venerdì 30 ottobre 2015

I genitori bocciano il progetto didattico.

taliesin











Succede in una scuola. Non importa dove o in quale scuola, l'importante è il fatto in sé che è questo: le maestre propongono un progetto sulla fratellanza dei paesi e i genitori bocciano l'iniziativa, anzi non l'iniziativa, ma il paese: "No Israele, no!" Protestano un paio di famiglie. E le maestre per tutta risposta cambiano programma e migrano verso un'altra nazione. Ma scendiamo nei dettagli che in realtà sono pochi e fughiamo tutti i dubbi fin da qua, le proteste non erano per questioni razziali.

Ad ogni modo, in tutto l'istituto si avvia il progetto denominato Ubuntu. Ogni classe per l'intero anno "adotta un paese"  che racconterà in tanti modi e da tanti punti di vista ai suoi studenti. Si racconteranno le usanze, la geografia, la cucina, le tradizioni...e in sostanza si canteranno canzoncine, si cucineranno i loro piatti, si colorerà le bandiera ecc ecc
Un progetto educativo e di studio rapportato agli anni dei giovani studenti delle scuole primarie.
Ma al dissenso di alcuni genitori nella “classe di Israele” per non creare discussioni o imbarazzi si cambia nazione. Le motivazioni del dissenso sono tante e in primis le difficoltà di affrontare un paese tanto complesso e con una storia tanto difficile. Davanti a questa opposizione e ai risultati prodotti penso ci si debba fermare un momento. E' possibile tanta paura? Si, il fatto è certo e credo sia giusto sottolineare che siano stati pochi i genitori che hanno protestato. Ma il fatto solleva più domande che rimangono generali perché fatti accadono di frequente. La prima domanda è: da quando i genitori, o peggio pochi genitori, possono cambiare il programma scolastico? Con quale competenza possono farlo? Come mai le maestre non hanno difeso le loro scelte didattiche? Pensano che così facendo, possano acquisire maggior rispetto da parte delle famiglie?
Infine mi spiace constatare che tanto spesso si da per scontato che i bambini possano avere limiti di comprensione. I bambini possono capire e affrontare qualunque cosa e lo fanno con strumenti davvero sorprendenti, se e sottolineo se, si danno loro i giusti strumenti. Ma forse siamo troppo presi nella lotta tra genitori e insegnati per tentare di individuare i migliori strumenti per rispondere e spiegare che è il compito che accomuna genitori e maestri.




  

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