venerdì 24 giugno 2016

Pasto da casa? Parola all'Osservatorio Mensa di Bologna



















La mensa della scuola è una delle attività scolastiche più seguite da parte dei genitori di tutt'Italia. I motivi sono molti tra attenzione alla salute e verifica delle rette a volte molto alte, le mense preoccupano e non poco. In molte città si sono organizzati comitati e gruppi di lavoro per valutare tante questioni che sono molto spesso sono questioni politiche e anche legali. Abbiamo incontrato Giulio Mannino dell'Osservatorio Mensa di Bologna che ha anche organizzato una rete nazionale di confronto e relazione tra cittadini.  Partiamo con una domanda di commento alla sentenza del pasto da casa che rimescolerà e non poco, le carte in tavola per tutti.

Grazie alla battaglia dei genitori di CaroMensa di Torino da oggi ci sarà la possibilità di consumare il pasto portato da casa all'interno delle scuole. Un commento
Personalmente e a caldo la sentenza della corte d'appello mi preoccupa. Rinunciare al servizio può rappresentare anche una sconfitta perché la soluzione migliore resta sempre una mensa di qualità per tutti. Occorre insistere per avere un buon servizio e usare il pasto da casa per rivendicare e ottenere il cambiamento. Sicuramente è una sentenza che avrà ripercussioni molto ampie e importanti. A Bologna ci siamo posti obiettivi diversi.Voi a cosa mirate?
Ad avere un servizio che rispetti le grandi conquiste ottenute con il nuovo capitolato e a consolidare il monitoraggio dei genitori in tutte le scuole. Alla base del controllo c’è la partecipazione dei genitori consapevoli dei loro diritti. Anche se benvenuta, la sentenza potrebbe nuocere alla battaglia per il cambiamento.
Perché potrebbe nuocere la sentenza?
Perché implicherebbe rinunciare ad una occasione di coinvolgimento e confronto con le amministrazioni. Potrebbe diventare una risposta individuale ad un problema collettivo.
Così i genitori hanno la possibilità di dire “No, grazie mi servo altrove” non è democratico?
Si, certo, rimane il fatto che potrebbe essere usato come soluzione e non come strumento di lotta. La sentenza rimane comunque una vittoria importante per i cittadini di Torino. Ma ripeto sono impressioni a caldo.
Avete organizzato un gruppo nazionale. Con quante città vi relazionate?
Le rete nazionale è composta da circa 40 comuni. Confrontarsi è importantissimo e costruttivo. E' davvero appagante vedere che parte del nostro lavoro a Bologna viene preso a riferimento in molte altre città. Lo scambio di informazioni ed esperienze arricchisce tutti i genitori delle commissioni mensa e permette di verificare come le situazioni siano diverse a seconda del contesto politico.
Bologna come si posiziona?
Rispetto ad altre, è una città aperta, molto attenta alla partecipazione, al confronto e alla trasparenza. Il Sindaco, in questi ultimi anni, ha dato prova di esser anche capace di ascoltare i genitori e di cambiare idea e non è scontato. Certamente però senza gli scioperi del panino, non lo avrebbe fatto.
Bologna ha cambiato mensa. Da una società partecipata SeriBo da Camst e Elior oggi è passata ad un appalto RiBo con Elior e Camst. Dunque tutto cambia perché nulla cambi?
Sono cambiate le percentuali dei soci, prima era capofila Camst oggi è Elior. La qualità delle materie prime è di certo superiore e le tariffe per le famiglie sono più contenute. Il balzo avanti è stato notevole. Inoltre la percentuale elevata di biologico contribuisce concretamente a sostenere una agricoltura più rispettosa della salute e dell’ambiente. E’ motivo di soddisfazione.
Perché prima le stesse aziende non riuscivano a dare la stessa qualità a costi contenuti?
Perché non c’era la volontà politica di farlo. La qualità richiesta dal capitolato era molto inferiore e le tariffe erano alte perché dovevano servire a costruire i nuovi centri pasto, solo parzialmente realizzati. Alcune cose hanno fatto letteralmente infuriare tutti i genitori.
Ad esempio?
Ad esempio vedere Camst ed Elior incassare guadagni stratosferici senza investimenti nel servizio. I genitori hanno chiesto la restituzione degli utili e hanno ottenuto, per il 2013, un accantonamento di circa 700mila euro. Lo scorso anno anche il primo cittadino ha raccolto le richieste dei genitori ed ha invitato Camst ed Elior a fare altrettanto anche per il 2014 e 2015.
SeriBo (l'azienda partecipata) però ha avuto costi alti perché avrebbe dovuto rimodernare le cucine. E i soci privati si sono intascati utili ben superiori a 700 mila Euro...
Si è stata una vittoria parziale è vero, ma i giochi sono ancora tutti aperti su questo fronte e stiamo aspettando delle risposte.
Per il futuro cosa avete in mente?
Più partecipazione e controllo. Vogliamo continuare a verificare la qualità dei pasti, quest'anno abbiamo fatto oltre 1500 assaggi che hanno garantito il controllo nelle scuole. Siamo molto arrabbiati per i continui ritardi nei trasporti, che vanificano spesso gli sforzi compiuti per il miglioramento del cibo. Il tema di ammodernamento delle cucine rimane centrale. Oltre a ciò siamo molto concentrati sulla realizzazione del nuovo portale della refezione scolastica di Bologna. Oggi è gestito come un portale privato, ma dovrebbe essere pensato come un portale pubblico.
Ci spiega meglio?
Il portale di RiBò dovrebbe garantire a tutti i genitori facile accesso e trasparenza a tutte le informazioni che riguardano la mensa. Dovrebbe diventare una specie di memoria collettiva, dove vengono raccolte, analizzate e conservate tutte le segnalazioni dei genitori. E' un progetto innovativo e importante che diventerà uno strumento di controllo del servizio che erediteranno i genitori che verranno dopo di noi e che potrà essere preso a modello anche da amministrazioni di altre città.






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