martedì 12 maggio 2015

La mamma si mostra a Parma

Gino Severini















Parma. Mater è una mostra difficile e complessa, bella e ricca. Iniziamo a raccontarla per numeri: sono 170 le opere esposte, la più antica è del VI secolo aC, la più recente è del 2014, sono coinvolti in prestiti 70 tra musei e collezionisti nei prestiti  e lo spazio che occupa si stende per oltre 13 mila metri quadrati.
E' il tema che ci rende attenti alla mostra, un tema interessante e al contempo difficilissima: qui si racconta la mamma, quella di ieri e quella di oggi. E la si racconta per immagini, disegni, dipinti, video e sculture. Qui trovate tutte le info.

Le mostre che affrontano dei temi così grandi sono difficilmente ben strutturate. Purtroppo i grandi temi, quelli con la T maiuscola, tendono a non trovare un filo conduttore saldo e si sfilacciano man mano che l'esposizione procede.
Ma qualunque sia il risultato narrativo, ne rimane uno più immediato quello visivo e questo vale assolutamente gli 8 Euro del biglietto. Potete vedere opere bellissime (come la maternità di Severini) e conoscere artisti di grande talento.
Il grande tema si divide in 4 capitoli.
Il primo è quello meglio narrato. Si racconta di maternità tra preistoria e antichità. La madre è rappresentata tonda, solida e un po' assente nello sguardo smarrito verso l'alto, il divino, verso la misticità.
La donna è l'anello di congiunzione tra terra e cielo, tra terreno e divino.
La seconda sezione è la madre tra Medio Evo Rinascimento e Barocco: si stempera l'alone mistico e si rappresenta la Madre-Madonna con il suo manto azzurro cielo e la veste rossa di passione. E' una madre consapevole del dolore, che piange in figlio e tenta inutilmente di proteggerlo dal mondo e dalla morte annunciata. Si possono vedere opere del grande Mantegna, l'inquietante Rosso Fiorentino e molto altro.
Arriva poi la modernità, quella in cui la madre inizia ad essere declinata, pensata e dipinta al plurale. Da madre a madri. Non è più la vergine Maria ma tante madri, mamme diverse, borghesi, reali, vestite in panni moderni che hanno espressioni vive: sono stanche, vecchie, sorridenti ma sono sempre persone vere in carne ed ossa.
L'ultimo capitolo quello dedicato alla contemporaneità ci rivela una madre frantumata, una donna che si articola in tanti ruoli e declinazioni. Non più divina o realistica, ma una madre difficile da afferrare che sfugge. Una madre sulle difensive, da se, dagli altri e quel che è peggio dal tempo. E' notevole come gli artisti contemporanei: Michelangelo Pistoletto, Bill Viola, Demert (solo per  citare alcuni nomi) rappresentino una madre molto lontana dagli steriotipi quotidiani che ci vengono proposti dai media. Non è la madre bella, giovane e sana, tutta concentrata sulla pappa bio e i detersivi più igienizzanti...è una madre complessa
Se la mostra non è appieno riuscita, ha delle buone capacità per piacere: contiene belle opere e considera un tema sempre interessante da trattare, almeno ogni volta che esce dai soliti schemi steriotipati.   

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