mercoledì 17 dicembre 2014

Retta alle scuole d'infazia? Si, grazie



jazzmikele













Bologna. Il sindaco annucia nuovi tagli alle casse del comune dovuti a possibili emendamenti del patto di stabiltà. Questi tagli andrebbero, tanto per cambiare, a ripercuotersi sui servizi sociali. I più a rischio? Nidi e scuole d'infanzia. Ma nonostante le gravi difficoltà Merola resta fermo nella scelta di non avviare una retta. Oggi infatti, al contrario dei nidi, le scuole non prevedono rette, eppure ci sono tanti se e tanti ma...

Intanto, giusto per la cronaca, ricordiamo che un bimbo al nido (in media nazionale) ha un costo pari a 1200 euro mensili. Di questa cifra le rette dei genitori coprono in minima parte la spesa complessiva. Le scuole d'infanzia hanno costi inferiori. Principalmente il motivo è uno: c'è meno personale docente e ci sono meno collaboratori, che non si occupano delle cucine e dei pasti che sono preparati altrove. I bambini che frequentano sono tra i tre anni e i cinque, ogni classe è composta da 25 a 28 bimbi, le maestre sono due e le collaboratore si dividono su più classi. La retta del nido è chiara, copre anche la pappa e va a seconda dell'isse. Le scuole hanno dei costi per gli utenti, a volte vicini ai nidi, ma rimangono costi invisibili. Facciamo due conti. Ogni inizio anno i genitori pagano: carta igienica, fazzoletti, pasta da modellare, pennarelli, carta, matite colorate, pennarelli, colle ecc ecc Si raccolgono poi altri soldi  per la cassa comune per rimpolpare le scorte. Ci sono da finanziare le gite. E la retta della mensa, che è d'obbligo e senza alternativa, è modulata a seconda dell'isee (la massima quota supera i 100 euro mensili). Poi ci sono i soldi chiesti qua e là per attività accessorie. Attività che fanno della scuola pubblica, una scuola elitaria, o una sorta di servizio socio-culturale a seconda dei quartieri dove si collocano. Le scuole dei quartieri più agiati offriranno ogni sorta di corso: motorio, di lingua, di teatro o musica... Nelle scuole di quartieri popolari i corsi non saranno possibili e sarà la disponibilità di maestre motivate e versatili, a fare internamente ciò che altri possono fare a pagamento. Oltre a questo discorso ne rimane un'altra che approfondisce le differenze sociali ed è il volontariato. Un volontariato offerto dai genitori, nonni, associazioni e altri...Un volontariato che non è che non dovrebbe esistere, ma dovrebbe essere accolto e registrato in modo palese e non solo per alcuni. Dopo tutto questo mi sento di dire che forse una retta anche alle scuole d'infanzia non sarebbe poi tanto male,introdurre una retta  farebbe solo emergere ciò che già accade tutti i giorni e forse renderebbe la scuola davvero pubblica e più equa.

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