stato abilitato, del tutto arbitrariamente, all'insegnamento su intere classi. Sono parecchie le telefonate che segnalano personale di sostegno che sostituisce l'insegnate per non spendere in supplenze". Pratica confermata anche dalla Ruocco. Questa la situazione. Con tutti i risvolti anche accettabili, meglio l'insegnate di religione o di sostegno che un estraneo che continua a cambiare, la scuola dell'infanzia  diventa un luogo dove passare il tempo. E mentre in città imperversa la lotta delle insegnati per non passare in gestione ASP, mentre si discute se i finanziamenti della scuola debbano sostenere o meno la scuola privata, il modello di qualità si sta sgretolando.
Come si fa a sostenere che oggi a Bologna c'è una scuola di qualità? Rimane un mistero, eppure lo si continua a ripetere, come un mantra: dal sindaco in poi. Siamo davanti ad una scuola: senza fondi per comprare i materiali minimi di lavoro: carta, colla, forbici, fazzoletti, carta igienica e colori...una scuola dove le sostituzioni sono improvvisate alle bene e meglio, con chi capita... dove l'ora di compresenza è una al giorno...dove si riducono le attività più elementari:  gite, uscite, laboratori...  Siamo di fronte ad una scuola che non sappiamo come riaprirà a settembre e non sappiamo nemmeno se le insegnati di sostegno potranno essere riconfermate. Questo particolare è dato dal micidiale incrocio della legge Fornero, che impone 90 giorni di sospensione tra una fine rapporto e un nuovo contratto. Tradotto: le insegnanti di sostegno di cooperativa con contratto a termine, molte su Bologna, non potranno riprendere il loro posto a settembre. Con che risultato? Una mancata continuità educativa? O una scopertura del servizio fino a ottobre?
Siamo davanti ad una scuola che è ridotta ad affidarsi alla buona volontà delle insegnati. Ma: sorpresa!
Le insegnati sono stanche e sfiduciate rispetto ad un modello che non sentono più il loro, rispetto ad un'amministrazione che cede la gestione o vorrebbe, ad un altro ente....E mentre tutto questo sta accadendo e i riflettori sono puntati qui, i nidi chiudono in un silenzio assordante e complice.
Chi sarà a rimetterci? Come sempre prima le donne e i bambini!              

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