giovedì 8 ottobre 2015

Vaccinazioni in calo: allarmi e mobilitazioni



Vaccinazioni in calo, disinformazione e vecchie malattie che tornano a mietere morti tra i più piccoli: questi i motivi che hanno spinto l'Associazione Culturale pediatri a lanciare una petizione per chiedere di "restituire al Paese un servizio vaccinale unico".  "Grazie ai vaccini molte gravi malattie sono state sconfitte o molto ridimensionate. Anche per questo chi nasce in Italia ha un’altissima probabilità di vivere sano come mai successo prima. Difterite, pertosse, poliomielite, epatite B, morbillo, rosolia congenita, tetano, meningite sono brutti ricordi che appartengono alle generazioni più lontane quando queste patologie condannavano migliaia di persone alla morte o a esiti invalidanti permanenti." si legge nel testo diretto al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Per l'organizzazione dei pediatri i risultati finora raggiunti "rischiano di essere messi a rischio da un progressivo calo delle coperture vaccinali dovuto a una serie di fattori tra cui è sicuramente rilevante il peso di una politica vaccinale frammentaria figlia delle riforme federaliste dell’ultimo decennio." "La Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute, eppure oggi ai bambini nati in Italia non è assicurato lo stesso accesso ai vaccini. Ogni Regione ha la sua politica vaccinale e decide quali vaccini offrire gratuitamente e quali a pagamento." si legge ancora nel testo.  Inoltre per i medici aderenti ad Acp queste differenze, ritenute ingiustificabili e incomprensibili, alimentano "dubbi e perplessità sulla reale utilità dei vaccini, generando ipotesi fantasiose e complottiste circa “innominabili interessi economici” che si celerebbero dietro alla diffusione dei vaccini, con il rischio concreto di allontanare i genitori dalla pratica vaccinale."  Per arginare le " inaccettabili speculazioni antivaccinali", inoltre nella petizione viene sottolineata l'importanza di "un  sistema di sorveglianza in grado di comunicare rapidamente il peso reale delle reazioni avverse e le valutazioni di efficacia dei vari vaccini."

La petizione lanciata a luglio  è tornata alla ribalta questi giorni dopo l'allarme lanciato dall'Istituto Superiore di Sanità. Secondo i dati le vaccinazioni per poliomelite, tetano, difterite ed epatite B sono scese al di sotto del 95%, mentre quelle contro morbillo, parotite e rosolia sono diminuite di 4 punti percentuali portando la copertura vaccinale a quota 86%. Numeri che hanno portato il presidente dell'ISS, Walter Ricciardi a parlare di una copertura vaccinale "al limite della soglia di sicurezza". "Questa situazione, che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo" ha spiegato Ricciardi.  Per il presidente dell'Iss inoltre "è   necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali." "E’ inammissibile che un operatore sanitario pubblico, in scienza e coscienza possa avanzare dubbi sull’efficacia e sull’opportunità dei vaccini, di un atto che ha anche un valore etico per la tutela della salute pubblica"prosegue Ricciardi auspicando "una nuova alleanza tra medici, operatori sanitari, ricercatori e industria per evitare che il patrimonio di salute pubblica conquistato in anni di campagne vaccinali vada disperso.". Il calo delle vaccinazioni, inoltre ha spinto l'Iss a definire "improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane." 


Un'analisi quella dell'Istituto superiore di sanità condivisa anche dalla Società Italiana di Pediatria. "Torniamo nuovamente a esprimere la preoccupazione di tutti i pediatri italiani per questo pericoloso fenomeno e per i danni che sta provocando sulla salute dei bambini” spiega il Presidente Giovanni Corsello.  “Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale” prosegue.  Il calo delle vaccinazioni ha spinto la SIP a dedicare gli Stati Generali della Pediatria, che si terranno il 19 novembre in occasione della giornata mondiale del bambino e dell’adolescente, a questo tema anche attraverso iniziative di comunicazione finalizzate a "promuovere un messaggio positivo sui vaccini tra le giovani generazioni. "

In difesa delle vaccinazioni si è schierata anche l’Aifa, l’Agenzia Italiana per il farmaco. "C'è purtroppo poca consapevolezza del rischio anche grave connesso alla mancata vaccinazione” sottolinea   il presidente Sergio Pecorelli ricordando che “i vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l'anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale".

La percezione che i genitori hanno delle vaccinazioni è stata al centro di un’indagine, condotta su un campione di 1000 genitori, recentemente presentata al congresso dell’OsservatorioNazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza. I dati riferiscono che il 33% dei genitori ritiene che i vaccini siano più pericolosi delle malattie che prevengono.  Ed ancora: il 25% ritiene che non tutti i vaccini siano necessari, il 19,6% li considera troppi, il 17% ritiene che tanti vaccini tutti insieme possano causare danni, il 6% pensa che l’efficacia dei vaccini debba ancora essere provata e l’8% teme i possibili danni a lungo termine e l’insorgenza di effetti collaterali. Non stupisce dunque un altro dato emerso dalla ricerca : il 26,8% dei genitori si sente frastornato e alla ricerca di informazioni affidabili.

A leggere notizie e commenti appare chiaro di trovarsi di fronte ad una sfida sanitaria e al contempo culturale. Sfida che il mondo medico scientifico italiano intende combattere anche attraverso il call center nazionale Vaccini e Vaccinazioni, promosso dal il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute e dall'Università degli Studi di Foggia. Il numero, dicui ha già parlato Laura, sarà attivo il lunedì dalle 10 alle 18: ai genitori per avere informazioni basterà digitare il numero verde 800 56 18 56.

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