giovedì 3 marzo 2016

Vaccinazioni, prevenzione e diagnosi precoce: l'OMS in campo contro la sordità infantile



Cure adeguate, prevenzione e diagnosi precoce possono salvare i bambini dalla sordità. Questo il messaggio lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità in occasione della giornata mondiale dell’udito, celebrata oggi e dedicata quest’anno ai più piccoli. Secondo i dati contenuti nel rapporto OMS, nel mondo ci sono oltre 32 milioni di bambini che soffrono di problemi d’udito invalidanti, problemi che nel 60% dei casi – scrive l’organizzazione – potrebbero essere evitati.

Un problema quello della sordità che può avere effetti negativi anche sulla vita sociale di chi ne soffre perché può costituire una barriera relazionale che ostacola l’integrazione. “Un bambino che ha problemi d'udito può anche avere difficoltà ad imparare a parlare, avere scarso rendimento scolastico e, infine, essere socialmente isolato", ha spiegato Etienne Krug direttore del dipartimento per la gestione delle malattie non trasmissibili, la disabilità e la prevenzione della violenza e degli incidenti.  Il responsabile del’Oms ha però sottolineato che esistono strumenti per diagnosticare, prevenire e anche curare la sordità infantile.
Sono tante le cause possono condurre alla sordità infantile. Secondo le stime il 40% dei casi ha origine genetica e il 31% deriva da malattie infettive come morbillo, parotite, rosolia e meningite. Malattie- sottolinea l’Oms contro le quali esistono i vaccini definiti “essenziali” per la prevenzione: potenzialmente, le sole vaccinazioni contro rosolia e meningite potrebbero ridurre del 19% i casi di sordità infantile. Tra le altre cause di sordità, l’OMS, rileva che il 17% è ascrivibile a complicazioni al momento della nascita (prematurità, basso peso, asfissia perinatale, ittero) o a infezioni come la rosolia e il citomegalovirus contratte durante la gravidanza. L’assunzione di farmaci dannosi per l’udito in gravidanza o nei primi mesi di vita sarebbe, invece, responsabile del 4% dei casi di sordità infantile. L’OMS mette anche in guardia contro i rischi derivanti dall’esposizione a rumori troppo forti compresi quelli degli smartphone e dei lettori mp3 che, se utilizzati a volume elevato per lunghi periodi di tempo, possono danneggiare l’udito.

Oltre alla prevenzione - che passa dalle vaccinazioni, ma anche da un uso consapevole dei farmaci, dall’attenzione alla salute prenatale e da una corretta esposizione al rumore – l’Organizzazione mondiale della Sanità ricorda l’importanza della diagnosi precoce. Una diagnosi tempestiva – infatti – permette di fornire ai bambini apparecchi acustici e terapie di sostegno alla comunicazione. Importanza fondamentale rivestono – inoltre – scrive l’Oms i programmi di screening neonatale e quelli effettuati in età scolare e prescolare. Nel documento viene anche sottolineato il peso delle campagne contro lo stigma ancora associato all’uso dell’apparecchio acustico e il ruolo positivo che può essere esercitato dalle organizzazioni di chi soffre di problemi uditivi gravi e dei loro famigliari. 

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