venerdì 11 dicembre 2015

Mamma torni al lavoro?

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La crisi del lavoro non è uguale per tutti. A rimetterci di più sono le donne e i bambini. Lo sanno bene tutte le donne che tentano di lavorare e avere una famiglia, ormai pare un lusso avere entrambre le cose. Mentre il carico del lavoro spesso non è equamente diviso in famiglia (lo è mai stato?) Ma ora abbiamo una consolazione, possiamo confermare ciò che viviamo quotidianamente  trale parete domestiche con dati nazionali freschi di stampa. I dati che riportiamo sono stati presentati ieri a Roma e derivano da una articolata ricerca condotta dall'istituto per lo sviluppo della formazione dei lavoratori (isfol ). Il titolo della ricerca è chiarificatore: Lavoro e crisi economica: evidenze, riforme e prospettive.

Quello che è stato messo in luce è che se il lavoro stabile è cresciuto (perdendo buona parte delle garanzie che prima poteva offrire) è anche vero che la qualità della vita sopratutto dei giovani (tra i 20 e i 34 anni) non sono migliorati. Le donne sono quelle a star peggio. Ad ogni modo tutti i relatori hanno sottolineato che la crescita registrata dovrà anche consolidarsi nel tempo in modo continuo altrimenti avrà poco impatto.
L'occupazione cresce rispetto al 2014
Nel 2015 crese il pil + 0,2%. Cresce l'occupazione a tempo indeterminato con un + 250mila unità, pari ad un +29% e perde il lavoro parasubordinato meno 19%.
I giovani sognano poco
I risultati dall’indagine Isfol sulle transizioni dalla formazione al lavoro che ha coinvolto 45.000 i giovani si capisce che i giovani non sognano di svolgere un lavoro attinente con gli studi svolti (63%) ma cercano un lavoro sicuro che possa offrire tutela sanitaria (il 93,7%), un adeguato stipendio (93,7%)e un buon rapporto tra colleghi (89,9%)
I giovani non fanno figli
La crisi ha anche un forte impatto sulla riproduzione. Diminuiscono le nascite -12 mila rispetto al 2014 e - 74 mila rispetto al 2008. Sono sopratutto le coppie italiane a non far figli ma anche quelle straniere.
La mamme non lavorano
Le donne che eprdono il lavoro dopo il primo figlio sono tante. Oltre il 22%. Le madri sono sempre più vecchie (oltre i 32 anni le italiane e 29 le straniere). Oltre il 22% delle donne occupate in gravidanza perde il lavoro dopo la nascita del figlio. Il 67% delle donne che conclude il rapporto di lavoro volontariamente dichiara di non riuscire a conciliare lavoro e maternità. E la domanda che ritorna è: dove sono i Mille nidi nuovi promessi da Renzi in mille giorni? Forse non sarebbero la soluzione ma certo aiuterebbero un po'. 

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