mercoledì 11 dicembre 2013

Venerdì 13 tutti al Guasto: il giardino dell'educazione











Dopo un breve vialetto in salita contornato da piante fitte e verdissime, si apre uno spiazzo aperto e un po' sollevato rispetto alla strada. Non sembra un parco e nemmeno un giardino ed è tutto molto strano...il pavimento è in cemento e ci
sono pezzi di pareti di diverse altezze che si alzano verso il cielo, ma attenzione, non fate lo sbaglio di alzare lo sguardo verso l'alto, perché il pavimento curva, pende, scende  e si arrampica,  in un continuo spostamento. Il giardino che sto cercando di far immaginare è quello  del Guasto. Ha una lunga storia fatta di detriti, sporcizia, furore popolare e malavita...e come spesso accade da tensioni e cose scartate è nato qualcosa di bellissimo. A raccontarci di questo giardino che è diventato luogo dell'educazione e incontro abbiamo intervistato Antonella Tandi direttore creativo dell'associazione che lo gestisce.
Perché è nata l'associazione del Guasto?
E' nata da persone a cui stava a cuore il giardino. Era il 1998. Tra i fondatori c'erano la signora Prodi, Claudio Lolli e il professor Eugenio Riccomini. Si trattava di un piccolo nucleo di persone. Con il tempo si sono aggiunte altre associazioni, per creare spettacoli, laboratori con l'idea di aggregare e condividere uno spazio pubblico. E le persone che venivano qua stavano bene, ci tornavano, si fermavano e così hanno iniziato ad accettare quello che era tutto intorno al parco: malavita, homeless ecc
Che tipo di attività svolgete?
Moltissime. Gestiamo lo spazio in alcuni orari protetti quando l'accesso ai grandi è vietato e il parco diventa dei bambini. Non vogliamo creare un'isola, il nostro scopo è creare integrazione. E possiamo dire di esserci riusciti. L'integrazione c'è e si vede dai piccoli gesti, capita di vedere studenti o homeless raccogliere lattine, mozziconi perché attenti alla presenza dei bambini.
Avete avviato progetti per l'integrazione multietinica?
Non l' abbiamo mai pensato a tavolino, è arrivata con i bambini e il cibo, grandi elementi d'aggregazione. Una mamma magrebina un giorno è arrivata con una torta....via, via si sono creati dei momenti di scambi di cibarie e chiacchiere, scambi di ricette e momenti di condivisione. Ci sono giorni in cui facciamo dei picnic: ognuno porta qualcosa per se e gli altri e si fanno dei pranzi meravigliosi sotto il pergolato.
Ma tutto questo cemento non è poco adatto ai bambini?
Eh questa è la magia del Guasto. Quando l'adulto arriva qui vede i pericoli, i lati scoscesi, il cemento... i bambini vedono solo uno spazio da esplorare. Nel tempo ho visto bambini farsi adulti e affrontare ad esempio una cunetta con grande serietà e impegno, come sanno fare i piccoli, prima con la mano della mamma, poi da solo alla fine correndo... ci sono lati scoscesi! ma i bambini non sono stupidi, imparano a misurarsi con le difficoltà e i pericoli. In estate  riempiamo la buca con acqua e palline colorate e  i bambini si divertono moltissimo.
Quindi è il bambino "che fa da padrone"?
Si. Il nostro compito è offrire la possibilità di sperimentare. Noi diamo degli stimoli. Il resto lo fanno loro e li lasciamo fare. E' una scelta ad esempio quella di non fare sempre attività, ma lasciare ai bambini i loro spazi e tempi per giocare come meglio credono e vogliono. Al volte ci facciamo suggestionare dalle loro idee. Siamo arrivati anche a dormire al Guasto...
E com'è andata? 
Benissimo, lo stiamo facendo da otto anni. Non facciamo la notte bianca ma la notte buia, dove i bambini esperimentano la notte all'aperto.

Ci racconta l'evento in preparazione per venerdì 13?
Venerdì andrà in scena il Guasto al buio che ricorre quest'anno per la tredicesima volta. Si tratta di una festa che ha uno scopo: invitare i bambini e i genitori a stare all'aperto anche in inverno. Si animerà una storia di Gianni Rodari con disegni nella sabbia, luci e musica dal vivo. Una bella esperienza per tutti grandi e piccoli. Ci sarà la cioccolata, offerta come sempre da Alce Nera che è nostra sponsor in fatto di merende, e il vin brulè offerto invece  dall'associazione. Tutti sono i benvenuti, chiediamo se possibile di portare mandarini e una candela. L'associazione ha purtroppo sempre meno sovvenzioni da parte degli enti. Chi vorrà fare un'offerta è ben accetta. Le molte attività che facciamo sono a rischio per i soliti motivi che conosciamo e sono presenti in tutti i settori.

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