mercoledì 11 novembre 2015

Umberto, il nonno dell'orto





Come tutte le mattine, Ascanio attraversa di corsa il cortile che dal cancello porta all'ingresso del nido. "Guada mamma, nonno otto", esclama entusiasta indicando con il ditino un signore che con una piccola zappa sta smuovendo la terra intorno ad una rigogliosa pianta di rosmarino nell'orto del nido. Il nonno in questione si chiama "nonno Umberto" e da quando suo nipote, oggi quattordicenne, frequentava il nido Martini si prende cura dell'orto, un fazzoletto di terra, davanti alle vetrate di una delle tre sezioni. A volte i piccoli incollano il naso alla vetrata e osservano con curiosità il nonno che zappa, annaffia, controlla una per una le tante piantine: erbe aromatiche, qualche fiore, pomodori. "Tra un po' pianterò il frumento"spiega Umberto.

 "Prima  curavo anche altri due orti in altri due nidi, ora mi occupo solo di questo" mi dice. Avrà poco più di settant'anni e una passione per la terra nata come hobby quando lavorava per una grande azienda. "Il lavoro mi portava spesso in trasferta, l'orto era una passione" racconta ora che è in pensione e che ha più tempo da dedicare alla terra.

Sono circa dodici anni che il signor Umberto si prende cura dell'orto e tante le piante seminate e viste crescere, così come i bambini che grazie al suo impegno hanno potuto vedere da vicino questa magia della natura. "I bambini vengono nell'orto con le educatrici e a volte si fermano con le mamme a controllare le piante che hanno seminato e annaffiato" racconta ancora il nonno, che svolge la sua attività anche grazie all'Auser. " Bravo il nostro Umberto" dice una collaboratrice di passaggio salutando il nonno con calore. Mi attardo ancora un poco a vedere il suo lavoro e immagino lo stupore e la gioia dei bambini quando possono "giocare" a coltivare la terra. "Qual'è il suo ricordo più bello?" gli chiedo senza troppa fantasia. I suoi grandi occhi chiari si illuminano. " Beh - dice dopo averci pensato un attimo, quasi scavando nei ricordi - una volta i bambini grandi hanno piantato i girasoli insieme alle educatrici e ognuno ne ha adottato uno. Sapesse come erano felici quando sono tornati nell'orto e i girasoli erano cresciuti"

Quello del nido Martini non è l'unico orto all'interno di un nido comunale. L'esperienza dell'orto ovviamente non si esaurisce al nido e sono tante anche le scuole dell'infanzia e le primarie che propongono quest'esperienza didattica. Secondo un'indagine condotta nel 2014 dalla Fondazione Villa Ghigi a Bologna sono presenti 66 orti scolastici e di questi 34 appartengono alle scuole dell'infanzia. I dati relativi ai nidi risultavano incompleti ma sono almeno 9 quelli che dispongono di un orto in giardino. Gli orti scolastici n on sono - però - gli unici in cui i bambini possono fare esperienza di orticoltura durante l'orario scolastico: diverse scuole - infatti - coltivano delle aree all'interno degli orti sociali o di quelli didattici gestiti dai centri sociali. Per i bambini la possibilità di coltivare un orto e raccoglierne i frutti coincide con quella, altrettanto importante, di prendersi cura di uno spazio e abbellirlo.  Non da ultimo quello degli orti è uno spazio dove a volte - come nell'orto di cui ho raccontato - si instaurano preziose relazioni tra generazioni.

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