lunedì 12 settembre 2016

Un educatore per 20 bambini? Lettera di un papà

















Cara BolognaNidi, 
sono un vostro associato da oltre due d’anni ed è la prima volta che vi scrivo. Lo faccio per raccontarvi cosa succede nel mio nido, un nido di Bologna, un nido prestigioso per la sua elevata qualità educativa e in cui fino ad oggi ci siamo trovati molto bene. Ciò nonostante sono preoccupato per l’anno che sta per iniziare, da quest’anno infatti nella sezione di mio figlio, la sezione dei grandi, (che ospita bambini tra i 24 mesi ed i 36 mesi di età) alle educatrici tra le 13.30 e le 16.30 dovranno badare a moltissimi bambini: fino a 21 se sono tutti presenti! L’educatrice in quel tempo dovrà addormentarli tutti, svegliarli tutti, mettere le scarpine e cambiare loro il pannolino a tutti entro le 16. Mi è stato raccontato che i bambini sono messi a letto vestiti per fare la nanna, perché non si farebbe in tempo a rivestirli poi. Forse la mia è una domanda ingenua ma continuo a chiedermi: come sveglierà quei bambini? Come li cambierà? Riuscirà a concentrare la sua attenzione su tutti? Saranno visti veramente tutti, o per la fretta imperante saranno svegliati, gli saranno messe le scarpine e cambiati come in una catena di montaggio? Quello che mi ha dato più da pensare è che tutto questo è ritenuto assolutamente “normale”. Le educatrici mi hanno spiegato che da quando il rapporto numerico educatore-bambino in regione è cambiato (dal 2008) c'è un’educatrice ogni 10 bambini, le cose funzionano così. In tutto questo non riesco comunque a capire perché nell’orario tra le 13,30 e le 16,30 il rapporto sia tanto diverso. Mi è stato spiegato anche che i pedagogisti del devono gestire anche 10 tra nidi e scuole…. Come padre a questo punto, penso che forse le telecamere nei servizi educativi e di cura siano utili per mostrare le condizioni di lavoro a cui le educatrici e le maestre sono sottoposte, telecamere che possano mostrare un così elevato numero di bambini che hanno necessariamente tante e tante richieste e come queste ultime tutti i giorni devono fare i salti mortali per garantire qualità, che personalmente ho trovato ma mi chiedo e chiedo a voi: fino a quando può reggere? Grazie per l'attenzione e il vostro costante lavoro.
Paolo

2 commenti:

  1. Un bravo papà coscienzioso che non si aggrega alle masse. La qualità viene anche da questo. Grazie una educatrice di cooperativa nei servizi comunali.

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  2. Quello che sottolinea questo papà, accade in molte realtà anche romane, spesso le educatrici si trovano a dover far fronte ad un numero cospicuo di bambini con un numero elevato di bambini. Le politiche educative nel corso degli anni, a causa del diktat:" risparmio a tutti i costi", stanno vivendo la loro stagione peggiore. Nessuno tiene in debito conto, quanta frustrazione e stress questo possa comportare. Purtroppo veniamo lasciate sole, nessuno fino ad oggi sta prendendo in seria considerazione il problema, sono molto amareggiata e delusa, quanto riusciremo ad andare avanti? Il burnout è ormai alle porte.

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