giovedì 10 dicembre 2015

Integrazione fa rima con prevenzione


jdurham









Manca integrazione, informazione e cura. Tante disparità ci sono tra le donne e dividono le giovani italiane, dalle giovani straniere che non sono integrate nemmeno nel sistema sanitario e in particolare quello ginecologico. Durante la presentazione del congresso "Salute al femminile tra sostenibiltà e società multietnica" della società italiana ginecologia e ostetricia (sigo) che si terrà a Roma molti relatori hanno presentato dati, hanno aperto riflessioni e ipotizzato soluzioni. Soluzioni che si sono ricondotte tutte ad un ragionamento: ci vuole più informazione sia sessuale che affettiva, da sviluppare e praticare in diversi luoghi. 

I centri d'identificazione
"In alcune regioni il personale medico è chiamato ad assistere donne in cerca di asilo politico nel nostro Paese. Spesso arrivano in Italia dopo tremendi e pericolosi viaggi su barconi fatiscenti. Molte di loro sono in gravidanza, altre ancora dovranno trascorrere molti mesi nei centri di identificazione. All'interno di queste strutture, oltre alla normale assistenza sanitaria, potremmo allora iniziare un lavoro di educazione alla salute. La Società italiana di Ginecologia e Ostetricia è pronta a fare la sua parte e noi ad offrire le nostre competenze alle istituzioni". Dichiara Paolo Scollo presidente Sigo. 
Le disparità
Le disparità culturali minano l'integrazione in modo profondo. In Italia vivono oltre 1 milione e 700mila donne straniere in età fertile. Il 13% dichiara di avere difficoltà linguistiche a spiegare i propri disturbi al medico. Solo il 20% delle donne straniere under 20 ha avuto una visita ginecologica, contro il 70% delle loro coetanee italiane.
Donne straniere e aborto. I consultori
Il 34% degli aborti volontari è praticato da donne straniere. Il prof. Giovanni Scambia Direttore del Dipartimento Tutela della Salute della Donna della Cattolica di Roma e presidente del prossimo congresso SIGO specifica "il tasso di abortività delle donne straniere è più del doppio di quello registrato tra le italiane di pari età. Per invertire questa pericolosa tendenza bisogna aumentare il livello di informazione avviando corsi specifici di educazione alla sessualità ed affettività” I luoghi ideali per fare informazione si annoverano i consultari che sono presenti in modo diffuso in tutto il paese. Sebbene ricordi ancora Scollo sia necessaria migliorarne sia la quantità che la qualità dei servizi. 
Il compito dei ginecologi. In Ospedale
In italia l'afflusso di stranieri ha portato un confronto culturale importante anche a proposito di sessualità e maternità. E' una diversità multiforme e difficilmente sintettizzabile in pochi concetti, ma reale e importante. I numeri ci danno già qualche spunto di riflessione: 1 parto su 5 è praticato da madri straniere. Tra le proveninze si registrano queste percentuali: il 26% è dell'UE, il 25% dall'Africa, il 18% dall'Asia e 8% dal sud America. Il prof. Vito Trojano presidente nazionale dell’AOGOI (associazione ostetrici, ginecologi ospedalieri italiani) patner di Sigo. indica un altra via per l'integrazione: "Tra i vari medici specialisti noi ginecologi siamo quelli che più di tutti hanno a che fare con queste diversità. Dobbiamo imparare a gestire questo delicato aspetto della nostra professione. L’integrazione dei nuovi cittadini può cominciare nei reparti materno-infantili dove sempre più neonati vengono al mondo con nomi e cognomi non italiani”.
 

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