martedì 15 ottobre 2013

Pordenone: soglia d'accesso ai bambini extracomunitari


anitapatterson














Capitano classi colme di bambini stranieri che magari parlano cinque lingue differenti e non conoscono quella del paese d'adozione. E' un fatto che
preoccupa insegnati e genitori della scuola: preoccupazione poco evidente nei nidi dove la comunicazione non passa per le parole. Al nido ci sono altre difficoltà legate a massicca presenze di bambini extracomunitari. Sono difficoltà di tipo logistico o economico. Cosa succede? Spesso gli stranieri pagano rette minime o nulle (in base all'isee) e a questa gratuità segue la pratica (certo non di tutti e certo non solo di genitori stranieri) di iscrivere il bambino e di farlo frequentare sporadicamente. Un atteggiamento poco rispettoso per la comunità che porta problemi evidenti: posti occupati e non usati, bassa copertura delle spese comunali e infine, non meno problematico, difficoltà d'integrazione nel gruppo dei bambini. Sono cose non dette o messe sotto il tappeto, ma anche volendo leggere la notizia in questa chiave, non si può non stupirsi della singolare delibera di Pordenone. Di cosa si tratta? Da settembre 2013 ai nidi comunali si è posta una soglia d'accesso, un tetto di massima ai bambini figli di stranieri. "Non si tratta di razzismo- ha dichiarato il sindaco alla stampa locale- ma di voler integrare meglio i bambini" A contestare la delibera si è mossa l'associazione Asgi (associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) con una lettera, inviata pochi giorni fa e indirizzata appunto a sindaco e assessori. Nel testo della missiva si ribadisce: che i criteri d'accesso evadono più normative per la parità dei diritti sia livello Nazionale che Europeo. I nidi sono un bene pubblico non solo perché contribuiscono all'integrazione delle donne nel mondo del lavoro, ma anche perché sono un diritto socio-assistenziale per la cura dell'infanzia. Sarebbe bene ribadire un diritto anche per l'educazione. Ad ogni modo, i servizi  per la prima infanzia, si sono dimostrati uno dei migliori equalizzatori sociali. E anche alla luce di queste considerazioni, di carattere pratico, la delibera appare grave e senza giustificazioni. Ad onor del vero dobbiamo anche dire che i bambini stranieri non accettati al pubblico , sempre secondo la delibera, vengono ricollocati presso nidi privati accreditati con il sostengo di un assegno voucher. La discriminazione comunque rimane e non è accettabile. Il sindaco si è detto pronto a verificare e rivedere la questione. Ne seguiremo l'evoluzione.

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