mercoledì 27 gennaio 2016

Giornata della memoria: i bambini vittime della Shoah


Storia bambina
Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi. Questa la cinica scritta che campeggiava sul cancello del campo di sterminio di Auschwitz. Cancello  abbattuto il 27 gennaio del 1945 dai soldati dell'esercito sovietico che quel giorno entrarono nel  più grande dei campi ideati e utilizzati dai nazisti per portare a compimento la "soluzione finale": lo sterminio del popolo ebraico. Sono passati esattamente 71 anni da quel 27 gennaio quando il mondo iniziò a conoscere la Shoah. Il 27 gennaio resta dunque una data simbolo ed è stata scelta per la Giornata della Memoria istituita dalle Nazioni Unite nel 2005. In Italia la Giornata della memoria è stata istituita nel 2000 con 5 anni di anticipo. Finalità principale della Giornata della memoria è mantenere vivo il ricordo di quanto accaduto nella speranza che la memoria serva a far sì che simili orrori non si ripetano.



Tante le celebrazioni in tutta Italia. A Bologna, dove il consiglio comunale si è già riunito in seduta solenne, uno dei momenti più significativi del ricco programma di eventi, sarà l'inaugurazione del Memoriale della Shoah. Il monumento, che sorge nella nuova piazza tra via Matteotti e via Carracci nei pressi della nuova stazione dell'Alta Velocità, sarà inaugurato nel pomeriggio. Nato dall'impegno della comunità ebraica il memoriale è costituito da due blocchi di acciaio alti 10 metri che convergono l'uno verso l'altro fino a lasciare uno spazio stretto. Attirare l'attenzione e fare riflettere su quanto accaduto nella storia: questo l'obiettivo che ha guidato i progettisti. Non sfugge, inoltre, la vicinanza con la stazione, teatro della strage del 2 agosto.

Furono almeno 6 milioni gli ebrei vittime dello sterminio, tra loro moltissimi bambini. Bambini a cui è dedicata la mostra fotografica "IZIEU, una colonia per bambini ebrei rifugiati 1943.1944" ospitata a Palazzo Malvezzi, sede della città metropolitana, fino al 2 febbraio. La mostra ricostruisce le vicende della grande ed elegante casa Izieu, dove, nelle campagne francesi non lontano dal confine con l'Italia e la Svizzera, vennero nascosti e protetti numerosi bambini ebrei. Erano in 44 quando, il 6 aprile del 44, la Gestapo fece irruzione nella colonia arrestando i piccoli ospiti e le educatrici. Nessuno di loro si salvò. La raccolta di immagini arrichita da riproduzioni di lettere, disegni e biglietti di auguri mostra la loro quotidianità e  le loro speranze spezzate: ritrovare i genitori, tornare a casa,  aspettare la fine della guerra.

Le stime parlano di un milione e mezzo di bambini sterminati nei lager nazisti: circa 1 milione erano ebrei, gli altri erano in prevalenza zingari, slavi e polacchi. Tra le pubblicazioni dedicate ai bambini vittime della barbarie naziste c'è anche "Il futuro spezzato" di Lidia Beccaria Rolfi e Bruno Maida. Nel libro, pubblicato da Giuntina nel 1997, la staffetta partigiana sopravvissuta alla deportazione e lo storico torinese, ripercorrono i crimini perpetuati dai nazisti nei confronti dei più piccoli. Le pagine raccontano le vicende dei bambini ebrei deportati, dei bambini vittime dell'operazione eutanasia, dei piccoli polacchi strappati alle loro famiglie per essere germanizzati. Racconti e testimonianze accompagnano la ricostruzione storica di una realtà atroce. Nel libro trovano spazio l'educazione dei giovani tedeschi addestrati all'odio, il rastrellamento del ghetto di Varsavia, le Lebensborn, l'eutanasia di stato che ebbe come prime vittime i bambini, le vicende dei piccoli ebrei italiani portati a morire ad Auschwitz. Lo scorrere delle pagine ci pone davanti ad un capitolo della storia dell'infanzia che vorremmo non fosse mai stato scritto. 
Come scrive Primo Levi nella prefazione, anche se non esistono impianti per la strage di massa come quelli nazisti, milioni di bambini continuano a morire di fame o intrappolati nelle maglie di guerre incomprensibili. " Finchè questo avviene - scrive Levi - pagine come queste dovranno essere lette, anche se la loro lettura non avvenga senza angoscia: sono nutrimento vitale per chi si proponga di vegliare sulla coscienza e sull'avvenire del mondo".




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