lunedì 16 maggio 2016

Petizione scuola estiva, progetto scuola al centro...scuola stanca









Scuole aperte, scuole estive e tante polemiche. La logopedista Alberta Alessi madre di tre figli a Pavullo del Frignano (MO) lancia la petizione "Cambiamo il calendario per mantenere aperte le scuole primarie almeno fino al 30 giugno.
Nel mentre il Ministro Giannini con un finanziamento di 15mila euro (una cifra davvero piccola) lancia il progetto di Scuole al centro in 4 aree metroplitane: Milano, Palermo, Roma e Napoli. La motivazione che muove la Giannini è condivisibile ... non possiamo lasciare i ragazzi e i bambini in strada, facile prede di chi ha cattive internzioni. La petizione in qualche giorno raccoglie quasi 4 mila firme. Firme che esprimono un forte disagio che le famiglie hanno. I genitori in media vanno in vacanze per 3 settimane, le maestre tre mesi. Cifre fanno riflettere e accendono polemiche. Il problema di fondo è come sistemare i figli nelle lunghe estati? Le risposte accumulate in questi giorni sui social sono piuttosto classiche: i nonni o i centri estivi a pagamento.  
Le maestre intanto spiegano e raccontano: "Il nostro non è un lavoro comune. Abbiamo bisogno di maggior riposo" E come darle torto? Basta guardare le stanchezza dei bambini per renderci conto che l'ideale certo non è quello di allungare il calendario scolastico. E la scuola italiana anche in questo frangente si riscopre lenta e inadatta al mondo di oggi, sempre due passi indietro.
Nella petizione si citano altri modelli scolastici in Europa. Ad esempio se la scuola francese  non chiude per tanto tempo d'estate, e anche vero che fa vacanze, magari più lunghe, ma spalmate durante il corso di tutto l'anno. Ma sopratutto in Francia (come in tanti paesi civili) ci sono ben altri sostegni alla famiglie e ai lavoratori, sostegni economici e di servizi strutturati che qui nel Bel Paese ci scordiamo. E il fatto rimane che non si possono risolvere tutti i problemi di welfare che le famiglie affrontano con la Scuola... che rischia sempre più di assomigliare ad un parcheggio. 

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