mercoledì 30 marzo 2016

Bologna e il nido abbandonato

Nido Rizzoli















Cronaca-Cittadina "Forse è uso del comune di Bologna spostare un nido senza interpellare le persone coinvolte (genitori, personale), salvo poi comunicare le decisioni già prese. Noi genitori lo abbiamo scelto con coscienza dopo aver valutato diverse proposte educative" Così scriveva una madre di Bologna nel  2009 rivolgendosi agli amministratori pubblici. Di quel nido non sappiamo  niente nemmeno oggi e intanto la struttura cade a pezzi.  


C'era una volta il nido Rizzoli. Era un grande nido che si collocava all'interno di un parco, formato da albero secolari e prati distesi, un parco che per un bambino, sembra proprio un bosco incantato. La struttura era di un elegante stile neoclassico intervallato da semicolonne lungo tutta la facciata d'accesso. La palazzina non era nata come nido e nel tempo ha cambiato diverse destinazione d'uso: prima scuderia della Villa Mazzacorati, che sorge a pochi passi e nello stesso parco, poi è stata una camera mortuari e dalla fine degli anni '70 circa, si è trasformato in un nido. Il Rizzoli ospitava quasi 60 bimbi aveva tre sezioni e comprendeva la sezione lattanti. Nel tempo era diventato un nido unico e speciale. E lo staff come sempre, quando si parla di nidi, faceva la differenza. Il personale ha lavorato insieme anche per 10, 15 anni, collaborando, prima in modo sporadico, poi in modo sempre più strutturato, con l'asl che ancora oggi, si collaca all'interno della villa Mazzacorati. Così succedeva che i bimbi con disabilità, venissero accolti direttamente al nido Rizzoli. Educatrici e medici dialogavano e collaboravano in continuo garantendo una qualità sulla disabilità davvero alta. Nel tempo ci sono stati anche 3 o 4 bambini disabili e tutto funzionava in modo davvero eccellente. Il Rizzoli era speciale anche per un altro motivo: i bambini stavano spesso all'aria aperta e facevano tantissime attività. Le facevano in modo spontaneo, anche con la realizzazione di un erbolario costruito nell'arco dell'anno.
Questo avveniva ben prima che il comune e l'Università promuovessero il progetto ormai diffuso Outdor Education.
Il nido Rizzoli oggi è chiuso ed è abbandonato.
Lo è da tanti anni ormai. Il nostro sindaco, Virginio Merola, in più occasioni ha dichiarato di volerlo trasformare in un centro genitori. Per anni, almeno dal 2011, il nido è menzionato tra le spese dei lavori programmatici del comune. Si è trascritta la voce di spesa per restaturarlo con 1,3 MLN con finanziamenti privati. I finanziamenti non sono arrivati, ne' pubblici, ne' privati e nel mentre il nido cade a pezzi... E più il tempo passerà e più costerà ristrutturarlo.   

 

2 commenti:

  1. Il luogo le dade e le educatrici facevano la differenza. ...un gran peccato averlo 'perso '

    RispondiElimina
  2. Il luogo le dade e le educatrici facevano la differenza. ...un gran peccato averlo 'perso '

    RispondiElimina